Testata per la stampa
 
  1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
  1. rss |
  2. English page Page en langue francaise Pàgina en espanol |
  3.  
    |
  4. scrivi |
  5. mappa |
  6. Versione ad Alto Contrasto Dimensione del testo: Normale Dimensione del testo: Grande

Testata per la stampa

Contenuto della pagina

No alla vendita della base di Monte Nardello

Libera e il progetto Aspromonte Liberamente tornano a chiedere con forza che l'ex base militare venga restituita al territorio.

Il 29 maggio scorso, alla pagina 38 del Sole-24 Ore, la Consap ha pubblicato per conto del Ministero della Difesa il bando di vendita della base ex USAF di Monte Nardello, per 1 miliardo e 197 milioni. La data di scadenza per la presentazione delle offerte è fissata al 2 luglio.

La decisione di procedere alla vendita della base mette in serio pericolo l'obiettivo di riconversione della base in un laboratorio ambientale, realizzato grazie all'impegno di 12 istituti calabresi, consorziati in rete nel progetto Aspromonte Liberamente.

Già da due anni, Aspromonte Liberamente è attivo per la valorizzazione del territorio del Parco nazionale d'Aspromonte e per il coinvolgimento delle scuole in attività di formazione e studio. Aspromonte Liberamente è riuscito inoltre ad attrarre l'attenzione di partner importanti come: la SAIT (Società astronomica italiana) e l'ENEA, (Ente nazionale energia e ambiente). Uno dei primi campi d'intervento è stato individuato nella ex base militare USAF, di Monte Nardello.
Situata a 1.800 metri d'altezza, nella splendida area verde del Parco nazionale d'Aspromonte, la base serviva per il monitoraggio radar dei cieli del mediterraneo. Nel 1993, con il sempre più massiccio utilizzo dei satelliti, è stata dismessa e ceduta al ministero della Difesa italiano. Da allora versa in condizioni di totale abbandono: 9 capannoni, 4 radar, 3 pennoni, decine di ettari di terreno, completamente inutilizzati, quotidianamente oggetto di razzie e dal forte rischio ambientale per la presenza di lana di vetro e amianto.
Il laboratorio verrebbe utilizzato per lo sfruttamento di energia solare e eolica, per il monitoraggio di stelle e pianeti, per la valutazione dello stato di salute della acque e della natura circostante. Il tutto facendo ricorso alle tecniche della bioarchitettura.

Il progetto LiberaMente è sostenuto con forza da Libera, l'associazione di don Luigi Ciotti e Rita Borsellino, che raccoglie oltre settecento gruppi impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata. Successivamente Aspromonte Liberamente ha raccolto oltre ottomila firme di consenso alla riconversione. Alla petizione hanno aderito, il presidente della regione Calabria, Chiaravalloti, i magistrati della procura distrettuale antimafia, tutte le scuole calabresi e molte altre scuole del resto d'Italia. Il progetto è sostenuto anche dalla provincia di Reggio Calabria e dall'Ente Parco. Le firme, furono inviate all'allora ministro della difesa Sergio Mattarella, per chiedere un impegno esplicito del governo.


Nonostante tutto questo lavoro, la serietà e il valore dei soggetti interessati alla riconversione, il bando di vendita reso pubblico dalla Consap il 29 maggio segnala un indirizzo diverso del ministero della Difesa. Si intende vendere a privati un'area il cui sfruttamento senza vincoli d'uso potrebbe arrecare danni ingenti al Parco d'Aspromonte; si intende far fallire gli obiettivi di formazione professionale, di sfruttamento compatibile del territorio, delineatisi nei due anni di vita di Aspromonte Liberamente; si intende deludere le aspettative di scuole e studenti che, come ricorda il professor Marzolla uno dei docenti impegnati nel progetto, "hanno risposto con entusiasmo alle attività proposte: si sono creati portali telematici sull'antropologia culturale, si è realizzato materiale divulgativo; recentemente, è stata addirittura creata una mappatura dei reati ambientali nella piana di Gioia Tauro, dimostrando come le attività di Aspromonte Liberamente abbiano anche un forte valore nei termini dell'educazione alla legalità".
"È un esempio di cultura della legalità che parte dal basso - sottolinea Francesco Rigitano, il quale come referente regionale di Libera ha seguito da vicino il progetto - ed è un tentativo di entrare nel mondo dei ragazzi e di cominciare fin da lì, dalle radici, a parlare di legalità e rispetto dell'ambiente.

Riconvertire la base significherebbe consentire una partecipazione democratica alla creazione di competenze e opportunità professionali, alla conoscenza e allo sfruttamento compatibile della terra.


oltre ottomila le firme raccolte per chiedere la riconversione in un laboratorio ambientale della ex base militare USAF di Monte Nardello, nel parco nazionale d'Aspromonte. Il progetto, definito Aspromonte LiberaMente, si deve all'impegno di 12 istituti scolastici della provincia di Reggio Calabria, costituitisi in rete, che ormai da due anni lavora. Alla petizione hanno aderito, il presidente della regione Calabria, Chiaravalloti, i magistrati della procura distrettuale antimafia, tutte le scuole calabresi e molte altre scuole del resto d'Italia. Il progetto è sostenuto anche dalla provincia di Reggio Calabria e dall'Ente Parco. Le firme, già presentate al prefetto di Reggio Calabria Goffredo Sottile, sono state inviate oggi al ministro della difesa Sergio Mattarella, per chiedere un impegno esplicito del governo.

La ex base militare USAF, di Monte Nardello è situata a 1.800 metri d'altezza, in pieno Parco nazionale d'Aspromonte, un'area verde splendida e protetta. La base, serviva per il monitoraggio radar dei cieli del mediterraneo. Nel 1993, con il sempre più massiccio utilizzo dei satelliti, è stata dismessa e ceduta al ministero della Difesa italiano. Da allora versa in condizioni di totale abbandono: 9 capannoni, 4 radar, 3 pennoni, decine di ettari di terreno, completamente inutilizzati, quotidianamente oggetto di razzie e dal forte rischio ambientale per la presenza di lana di vetro e amianto.

Il progetto LiberaMente nasce dall'iniziativa di enti Locali della Provincia di Reggio Calabria, Istituti scolastici e associazioni; ed è sostenuto con forza da Libera, l'associazione di don Luigi Ciotti e Rita Borsellino, che raccoglie oltre settecento gruppi impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata. Già lo scorso 23 marzo, Luigi Ciotti, con una lettera aperta al ministro Mattarella, aveva sollecitato la cessione della base alla Provincia, per poter sviluppare il progetto.

In due anni di cammino, il progetto LiberaMente è riuscito a coinvolgere le scuole nella conoscenza e monitoraggio del parco d'Aspromonte; è riuscito inoltre ad attrarre l'attenzione di partner importanti come: la SAIT (Società astronomica italiana) e l'ENEA, (Ente nazionale energia e ambiente). "Oggi, LiberaMente è in grado di lavorare a uno studio di fattibilità per un recupero funzionale alla realizzazione di un laboratorio scientifico aperto - fa sapere il professor Maurizio Marzolla, uno dei promotori del progetto - vale a dire: un laboratorio interattivo per veicolare conoscenza scientifica e sensibilità ambientale. Ecco perché è importante il coinvolgimento delle scuole".
"È un esempio di cultura della legalità che parte dal basso - gli fa eco Francesco Rigitano, il quale come referente regionale di Libera ha seguito da vicino il progetto - ed è un tentativo di entrare nel mondo dei ragazzi e di cominciare fin da lì, dalle radici, a parlare di legalità e rispetto dell'ambiente.

Il laboratorio verrebbe utilizzato per lo sfruttamento di energia solare e eolica, per il monitoraggio di stelle e pianeti, per la valutazione dello stato di salute della acque e della natura circostante. Il tutto facendo ricorso alle tecniche della bioarchitettura.

Gli alunni - ricorda il professor Marzolla - hanno risposto con entusiasmo alle nostre attività. Una scuola ha dato vita a un portale telematico sull'antropologia culturale, un'altra si è occupata della realizzazione di materiali divulgativi, è stata addirittura creata una mappatura dei reati ambientali nella piana di Gioia Tauro.
Riconvertire la base significherebbe consentire una partecipazione democratica alla creazione di competenze e opportunità professionali, alla conoscenza e allo sfruttamento compatibile della terra.

Comunicati

  1. Tribunali in terra di mafia

    Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.

  2. La prima tappa di Libera la natura

    E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.

  3. Volevano colpire proprio i giovani. Studiare fa paura

    "Forza ragazzi, non smarritevi: reagite, dire da che parte si sta è il modo migliore per abbracciare Melissa", ripete don Ciotti, mentre ancora ha negli occhi i "quaderni, gli zainetti, i fogli di carta, sparsi a terra da quell'esplosione di una violenza criminale inaudita".