MAFIA: ARCI, VENDITA ALL'ASTA BENI CONFISCATI VANIFICA EFFETTI LEGGE
BENI E COBIANCHI, TRADISCE VALORE SIMBOLICO E CULTURALE DEL PROVVEDIMENTO
Roma, 16 nov. (Adnkonos) - 'L'emendamento alla Finanziaria approvato in Senato, con cui si consente la vendita all'asta dei beni immobili confiscati alle mafie, rappresenta un colpo durissimo inferto alle attivita' di opposizione sociale e culturale alla criminalita' organizzata'. E' quanto affermano Paolo Beni, presidente nazionale Arci e Alessandro Cobianchi, responsabile area legalita' democratica. Secondo Beni e Cobianchi 'si vuole calare il sipario su una stagione autenticamente rivoluzionaria della resistenza alle mafie nel nostro paese: quella avviatasi nella prima meta' degli anni novanta grazie alla partecipazione democratica, al risveglio delle coscienze, all'entusiasmo e alla passione civile di tanti cittadini e cittadine, soprattutto giovani'. 'Una stagione - evidenziano - che ha avuto un passaggio decisivo nella mobilitazione popolare che porto' all'approvazione della legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle criminalita' organizzate. Se l'emendamento votato al Senato dovesse essere confermato nel testo definitivo della Finanziaria, - denunciano - non solo si rischierebbe di far tornare sottobanco nelle mani delle mafie quello che e' stato loro confiscato, non solo si depotenzierebbe e si svuoterebbe di significato lostrumento della confisca (uno strumento che ha consentito di colpire le criminalita' organizzate la' dove sono piu' sensibili, vale a dire nei loro interessi economici), ma verrebbe tradito il valore simbolico e culturale della legge 109: l'idea per cui la collettivita' si riappropria del 'maltolto''.
MAFIA: VELTRONI, EMENDAMENTO SU VENDITA BENI MAFIOSI REGALO A COSCHE
Roma, 16 nov. (Adnkronos) - "L'emendamento alla finanziaria che sancisce la possibilita' di vendere i beni confiscati alle organizzazioni criminali e' un vero e proprio regalo di questo Governo alle cosche, oltre che una gravissima violazione della legge La Torre". Lo afferma Walter Veltroni in una nota. "Mettere in vendita i beni confiscati alle organizzazioni criminali invece che destinarli alle attivita' delle istituzioni locali o di associazioni come Libera e altre che da anni combattono sul territorio le mafie e' una proposta aberrante. Se l'emendamento sara' trasformato in legge accadra' che a riacquistarle i beni confiscati saranno i clan attraverso prestanome e societa' finanziarie. Colpire le cosche nel loro patrimonio e' una delle condizioni necessarie della lotta alla mafia", conclude Veltroni.
MAFIA: GELLI, GRAVE ERRORE METTERE ASTA BENI CONFISCATI
(ANSA) - 16 NOV - 'Nel pacchetto della Finanziaria quest'anno troviamo la possibilita', per far cassa da parte dello Stato, di mettere all'asta pubblica i beni confiscati alla mafia: noi crediamo che questo sia un gravissimo errore'. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Toscana, Federico Gelli, a margine della presentazione del 12/o vertice nazionale antimafia che si terra' a Campi Bisenzio (Firenze) il prossimo 21 novembre, in merito all'emendamento approvato venerdi' scorso in Senato. Medesima preoccupazione e' stata espressa da Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto che organizza il vertice. 'E' un errore estremamente pericoloso - ha aggiunto Gelli - perche' puo' far rientrare dalla finestra cio' che e' uscito dalla porta: il bene che e' stato confiscato puo' essere riacquistato solo da chi possiede ingenti somme di denaro e questo, sappiamo, e' proprio nelle disponibilita' della criminalita' organizzata. In Toscana il bene piu' importante e' la fattoria di Monteroni d'Arbia: e' un bene enorme, stimato in oltre 25 milioni e la possibilita' che venga messo all'asta e' un rischio reale. La prossima settimana - ha concluso -, con le istituzioni locali, faremo un'iniziativa politica forte da un punto di vista istituzionale per impedire che questo avvenga'.
FINANZIARIA: CGIL, GRAVE VENDITA DEI BENI SEQUESTRATI A MAFIA
(ASCA) - Roma, 16 nov - ''La Cgil definisce grave che la maggioranza di Governo abbia approvato al Senato un emendamento alla Legge Finanziaria che rende possibile la vendita dei beni sequestrati alle mafie e auspica che la Camera dei Deputati riesca a far ritirare l'emendamento del Governo e lanci l'approvazione di una legge per l'istituzione di un'autonoma Agenzia per la gestione e l'assegnazione dei beni confiscati''. E' quanto afferma in una nota la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica.
''Questa scelta - prosegue la dirigente sindacale - mette profondamente in discussione lo spirito della legge 109/96 sui beni sequestrati alle mafie che impediva alle mafie di tornare in possesso dei beni a loro confiscati assegnandoli ad Enti locali e cooperative per fini sociali e non di lucro, con l'intento di avere un forte impatto sulle popolazioni e di costruire un circuito di economia legale, fortemente alternativa a quella illegale mafiosa''.
Per Lamonica ''decidere oggi la vendita dei beni confiscati se entro 90 giorni non saranno assegnati significa non avere nessuna certezza che i beni non torneranno alle mafie''. Secondo la sindacalista ''questo ulteriore provvedimento dopo lo scudo fiscale che consente a mafiosi e narcotrafficanti di ripulire nell'anonimato i propri capitali all'estero, conferma la linea ambigua di questo Governo''.
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...