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Sarà consacrato l'olio antimafia

Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia, Toscana: si arricchisce l'elenco delle adesioni all'iniziativa di don Ciotti, una Pasqua che annunci risurrezione anche nella legalità.

Il vescovo di Potenza, Agostino Superbo; il vescovo di Ischia, Filippo Strofaldi; il vescovo di Pompei, Domenico Sorrentino; l'arcivescovo di Palermo, Salvatore De Giorgi; l'arcivescovo di Catania, Bommarito; il vescovo di Trapani; il vescovo di Acireale, Salvatore Gristina; il vescovo di Mazara del Vallo, Emanuele Catarinicchia; l'arcivescovo di Pisa, Alessandro Plotti; il vescovo di Vigevano Claudio Baggini, la Caritas di Massa Marittima; la Comunità di Betania; consacreranno il prossimo 12 aprile l'olio di Libera nelle celebrazioni del Giovedì Santo.

L'iniziativa era stata lanciata da don Luigi Ciotti: donare alla diocesi di Torino l'olio dei terreni confiscati alla mafia, per la consacrazione del sacro crisma nell'apertura del triduo pasquale. Il vescovo di Torino, Severino Poletto, aveva accolto con entusiasmo l'idea di don Ciotti; ora anche altre diocesi si stanno facendo avanti per aderire.
L'olio di Libera nasce a Castelvetrano, nel Trapanese, in due terreni confiscati ai boss Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro. Quarantasei ettari di dominio mafioso che ora, confiscati e restituiti alla collettività, danno lavoro e speranza a giovani strappati alla tossicodipendenza. Un olio che, come ha scritto Enrico Deaglio: "Era DOC mafia, oggi è DOC antimafia".
Dieci ragazzi, ex tossicodipendenti, ospiti della comunità di recupero Casa dei Giovani, gestita da Padre Salvatore Lo Bue, sono impegnati nella produzione materiale dell'olio. Che i beni confiscati alla mafia vengano utilizzati per aiutare i tossicodipendenti, principali vittime della speculazione mafiosa, costituisce un forte messaggio educativo e sociale.

Nel 1996, Libera, associazione di Luigi Ciotti e Rita Borsellino che raccoglie oltre 700 gruppi concretamente impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata, ha promosso una petizione popolare che ha portato alla promulgazione della legge 109/96 sull'uso sociale dei beni confiscati; quella stessa legge che ieri ha permesso la confisca degli uliveti mafiosi, e che oggi permette la produzione dell'olio di Libera.

Comunicati

  1. Tribunali in terra di mafia

    Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.

  2. La prima tappa di Libera la natura

    E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.

  3. Volevano colpire proprio i giovani. Studiare fa paura

    "Forza ragazzi, non smarritevi: reagite, dire da che parte si sta è il modo migliore per abbracciare Melissa", ripete don Ciotti, mentre ancora ha negli occhi i "quaderni, gli zainetti, i fogli di carta, sparsi a terra da quell'esplosione di una violenza criminale inaudita".