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Mafia: don Ciotti, 100.000 firme contro la vendita dei beni confiscati

(ANSA) - CASTELVETRANO (TRAPANI), 2 DIC - 'Siamo preoccupati per l'emendamento inserito nella Finanziaria sulla vendita dei beni confiscati, che in questo modo tornerebbero nelle mani dei mafiosi, e per questo abbiamo avviato una raccolta di firme, giunte a circa centomila'. L'ha detto a Castelvetrano il presidente di Libera, Don Ciotti.
'Le paure - ha aggiunto parlando con gli studenti - vanno trasformate in speranza e resistenza. Dobbiamo spiegare a chi di dovere che invece di dire 'tutto a posto' deve lavorare per fare di piu' e mettere la magistratura nelle condizioni di operare al meglio. Le mafie senza verita' non si sconfiggono'.
Alle 16 l'iniziativa di Libera prosegue al Liceo Classico 'Pantaleo', dove con Don Ciotti ci saranno il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, il questore di Trapani Giuseppe Gualtieri e il capo della Mobile Giuseppe Linares.

Comunicati

  1. Tribunali in terra di mafia

    Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.

  2. La prima tappa di Libera la natura

    E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.

  3. Corruzione: attendiamo la legge dal 1999

    «È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.