(ANSA) - ORVIETO (TERNI), 26 MAG - Souhayr Belhassen, dall'aprile scorso prima presidente donna della "Fidh" (Federazione internazionale dei diritti dell'uomo), riceverà sabato prossimo il premio "Città di Orvieto" per i diritti umani. E' dunque all'insegna dei diritti umani nel continente africano e dei diritti delle donne, che Orvieto si appresta - è detto in una nota del Comune - a ricordare il 60/o anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.
La cerimonia, in programma ad Orvieto, vedrà, oltre alla "Lectio magistralis" di Souhayr Belhassen - tunisina, di 63 anni - la presentazione dei percorsi didattici sul tema che gli allievi di tutte le scuole superiori di Orvieto hanno elaborato nei mesi scorsi. Il
premio, giunto all'ottava edizione, era stato vinto in passato, fra gli altri, da Umberto Eco (2007), le madri argentine di Plaza de Mayo, il vescovo di Terni, mons. Vincenzo Paglia, lo scrittore Tahar Ben Jelloun e don Luigi Ciotti. (ANSA).
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PROSTITUZIONE:A 50 ANNI MERLIN, ORA SCHIAVE DA 60 PAESI/ANSA MERCATO GESTITO DA MAFIE INTERNAZIONALI
MILANO
(ANSA) - MILANO, 26 MAG - Per i 9 milioni di clienti che ogni mese cercano una prostituta, sulle strade o nel chiuso di locali notturni o delle case di appuntamento, la scelta è tra donne di 60 paesi diversi del mondo. Un mercato di offerte variegato e multiforme. Dietro non c'é più lo sfruttatore o la mafia locale. A 50 anni dalla legge Merlin le tenutarie della prostituzione in Italia sono diventate le mafie internazionali. I nuovi scenari italiani dello sfruttamento sessuale sono stati tracciati in un convegno organizzato a Milano dalla Camera del Lavoro. A fornire i dati più crudi Don Luigi Ciotti del Gruppo
Abele "Sono cambiati l'epoca e il contesto, ma le storie si ripetono - ha detto - Oggi il negozio si è trasformato in mercato e la proprietà dei corpi in mano a cartelli criminali, le mafie internazionali, alle quali hanno lasciato spazio le nostre mafie dopo aver scoperto il più redditizio commercio di droga". La prostituzione infatti è gestita dagli stessi trafficanti internazionali (soprattutto di origine est-europea, balcanica e nigeriana), che organizzano la tratta di essere umani. Da prostitute a schiave quindi. Con meccanismi diversi, a seconda della nazionalità. I più crudeli sembrano essere i nigeriani
che ricorrono a brutalità, ricatti, ritorsioni verso i familiari. Gli albanesi invece si sono allontanati dalle pratiche più violente, che portavano alla fuga delle prostitute e al rischio di essere scoperti. Ora tendono a lasciar loro più libertà e più guadagni. Le cinesi, ultime arrivate, vengono fatte prostituire solo nelle case private e diventano quindi vittime invisibili. Secondo ultime stime in Italia sono circa 70.000 le prostitute (50% straniere, 20% minorenni), una cui prestazione costa in media 30 euro, per un giro di affari di 90 milioni al mese, oltre un miliardo l'anno. E la domanda è in aumento, come analizza il libro, presentato nello stesso convegno della Camera del Lavoro, 'Prostituzione - oltre i luoghi comuni' a cura del Forum Permanente sulla prostituzione. La varietà dell'offerta di ragazze provenienti da continenti diversi (colore della pelle e dei capelli, pelosità, diverse forme del corpo, seno, glutei) ha acceso infatti l'immaginario erotico maschile. In passato solo gli uomini di livello sociale e disponibilità economiche più elevate, scrivono gli psicoterapeuti Jole Baldaro Verde e Roberto Todella, potevano trovare in certe case chiuse fanciulle di razza diverse, godendo una varietà di prestazioni che rispecchiavano il variegato mondo delle fantasie sessuali maschili. Questo 'privilegio', grazie all' aumento dei flussi migratori, provocato dagli squilibri economici e dalla crescita della povertà, oggi è alla portata di tutti.(ANSA).
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.