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Nuovo dizionario di mafia e antimafia

Copertina del Nuovo dizionario di mafia e antimafia
Copertina del Nuovo dizionario di mafia e antimafia

La prima storia della mafia e dell'antimafia attraverso 100 parole chiave. Un dizionario completo, rigoroso e aggiornato, compilato da studiosi che da anni si occupano dei fenomeni mafiosi.

Un importante strumento di studio e formazione per leggere un fenomeno criminale che ha fortemente influenzato - e continua tuttora - la storia del nostro Paese.

Le parole chiave:
Alto commissariato Antimafia; Antimafia; Antiracket; Appalti e mafia; Archeomafia; Associazione mafiosa; Banda della Magliana; Borghesia mafiosa; Brenta; Brigantaggio; Camorra; Carcere; Cartelli colombiani; Chiesa e mafia; Cinema e mafia; Clan albanesi; Clan nigeriani; Colletti bianchi; Commissione Antimafia; Confisca dei beni; Convenzioni internazionali; Corleonesi; Cosa nostra; Cosca; Criminalità corso marsigli ese; Criminalità organizzata; Criminalità organizzata transnazionale; Criminologia e mafia; Cupola; Direzione centrale per i servizi antidroga; Direzione investigativa antimafia; Direziona naizonale antimafia; Donne e mafia: Ecomafia, Educazione alla legalità; Estorsione; Eurojust; Europol; Faida; Famiglia; Fascismo e mafia; Financial Action Task Force; Gangsterismo; Giornalismo e mafia; Globalizzazione e criminalità; Guerre di mafia; Impresa mafiosa; Istituzioni e mafia; La Cosa nostra americana; Legislazione antimafia; Letteratura e mafia; Libera; Mafia Russa; Massoneria; Maxiprocesso; Minori e mafia; Narcotraffico; 'Ndrangheta; Omertà; Onorata società; Onore; Padrino; Pax mafiosa; Pentitismo e Pentiti; Politica e mafia; Portella della Ginestra; Protezione e sicurezza; Questione meridionale; Racket; Religione; Reparti speciali; Riciclaggio; Rituali; Sacco di Palermo; Sacra Corona Unita; Separatismo; Sfruttamento della prostituzione; Società segreta; Stidda; Stragi; Territorio; Terzo livello; Testimoni di giustizia; Tratta; Trattativa; Triadi cinesi; Usura; Violenza; Voto di scambio; Yakuza; Zoomafia.

Gli autori:
Felia Allum - Giuseppe Bascietto - Stefano Becucci Giuseppe Casarrubea - Gian Carlo Caselli - Augusto Cavadi - Silvio Ciappi - Enzo Ciconte - Vincenzo Consolo - Alessandra Dino - Maurizio Fiasco - Lorenzo Frigerio - Tano Grasso - Antonio Ingroia - Alison Jamieson - Antonio La Spina - Alain Labrusse - Michele Marangi - Antonio Maruccia - Monica Massari - Giovanna Montanaro - Paola Monzini - Marco Nebiolo - Gaetano Nicosia - Salvatore Palidda - Ercole Giap Parini - Dino Paternostro - Livio Pepino - Pierpaolo Romani - Vincenzo Ruggiero - Federica Sacco - Isaia Sales - Roberto Scarpinato - Rocco Sciarrone - Cino Troiano - F ederico Varese


NOTA DEI CURATORI MANUELA MARESO E LIVIO PEPINO

Il tentativo di scrivere una storia della mafia e dell'antimafia attraverso parole chiave, scontando le semplificazioni e le omissioni che l'operazione, inevitabilmente, comporta, può, a prima vista, apparire ingenuo o velleitario. C'è, invece, alla sua base, una ragione semplice quanto essenziale. Nella crisi che caratterizza questo primo scorcio di secolo una parte importante hanno le parole, la loro perdita di significato, il loro uso improprio e distorto. Termini come riforme, libertà, democrazia, legalità sono quotidianamente utilizzati per designare concetti diversi da quelli che li hanno connotati nei secoli, così contribuendo a cambiare la cultura e, indirettamente, le regole della convivenza. Ciò è particolarmente evidente con riferimento a fenomeni come le mafie. Anni di stragi e di mobilitazione civile hanno reso poco presentabile l'affermazione esplicita che «la mafia non esiste»: assai più agevole (e redditizia) è la vulgata secondo cui essa è un fenomeno arcaico e non necessariamente violento, solo occasionalmente intrecciato con la politica e con l'economia, ormai sotto controllo da parte dello Stato, in ogni caso costituente una presenza fastidiosa ma marginale con cui è necessario (e possibile) convivere. Si ripropongono così - appena un po' aggiornati - orientamenti interpretativi classici sulla associazione mafiosa come aggregazione di persone finalizzata alla reciproca assistenza e fondata su pratiche arcaiche e curiose: riunirsi in cantine, praticare un giuramento di fedeltà (n on si sa bene a cosa) e bruciare santini o pungersi con un ago, o con uno spillo, o con una spina di arancia. E, parallelamente, il controllo mafioso sull'economia viene di fatto valorizzato come fattore di ordine e di stabilità, inidoneo a provocare allarmi. Contro questa deriva nasce il Dizionario: per offrire anche ai più giovani (a partire dalla scuola) strumenti di analisi adeguati alla realtà di un fenomeno criminale che - continuiamo ad esserne convinti - ha inquinato e inquina la democrazia e la libertà di tutti.

Curatori: Manuela Mareso
Livio Pepino
Anno di pubblicazione: 2008
Numero di pagine: 608
ISBN : 978-88-76706-68-4
Formato :14x21 cm
Prezzo : € 28,00

INTRODUZIONE DI NICOLA TRANFAGLIA

La lotta per combattere e sconfiggere la mafia in Italia è in corso ormai da più di un secolo. Si tratta, senza dubbio alcuno, di una questione nazionale e tutt'altro che semplice. Le sue origini sono incerte ma probabilmente collocabili nel difficile e lungo passaggio da una società che ha ancora forti tratti di ordinamento feudale ad una ancora contraddittoria ma più moderna.

Sicchè molti storici tendono a farla iniziare, o meglio ad esser percepita, nel momento in cui nasce lo Stato nazionale italiano e la Sicilia diventa una regione amministrativa del regno di Italia.

Ma, a mio avviso, siamo di fronte a una convenzione tipica della ricerca storica assai più che all'accertamento della realtà storica giacchè le ricerche si sono concentrate nella seconda metà del Novecento sul quel che è accaduto dopo il 1860 piuttosto che sui suoi antecedenti che affondano le loro radici in un più lontano passato.

Con indubbie contraddizioni, visto che il modello scelto, e più volte consolidato, è quello di un'associazione segreta, o anche un insieme di società segrete, caratterizzate da un'iniziazione rituale, dal tentativo di creazione e riproduzione di un ordinamento parallelo rispetto a quello dello Stato,da proprie leggi e regole diverse da quelle praticate nello Stato visibile e più o meno democratico o di diritto che sarebbe coerente collocare nel periodo immediatamente successivo agli sconvolgimenti rivoluzionari che avvengono tra la fine del diciottesimo secolo e i primi decenni del diciannovesimo.

Significativo è il fatto che di quelle associazioni segrete fanno parte esponenti della classe dominante ma anche di quelle dominate, accomunate da obbiettivi di violazioni delle leggi vigenti, e che per le classi meno abbienti l'attività mafiosa può diventare strumento di mobilità e ascesa sociale ma che, in ogni caso, i risultati maggiori vengono conseguiti sempre da quelle classi dirigenti della società che esercitano già il potere nello Stato.

Di fronte alla complessità del problema e alla sua continuità durante il succedersi dei diversi regimi che hanno caratterizzato il nostro paese negli ultimi duecento anni (stato liberale, regime fascista, democrazia repubblicana), un Dizionario di mafia e antimafia come quello messo a punto da un gruppo di studiose e studiosi del Gruppo Abele ha un'indubbia utilità sia per i lettori che si accostano per la prima volta allo studio del fenomeno mafioso sia per chi lo conosce già ma vuole approfondirne gli aspetti molteplici.

In saggi agili, ma sintetici e assai ben documentati, troviamo i dati e giudizi necessari per comprendere il fenomeno ed entrare in un mondo che sembra poco visibile (anche perché i mezzi di comunicazione di massa ne parlano assai poco e soltanto in occasione di episodi che lo rendono di attualità) o addirittura invisibile.

Eppure se si osserva il funzionamento della vita quotidiana, dello Stato di diritto in Italia ci si deve per forza rendere conto che qualcosa non funziona, che il ritratto esterno di quelle società è assai lontano dal dettato costituzionale, da quell'immagine della società che abbiamo studiato sui libri di storia o nei discorsi dei politici e delle classi dirigenti contemporanee.

Soltanto l'analisi rigorosa del fenomeno mafioso ci fa capire le contraddizioni che continuano a caratterizzarne la vita.

E il metodo migliore si rivela proprio quello di alternare "voci" dedicate ad episodi particolarmente significativi, a organizzazioni e istituzioni importanti a concetti e categorie che consentono di andare a fondo nell'universo della violenza e dell'oscurità che sono alla base del mondo contemporaneo.

Vale la pena procedere con esempi precisi sull'ambito in cui si muove questo Dizionario giacchè, accanto ai testi che ricostruiscono nei loro elementi storici e concettuali le maggiori organizzazioni mafiose ancora, da Cosa nostra alla camorra alla 'Ndrangheta e alla Sacra Corona Unita,.ci sono quelli che si occupano delle Triadi cinesi,del clan degli albanesi,della Banda della Magliana o del brigantaggio che in Sicilia ha prima accompagnato l'espressione del fenomeno mafioso e poi è stato eliminato e sommerso proprio perché non funzionale allo sviluppo delle associazioni segrete.

O ancora l'analisi dei problemi che si legano all'attività mafiosa come la gestione degli appalti pubblici che è nel ventunesimo secolo, come in quelli precedenti, uno dei terreni fondamentali di attività parassitaria da parte della mafia siciliana, calabrese e campana.

I temi legati al ruolo del movimento contadino e sindacale ai diversi strumenti di comunicazione che hanno scavato nell'analisi della mafia come, ad esempio, il cinema italiano degli ultimi decenni o ancora alla narrativa o ancora alle associazioni segrete per molti aspetti complici delle mafie come la loggia P2 di Licio Gelli che sono presenti altresì nel Dizionario in quanto costituiscono parti di quell'universo che cresce contemporaneamente allo sviluppo del fenomeno mafioso.

Piuttosto che un tentativo di astratta completezza, l'opera ha seguito criteri di rilevanza ed essenzialità negli ultimi decenni in modo da disegnare un orizzonte aggiornato dello scontro in atto tra quella che potremmo definire l'internazionale mafiosa che oggi spazia dalla Cina delle Triadi al Giappone della Yakuza alle bande dei Balcani al Sud dell'Italia e gli stati nazionali ancora poco organizzati nella collaborazione politica e giudiziaria essendo all'inizio della loro azione sia le istituzioni della organizzazione internazionale che fa capo alle Nazioni Unite sia quelle che l'Unione Europea sta costruendo a Bruxelles.

Gli autori vengono da mondi differenti che confluiscono nel comune tentativo di conoscere e combattere le mafie: ci sono criminologi, magistrati, sociologi e storici, per non parlare dei testimoni o addirittura dei protagonisti dell'antimafia istituzionale e dei movimenti.

I risultati mi sembrano eccellenti giacchè ricostrui scono un mondo per molti aspetti ancora ignoto, di cui non si colgono facilmente gli elementi centrali e decisivi, e consentono di andare oltre e di approfondire successivamente aspetti e problemi che l'analisi storica, sociologica deve ancora chiarire.

Dalla lettura attenta dell'opera, che potrà in seguito essere ancora allargata e integrata senza peraltro perdere il carattere di una guida agile alla conoscenza del fenomeno mafioso e dei mezzi per combatterlo, emerge con chiarezza la convinzione, da una parte, che le mafie hanno resistito vittoriosamente alla modernizzazione dell'Italia e dell'Europa adattandosi alla crescente importanza degli elementi finanziari rispetto a quelli industriali e delle nuove teconologie che ne regolano i meccanismi di funzionamento, dall'altra che la lotta per sconfiggere la minaccia deve valersi contemporaneamente della repressione giudiziaria e di una lotta culturale tesa a stroncare nelle nuove generazioni la lontananza dalle leggi dello Stato e dai principi della costituzione repubblicana. Impresa tutt'altro che facile ma adeguata alla sfida visto che, come disse qualche anno fa Giovanni Falcone, ogni fenomeno della storia degli uomini è destinata da avere un inizio e una fine. Almeno così dovrebbe essere secondo la nostra esperienza storica.

 

Comunicati

  1. Da Pescara per Genova per la XVII giornata memoria e impegno

    Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.

  2. Comunicato stampa su conclusione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie"

    Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.

  3. Vacanze: tutti in campo per coltivare la legalità

    Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...