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'Ndrangheta, 370 indagati per beni confiscati non utilizzati

REGGIO CALABRIA (Reuters, 22 ago) - Il raggruppamento operativo speciale dell'Arma di Reggio Calabria ha avviato un'indagine nei confronti di 370 persone tra sindaci, assessori e dirigenti comunali della zona su una presunta gestione illecita di beni immobili confiscati alla 'ndrangheta ma ancora nelle mani dei boss mafiosi.

Lo hanno riferito fonti investigative, precisando che gli indagati sono stati denunciati per aver "manifestato delle carenze nella gestione degli immobili di relativa pertinenza e oggetto di confisca".

L'inchiesta - ha riferito la fonte - è partita due anni fa con l'arresto del boss Pasquale Condello - detto "il Supremo" - la cui abitazione, confiscata con sentenza definitiva e consegnata nel novembre del 2001 all'amministrazione comunale di Reggio Calabria, risultava ancora abitata dai suoi familiari, secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri.

I beni immobili confiscati alla 'ndrangheta erano destinati ad associazioni impegnate nel sociale.

Nel registro degli indagati, ha detto la fonte, anche il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, l'ex sindaco di Felluca Giuseppe Mammoliti, il primo cittadino di Gioia Tauro Giorgio Del Torrione e il sindaco di Africo Giuseppe Maviglia.

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