
FINANZIARIA: DON CIOTTI, TRADITO SPIRITO LEGGE CONFISCA BENI MAFIA
(ASCA) - Roma, 13 nov - 'Con l'emendamento votato oggi al Senato che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l'impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettivita''. Lo afferma don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e Presidente di Libera. 'Il divieto di vendere questi beni -spiega don Ciotti- e' un principio che non puo' e non deve, salvo eccezioni, essere messo in discussione. Se l'obbiettivo e' quello di recuperare risorse finanziarie strumenti gia' ce ne sono, a partire dal 'Fondo unico giustizia' alimentato con i soldi 'liquidi' sottratti alle attivita' criminali, di cui una parte deve essere destinata prioritariamente ai famigliari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia'.
'Ma e' un tragico errore vendere i beni correndo di fatto il rischio di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci -sottolinea don Ciotti- di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e gia' pronte per riacquistarli, come ci risulta da molteplici segnali arrivati dai territori piu'
esposti all'influenza dei clan'. 'Facciamo un appello a tutte le forze politiche -conclude don Ciotti- perche' questo emendamento, che rischia di tradursi in un ulteriore 'regalo' alle mafie, venga abolito nel passaggio alla Camera'.
FINANZIARIA:DON CIOTTI,TRADITO SPIRITO LEGGE BENI CONFISCATI EMENDAMENTO SIA ABOLITO ALLA CAMERA
(ANSA) - ROMA, 13 NOV - 'Con l'emendamento votato oggi al Senato che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l'impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettivita'': e' quanto afferma don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione 'Libera'.
'Il divieto di vendere questi beni e' un principio che non puo' e non deve, salvo eccezioni, essere messo in discussione. Se l'obiettivo e' quello di recuperare risorse finanziarie - dice il sacerdote - strumenti gia' ce ne sono, a partire dal 'Fondo unico giustizia' alimentato con i soldi 'liquidi' sottratti alle attivita'criminali, di cui una parte deve essere destinata prioritariamente ai famigliari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia'. 'Ma e' un tragico errore vendere i beni - prosegue - correndo di fatto il rischio di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e gia' pronte per riacquistarli, come ci risulta da molteplici segnali arrivati dai territori piu' esposti all'influenza dei clan'. Don Ciotti conclude facendo 'un appello a tutte le forze politiche perche' questo emendamento, che rischia di tradursi in un ulteriore regalo alle mafie, venga abolito nel passaggio alla Camera'. (ANSA).
Finanziaria, don Ciotti (Libera): Tradito impegno assunto nel '96
Roma, 13 NOV (Velino) - "Con l'emendamento votato oggi al Senato che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l'impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettivita'". Lo dice don Ciotti, presidente di Libera. "Il divieto di vendere questi beni - continua - e' un principio che non puo' e non deve, salvo eccezioni, essere messo in discussione. Se l'obbiettivo e' quello di recuperare risorse finanziarie strumenti gia' ce ne sono, a partire dal 'Fondo unico giustizia' alimentato con i soldi 'liquidi' sottratti alle attivita' criminali, di cui una parte deve essere destinata prioritariamente ai famigliari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia. Ma e' un tragico errore vendere i beni correndo di fatto il rischio di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e gia' pronte per riacquistarli, come ci risulta da
molteplici segnali arrivati dai territori piu' esposti all'influenza dei clan. Facciamo un appello a tutte le forze politiche perche' questo emendamento, che rischia di tradursi in un ulteriore 'regalo' alle mafie, venga abolito nel passaggio alla Camera".
FINANZIARIA. DON CIOTTI: NO A NORMA SU VENDITA BENI CONFISCATI
"RISCHIO E' CHE LA MAFIA SE NE RIAPPROPRI ATTRAVERSO PRESTANOME"
(DIRE) Roma, 13 nov. - "Con l'emendamento (alla legge finanziaria, ndr.) votato oggi al Senato che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l'impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettivita'". E' quanto dice don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione 'Libera'. "Il divieto di vendere questi beni - sottolinea - e' un principio che non puo' e non deve, salvo eccezioni, essere messo in discussione. Se l'obbiettivo e' quello di recuperare risorse finanziarie strumenti gia' ce ne sono, a partire dal 'Fondo unico giustizia' alimentato con i soldi 'liquidi' sottratti alle attivita' criminali, di cui una parte deve essere destinata prioritariamente ai famigliari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia". Secondo Don Ciotti "e' un tragico errore vendere i beni correndo di fatto il rischio di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari
e prestanome e gia' pronte per riacquistarli, come ci risulta - sottolinea - da molteplici segnali arrivati dai territori piu' esposti all'influenza dei clan. Facciamo un appello a tutte le forze politiche perche' questo emendamento, che rischia di tradursi in un ulteriore 'regalo' alle mafie, venga abolito nel passaggio alla Camera".
L'Associazione Nazionale Magistrati del Trentino Alto Adige, la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento, la Casa Editrice Il Margine, Libera Trentino Alto Adige invitano alla conferenza stampa, sabato 13 marzo 2010, alle ore 10.30 nell'aula di Corte d'assise del Palazzo di Giustizia, via S. Francesco, Trento delle iniziative verso il 20 marzo a Milano.
Portare la Giornata a Milano impone di concentrare l'attenzione sul rapporto tra mafie e potere politico con tre protagonisti della stagione 1989 - 1994 : ne parlano infatti GianCarlo Caselli, Roberto Scarpinato, Gherardo Colombo, in collegamento video da tre città.
(ASCA) - Roma, 11 mar - ''Ogni bambino ha il diritto di avere a fianco i propri genitori nel suo percorso di crescita, che sia italiano o figlio di migranti''.