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Beni confiscati, anche in Argentina si firma l'appello di don Ciotti

(9Colonne) Roma, 4 dic - "I giovani e le legalità" è il tema dell'incontro organizzato dall'Associazione Insieme Argentina e che si svolgerà a Rosario l'11 dicembre, al Centro Culturale Bernardino Rivadavia. Durante l'incontro nella città argentina si discuterà del fenomeno mafia e dell'impegno dei giovani nel lavoro nelle terre confiscate alla mafia, confrontando queste esperienze con quelle argentine in tema di lavoro e impegno giovanile. Si inizierà con la presentazione del filmato sul fenomeno mafia, con commento di Roberto Saviano, a cura della giornalista Cristina Bela. Dopo il saluto del presidente dell'Associazione Insieme Argentina, Antonio Bruzzese, seguiranno gli interventi del giudice Maria Cristina Pecoraro, di Omar Isern della segreteria economica solidale della Municipalità di Rosario, e della studentessa Florencia Sanchez. Fabio Bruzzese, presidente dell'Associazione Equamente, parlerà quindi di Legge Rognon i- La Torre e delle cooperative giovanili nelle terre confiscate alla mafia, mentre le conclusioni saranno affidate a Marcelo Tedesco, presidente del Circolo Sandro Pertini di Rosario.

Nel corso dell'incontro, i presenti avranno modo di sottoscrivere l'appello lanciato da don Ciotti "Le terre confiscate alla mafia sono.. cosa nostra". L'iniziativa si chiuderà con un momento conviviale durante il quale verranno serviti pasta preparata con ingredienti provenienti direttamente dalle terre confiscate alla mafia e date ai giovani per le coltivazioni biologiche.

Comunicati

  1. Tribunali in terra di mafia

    Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.

  2. La prima tappa di Libera la natura

    E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.

  3. Corruzione: attendiamo la legge dal 1999

    «È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.