I cittadini siciliani si riprendono il maltolto. Adesso, per la prima volta sotto forma di grano, anche in provincia di Trapani.
La prima mietitura del grano a Paceco sarà in contrada Giancheria, alle ore 9:30 del 9 giugno 2008. Tutto è stato reso possibile dall'associazione Libera, dalla Prefettura di Trapani, dai comuni di Paceco e Trapani, e dalle cooperative del circuito Libera Terra che operano sui terreni confiscati.
La terra è confiscata alla famiglia mafiosa dei Virga, e sarà assegnata a una realtà che li gestisca e ne continui la lavorazione in biologico per produrre grano, meloni e legumi. Per la prima trebbiatura i mezzi saranno quelli della cooperativa Placido Rizzotto - Libera Terra, che opera nella zona dell'Alto Belice Corleonese e ha curato i terreni di Paceco e di Trapani in attesa della nuova destinazione d'uso.
La legge che regola la confisca dei beni oltre che permettere di concretizzare delle finalità pratiche di grande importanza, ha anche valore simbolico perché non soltanto permette di colpire le mafie nei loro interessi economici, ma contemporaneamente permette di ridistribuire alla collettività le ricchezze illegali, favorendo la costruzione di un tessuto sociale attivo, deterrente naturale contro il potere e l'economia mafiosa, favorendo modelli alternativi di sviluppo sociale ed economico della legalità.
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
"Forza ragazzi, non smarritevi: reagite, dire da che parte si sta è il modo migliore per abbracciare Melissa", ripete don Ciotti, mentre ancora ha negli occhi i "quaderni, gli zainetti, i fogli di carta, sparsi a terra da quell'esplosione di una violenza criminale inaudita".