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Agenzie su asta simbolica beni confiscati alle mafie

Sede di Libera, via IV Novembre 98, bene confiscato alle mafie
Sede di Libera, via IV Novembre 98, bene confiscato alle mafie

Mafia, asta di Libera per dire no a vendita dei beni confiscati
Roma, 24 NOV (Velino) - Aaa vendesi a Palermo in contrada Schillaci terreno fabbricato rurale dal valore di oltre 286mila euro confiscato al boss mafioso Salvatore Lo Piccolo. Offerta nel napoletano, Marano area nord di Napoli, villa con tavernetta e giardino valore stimata di 1.559.000 euro confiscata al boss Giuseppe Polverino legato al clan dei Nuvoletta. Ma c'e' anche uno stock di appartamenti per il valore di oltre 959mila euro a Locri confiscato ad Antonio Cordi', boss dell'ndrangheta detto "U ragiuneri". E per un investimento turistico termale ecco l'albergo confiscato al cassiere della banda della Magliana, Enrico Nicoletti, a Montecatini Terme, prezzo stimato oltre 6milioni di euro. Inagibile e gravato da ipoteca. Sono alcuni esempi concreti di beni immobili che "Libera. associazione, nomi e numeri contro le mafie", stamane ha venduto in un'asta simbolica per protestare contro il rischio di vendita dei beni confiscati alle mafie. E' quanto si legge in un comunciato stampa di Libera. Fanno parte di quell'elenco circa 3.500 beni immobili confiscati alla criminalita' organizzata ancora da destinare a fini sociali che potrebbero essere a "rischio" qualora passasse anche alla Camera l'emendamento alla Finanziaria approvato la scorsa settimana al Senato. Sono stati oltre 40 i beni che Libera ha svenduto e messo all'asta presso la Bottega della Legalita' di Roma. Un'asta simbolica che ha visto come banditori d'eccezione Don Luigi Ciotti, Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, i presidenti delle principali associazioni Legambiente, Arci, Acli, Uds, Uisp, rappresentanti dei sindacati e familiari di vittime di mafie. Tra i beni immobili che potrebbero essere messi in vendita ci sono villette, terreni, aziende bufaline, ville occupate e gravate da ipoteca appartenenti al gotha delle mafia italiana, dai Vito Ciancimino a Giovanni Brusca, da Antonio Gallace a Pasquale Galasso, da Salvatore Riina a Leouca Bagarella, da Sandokan Schiavone alla famiglia potentissima dei Cordi'. Al 30 giugno 2009, ricorda Libera, i beni immobili confiscati alle mafie sono 8.933, 5.407 sono stati destinati allo Stato o ai comune e 3.213 sono ancora quelli da destinare. "Chiediamo che quell'emendamento venga ritirato; il vero provvedimento utile - dichiara Luigi Ciotti, presidente di Libera - sarebbe trovare il modo per agevolare la restituzione di quei beni ai cittadini perche' con quell'emendamento, attraverso stratagemmi, i beni tornerebbero agli stessi boss che da tempo chiedono di venderli, perche' loro hanno i soldi per ricomprarli. L'emendamento, che riforma la legge del 1996 che prevede la destinazione sociale dei patrimonio della criminalita', e' un altro segnale alla mafia come quello sulle intercettazioni, sulla scudo fiscale, sul comune di Fondi non commissariato. Non si puo' permettere questo per fare cassa perche' mancano i soldi - conclude don Ciotti -. Chiediamo, invece, e con grande forza, che si giunga a una agenzia nazionale per i beni confiscati per poter, sopra le parti, coordinare il tutto. Chiediamo un testo unico in materia di beni confiscati che coordini le diverse iniziative legislative che si sono sviluppate e chiediamo il rafforzamento degli strumenti accertatori per l'individuazione di questi beni". (segue) (com/sta)

 
 

Mafia, asta di Libera per dire no a vendita dei beni confiscati (2)
Roma, 24 NOV (Velino) - Le aziende confiscate sono 1.185.350 sono andate in liquidazione, 40 vendute o affittate, 580 chiuse o fallite, 216 sono ancora in gestione al Demanio. Inoltre il 36 per cento dei beni confiscati sono sotto ipoteca delle banche e il 30 per cento e' ancora occupato. Con la vendita dei beni e' forte il rischio che le mafie ritorneranno in possesso dei loro patrimoni. Gia' in Calabria in provincia di Crotone, in Sicilia in provincia di Palermo, in Campania in provincia di Caserta, sono stati individuati casi dove erano gli stessi mafiosi che tramite legali e societa' "pulite" si erano "proposti" di riacquistare i beni. E non solo. In Italia alcuni comuni sono stati sciolti per mafia avendo tra le motivazioni del decreto di scioglimento proprio quello di aver assegnato i beni a presta nomi di mafiosi. E' iniziata la settimana di mobilitazione di Libera con lo slogan "Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra". Un appello lanciato da Luigi Ciotti per chiedere al governo "di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati. La vendita dei beni significhera' una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficolta' del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. Non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa." Un appello firmato in pochi giorni da oltre 35mila persone, online sul sito www.libera.it e attraverso i tantissimi banchetti che le tante associazioni aderenti alla rete di Libera stanno organizzando in giro per l'Italia. Un appello sottoscritto dai presidenti delle principali associazioni, dal Guglielmo Epifani segretario della Cgil, da Roberto Saviano, Giancarlo Caselli, dagli attori Elio Germano e l'attrice Jasmine Trinca, il regista Sergio Rubini e ancora Moni Ovadia, Subsonica, Simone Cristicchi, Ottavia Piccolo, Marcelle Pedovani, Modena City Ramblers, Vauro, Claudio Gioe'. Una settimana di mobilitazione che vedra' sabato 28 novembre Libera, Legambiente, Arci, Usip, Uds impegnata in oltre 100 piazze d'Italia con iniziative, blitz, concerti, raccolte di firme contro la vendita dei beni confiscati. Ma saranno tante altre le sorprese e le iniziative che questa settimana caratterizzeranno la campagna "Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra". Iniziative anche da parte di molte amministrazioni locali e regionali. Su iniziativa di Avviso Pubblico, che raccoglie oltre 180 enti locali impegnati in attivita' e progetti contro le mafie, comuni, province e regioni stanno approvando un'ordine del giorno per chiedere la soppressione dell'emendamento.

(LZ) MAFIE. LIBERA: "I BENI CONFISCATI SONO COSA NOSTRA"
ASTA SIMBOLICA IMMOBILI ALLA BOTTEGA DELLA LEGALITÀ DI ROMA.

(DIRE) Roma, 24 nov. - "Niente regali alle mafie. I beni confiscati sono cosa nostra". E' questo lo slogan che scandisce la settimana di mobilitazione della rete Libera contro la vendita dei beni confiscati alle mafie: una settimana che avra' il suo momento centrale sabato prossimo, quando Legambiente, Arci, Uisp, Uds e naturalmente Libera organizzeranno manifestazioni e iniziative in oltre 100 piazze italiane. Intanto oggi, presso la bottega della legalita' di Roma, e' stata organizzata un'asta simbolica dei primi immobili a rischio di vendita.
Ad innescare la mobilitazione, l'emendamento introdotto venerdi' 13 novembre in Senato alla legge finanziaria, che prevede la vendita dei beni confiscati alla mafia che non siano destinati entro tre mesi o, nei casi piu' complessi, entro 180 giorni. Un emendamento che mina alle radici la legge 109/96, votata all'unanimita' al Parlamento nel 2005, dopo una petizione che aveva raccolto oltre un milione di firme da parte di cittadini.
Quella legge ha introdotto l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Quegli stessi beni oggi rischiano, secondo Libera, di tornare nelle stesse mani di coloro ai quali sono state sottratte. O, meglio, ai quali dovrebbero essere sottratte, visto che ben il 30% di quei beni sono tuttora occupati, mentre sul 365 pesa un'ipoteca bancaria. Ed e' questa una delle ragioni per cui lo Stato, come denuncia don Luigi Ciotti, "si arrende" e pensa di "fare cassa" mettendo in vendita quei beni.(SEGUE)

(LZ) MAFIE. LIBERA: "I BENI CONFISCATI SONO COSA NOSTRA" -2-
(DIRE) Roma, 24 nov. - "L'asta simbolica di oggi- ha affermato don Ciotti- vuole essere un segno, una corretta provocazione: a causa dell'emendamento presentato il 13 novembre in Senato, oltre 3.100 beni potrebbero tornare nelle mani delle note famiglie mafiose a cui furono confiscati e che da anni, tramite i legali,cercano di rientrarne in possesso. Tra poco consegneremo al presidente della Camera e tutti i capigruppo il primo appello di 350 familiari delle vittime, che chiedono che non sia presa questa scorciatoia. Questo provvedimento, come quelli sullo scudo fiscale e sulle intercettazioni, sono chiari segnali. Per questo oggi chiediamo che quell'emendamento sia ritirato, ma che siano invece create le condizioni per rendere agibili quei beni. Le risorse per la sicurezza e la giustizia non possono provenire dalla vendita dei beni confiscati, ma devono essere recuperate dalle liquidita' confiscate che vanno ad alimentare il Fondo unico giustizia istituito nel 2008". Libera chiede inoltre che "sia istituita un'Agenzia nazionale per i beni confiscati, approvata con voto unanime dalla passata Commissione Antimafia; e chiediamo un Testo unico in materia di beni confiscati. Infine- ha concluso don Ciotti- aspettiamo ancora l'applicazione di quella finanziaria del 2006, che aveva previsto l'uso sociale dei beni confiscati ai corrotti. Non ne abbiamo avuto piu' notizia".

(LZ) MAFIE. 3.213 BENI CONFISCATI RISCHIANO TORNARE A PROPRIETARI
LO DENUNCIA 'LIBERA', IN MOBILITAZIONE PER TUTTA LA SETTIMANA.

(DIRE) Roma, 24 nov. - Potrebbero tornare ai loro "illegittimi" proprietari i beni confiscati ai mafiosi e che, in virtu' della legge 109/96, dovrebbero essere destinati a uso sociale. E' questa la denuncia di Libera, che questa settimana e' in mobilitazione per dire "Niente regali alle mafie. I beni confiscati sono cosa nostra": come recitano i manifesti che saranno affissi in tutta Italia dal prossimo 28 novembre per dire no all'emendamento presentato alla finanziaria in Senato lo scorso 13 novembre. Emendamento che prevede, appunto, la vendita dei beni confiscati che non saranno destinati entro due mesi o, nei casi piu' complessi, entro 180 giorni.
Ma quanti sono i beni confiscati alla criminalita' organizzata? E quanti di questi rischiano di essere messi in vendita? Dal 1982 (quando entra in vigore la legge Rognoni - La torre) al 30 giugno 2009, sono 8.933 i beni immobili confiscati: di questi, 5.407 sono stati destinati allo Stato o ai Comuni per finalita' istituzionali o sociali, 313 sono usciti dalla gestione del demanio, mentre 3.213 sono quelli ancora da destinare e quindi a rischio di vendita, secondo l'emendamento del 13 novembre. Responsabile della destinazione e' il prefetto. Tra i beni immobili che potrebbero essere messi in vendita ci sono ville, terreni e aziende appartenenti ai boss delle mafie italiane: nomi tra cui spiccano Vito Ciancimino, Giovanni Brusca, Antonio Gallace, Pasquale Galasso, fino a Salvatore Riina e Sandokan Schiavone. Alla vendita dei beni provvederebbe il dirigente del competente ufficio del territorio dell'Agenzia del demanio. Le somme ricavate andrebbero divise equamente tra ministero dell'Interno e ministero della Giustizia. "I familiari delle vittime di tutta Italia si stanno mobilitando- ha commentato don Luigi Ciotti- perche' non si restituiscano i beni alle mafie solo per fare cassa. Quei beni sono cosa nostra".

MAFIA: ASTA DI LIBERA PER DIRE NO A VENDITA BENI CONFISCATI (2)
(ANSA) - ROMA, 24 NOV - Sono 8.933 i beni immobili confiscati alla criminalita' organizzata dal 1982 (anno in cui la confisca e' stata introdotta dalla legge Rognoni-La Torre). Di questi 5.407 sono stati destinati allo Stato o ai Comuni per finalita' istituzionali e 3.213 sono quelli ancora da destinare. I dati, forniti da Libera, riportano quelli del monitoraggio del Commissario straordinario per i beni confiscati aggiornati al 30 giugno.
Le aziende confiscate, alla stessa data, sono 1.185. Circa 350 sono andate in liquidazione, 40 vendute o affittate, 580 chiuse o fallite, mente 216 sono ancora in gestione al Demanio, e sono poche decine quelle ancora in attivita'.

MAFIA: GARAVINI (PD), SU 'LIBERA' MANTOVANO SBAGLIA
(ANSA) - ROMA, 24 NOV - Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione antimafia, polemizza con Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, che ieri ha respinto le critiche dell'associazione Libera sulla vendita dei beni confiscati alla mafia parlando di 'professionisti dell'antimafia'.'In ogni territorio esposto al rischio mafia - afferma la parlamentare - la societa' civile realizza molti fatti, con un lavoro serio, concreto, fatto spesso lontano dai riflettori, alzando la voce per difendere i diritti di tutti i cittadini a riutilizzare i beni tolti alle mafie'. La Garavini annuncia poi di aver partecipato oggi 'all'asta simbolica dei beni confiscati indetta proprio dall'associazione Libera per protestare contro l'emendamento del governo che ne permette la vendita'. 'I beni che rischiano di essere svenduti all'asta - afferma l'esponente del Pd - possano diventare una ricchezza per tutto il territorio e un vero simbolo della vittoria possibile contro tutte le mafie'. 'Per questo siamo ancora piu' convinti - conclude la parlamentare - che quell'emendamento vada cancellato. Se ci sono beni che non si riesce ad assegnare si capisca il perche', si risolva il problema, ma non si riapra la porta alla mafia'. (ANSA).
 
MAFIA: LIBERA, OLTRE 3 MILA BENI A RISCHIO INFILTRAZIONE CON VENDITA
(ASCA) - Roma, 24 nov - Ha scelto la strada dell'ironia e di una falsa vendita all'asta di alcuni beni confiscati alle mafie, l'associazione 'Libera' per tornare a denunciare il rischio che almeno 3.500 mila beni confiscati correrebbero dalla vendita di immobili sottratti alle organizzazioni criminali. 'Rischio', ha denunciato Libera, di ritornare, in sostanza, nelle mani degli stessi criminali. Rischio ancor piu' concreto con la disponibilita' di nuove risorse frutto del ritorno, grazie ai benefici dello scudo fiscale, in Italia di nuovi fondi 'lavati' all'estero.
'Non si puo' restituire, anche se in modi diversi, perche' bisogna 'fare cassa' questi beni alle mafie - ha detto oggi il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti poco prima della simbolica asta - semmai di beni che lo Stato non riesce a liberare perche' gravati da ipoteche o non liberi. Chiediamo, invece, e con grande forza, che si giunga ad una agenzia nazionale per i beni confiscati per poter, sopra le parti, coordinare il tutto. Chiediamo un testo unico in materia di beni confiscati che coordini le diverse iniziative legislative che si sono sviluppate e chiediamo il rafforzamento degli strumenti accertatori per l'individuazione di questi beni'.
Beni immobili, quelli confiscati alla criminalita', che al 30 giugno di quest'anno risultavano essere 8.933 dei quali 5.407 destinati allo Stato o ai Comuni per finalita' istituzionali o sociali, mentre 3.213 di questi sono ancora da destinare e che potrebbero, quindi, essere venduti grazie alla riforma della legge 109/96 approvata venerdi' 13 novembre dal Senato.

MAFIA: ASTA DI LIBERA PER DIRE NO A VENDITA BENI CONFISCATI
DON CIOTTI:'NON PERMETTERE SEGNALE AI BOSS SOLO PER FARE CASSA' (ANSA)

ROMA, 24 NOV - 'Vendesi terreno rurale confiscato a Salvatore Lo Piccolo gravato da ipoteca. E villa appartenuta a Saverio Mammoliti della 'ndrina di Castellace, ancora occupata'. Libera ha messo simbolicamente all'asta quei beni confiscati alle mafie, che in base all'emendamento alla Finanziaria gia' approvato in Senato e all'esame della Camera, potrebbero essere venduti se entro tre mesi (o sei mesi in caso di operazioni complesse) non fosse possibile trovare loro una destinazione. Praticamente - segnala l'associazione di don Ciotti - tutti quei 3.200 beni che costituiscono l'arretrato accumulato dal Demanio, molti dei quali non riescono a trovare destinazioni perche' gravati da ipoteca, ancora occupati o parte di immobili indivisibili 'sono a rischio di tornare nella disponibilita' della criminalita''. 'Il vero provvedimento utile - secondo don Ciotti - sarebbe trovare il modo per restituire quei beni ai cittadini', in caso contrario 'attraverso stratagemmi, opere di ingegneria' tornerebbero agli stessi boss che da tempo chiedono di vendere i beni, 'perche' loro hanno i soldi per ricomprarli'. L'emendamento che riforma la legge del 1996 che prevede la destinazione sociale dei patrimonio della criminalita', e', continua don Ciotti, 'un altro segnale alla mafia, come quello sulle intercettazioni, sulla scudo fiscale, sul Comune di Fondi non commissariato', 'che fa il gioco della criminalita''. 'Non si puo' permettere questo - conclude - per fare cassa, perche' mancano i soldi'. (ANSA).

MAFIA: LEGAMBIENTE, STATO NON FACCIA AFFARI CON BENI CONFISCATI
(ASCA) - Roma, 24 nov - 'Non si possono far affari con la mafia. Non si puo' pensare di far cassa con i beni confiscati alla criminalita' organizzata che debbono essere invece restituiti alla collettivita', a quella societa' civile che subisce tutti i danni e le conseguenze della presenza mafiosa sul territorio'. Cosi' Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, ha risposto all'appello di Libera, associazione contro le mafie, per chiedere a Governo e Parlamento di ritirare l'emendamento in Finanziaria che prevede la possibilita' di mettere in vendita i beni confiscati ai mafiosi. 'E' un messaggio inequivocabile alla mafia. Lo Stato abbassa la guardia e riduce i suoi strumenti di lotta alla criminalita' organizzata - ha aggiunto Cogliati Dezza -. Chi, se non i mafiosi ha le maggiori disponibilita' economiche 'pronta cassa' per acquistare i terreni, le ville e le diverse proprieta' appartenute ai boss? Ci auguriamo che il Parlamento ci ripensi e cancelli questo emendamento che, nella pratica, si rivelerebbe un bel regalo alla criminalita' e un'offesa ai diritti dei cittadini onesti. Si cerchi, piuttosto, di semplificare le norme e l'iter per il riutilizzo ai fini sociali di questi immobili in modo da render piu' rapida e trasparente l'assegnazione e la fruizione da parte della societa' civile'.

MAFIA: CRISTALDI, GOVERNO RIVEDRA' NORMA SU VENDITA BENI
(ANSA) - MAZARA DEL VALLO (TRAPANI), 24 NOV - 'Sono certo che il Governo rivedra' la propria posizione circa l'emendamento inserito al Senato e che prevede la possibilita' della vendita dei beni confiscati alla mafia'. Lo dice Nicola Cristaldi, deputato del Pdl e sindaco di Mazara del Vallo. 'Non ha senso prevedere un meccanismo di entrata finanziaria per lo Stato - afferma Cristaldi - in rapporto al danno che si provoca nell'opinione pubblica soprattutto in quelle regioni ed in quelle citta' dove la mafia, come e' noto a tutti, e' lontana ancora dall'essere debellata. Per quanto nobile sia l'intento di trasferire le risorse ricavate alle istituzioni della giustizia, si deve tener conto che gli immobili sequestrati alla mafia non possono essere restituiti ai criminali che non avrebbero alcuna difficolta' a ricomprarseli anche attraverso 'prestanomi' o mediante la pressione verso coloro che dopo l'acquisto sarebbero costretti a cedere nuovamente alla mafia l'immobile acquistato'.(ANSA).

MAFIA: ACLI, ADERIAMO AD APPELLO 'LIBERA' CONTRO VENDITA DEI BENI CONFISCATI
Roma, 24 nov. (Adnkronos) - Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (Acli) aderiscono e fanno proprio l'appello dell'associazione Libera al Parlamento e al Governo perche' venga ritirato l'emendamento contenuto nella Legge finanziaria che autorizza la vendita dei beni confiscati alla mafia. Lo scorso 13 novembre, infatti, il Senato ha approvato un emendamento che modifica la legge La Torre-Rognoni del 1996, votata allora all'unanimita' da tutte le forze politiche, che introduceva il principio del riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Grazie a questa modifica, sara' possibile in futuro la vendita dei beni confiscati che non si riescano a destinare entro 3 o 6 mesi. "E' evidente il rischio -denuncia Alfredo Cucciniello, responsabile del dipartimento Pace e Stili di vita delle Acli- che quei beni tornino nelle mani dei clan ai quali sono stati tolti.
Conosciamo tutti la capacita' delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza. Sappiamo di cosa sarebbero capaci per riacquistare quelle ville, case e terreni che rappresentano non solo beni materiali ma altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi. Il riutilizzo sociale di questi beni - aggiunge Cucciniello - ha consentito invece di creare occupazione e sviluppo, insieme ad una mentalita' comune, soprattutto tra i giovani, di rispetto della legalita' e di rifiuto della criminalita' organizzata".
Le Acli, dunque, che gia' furono tra i promotori della campagna che porto' alla legge del 1996 sull'uso sociale dei beni confiscati, si uniscono oggi alla mobilitazione di Libera per ottenere il ritiro dell'emendamento 'incriminato', a partire dalla raccolta di firme in calce alle petizione Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra (sul sito: www.libera.it) e dall'iniziativa di questa mattina a Roma, presso la bottega della legalita' intitolata proprio a Pio La Torre, che pago' con la vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

MAFIA: SEGRETARI REGIONALI PD CONTRO VENDITA BENI CONFISCATI
(ANSA) - ROMA, 24 NOV - I segretari regionali del Pd prenderanno una iniziativa politica contro la vendita dei beni confiscati ai mafiosi. E' quanto e' emerso alla riunione del Coordinamento dei segretari regionali Democratici, riunitosi ieri sera in vista della Direzione di stamattina. A prendere la parola sull'argomento sono stati Giuseppe Lupo, segretario della Sicilia, e quello della Campania, Enzo Amendola. 'I mafiosi - spiega Lupo - hanno una disponibilita' di liquidita' enorme, che aumentera' con lo scudo fiscale. Grazie a dei prestanome i capi mafia potranno acquistare i beni sequestrati, che tornerebbero cosi' nella loro disponibilita''. (ANSA).

Comunicati

  1. Tribunali in terra di mafia

    Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.

  2. La prima tappa di Libera la natura

    E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.

  3. Volevano colpire proprio i giovani. Studiare fa paura

    "Forza ragazzi, non smarritevi: reagite, dire da che parte si sta è il modo migliore per abbracciare Melissa", ripete don Ciotti, mentre ancora ha negli occhi i "quaderni, gli zainetti, i fogli di carta, sparsi a terra da quell'esplosione di una violenza criminale inaudita".