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La mafia ha rialzato la testa

Davanti a 15.000 persone giunte a Torre Annunziata per la sesta giornata della memoria e dell'impegno, don Luigi Ciotti lancia l'allarme sulla rinnovata pericolosità delle mafie. Gli interventi di Violante e Bassolino

Per un giorno Torre Annunziata è stata la capitale della legalità. Circa 15.000 persone si sono ritrovate in piazza Imbriani per ricordare i nomi delle vittime delle mafie, ma anche per rinnovare l'impegno di contrasto alla ciminalità organizzata.

In apertura di manifestazione, è stato letto il messaggio che il Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, ha voluto rivolgere a Libera, come saluto e incoraggiamento a continuare l'opera di riflessione sul fenomeno mafioso.

I saluti delle istituzioni locali hanno preceduto la lettura dei nomi delle vittime delle mafie, aperta da Giovanni Impastato. Alla lettura hanno partecipato, oltre ai familiari delle vittieme e a studenti di tutta Italia, Francesco Maria Cucolo, sindaco di Torre Annunziata, Amato Lamberti, presidente della provincia di Napoli, Enza Rando, presidente di Avviso Pubblico; Antonio Bassolino, presidente della regione Campania; Nicki Vendola, vicepresidente della Commissione antimafia, Giuseppe Lumia, presidente della Commissione antimafia; Giancarlo Caselli, rappresentante italiano Pro-Eurojust; Luciano Violante, presidente della Camera dei deputati.

Antonio Bassolino ha ricordato che, nonostante quindici anni fa una tale partecipazione a una manifestazione contro la mafia sarebbe stata impossibile, "mafia e camorra sono ancora nemici potenti", contro i quali l'azione di contrasto deve essere totale: dal punto di vista culturale, della riduzione del disagio sociale, della repressione da parte delle forze di Polizia.

"Le mafie stanno riprendendo alla grande - è stato il monito lanciato con sofferenza da don Luigi Ciotti, nel suo intervento conclusivo. "E' proprio per il lungo elenco delle vittime della mafia, che non possiamo nascondere questo elemento, perché la giustizia è ricerca della verità".
"Occorre che tutti i soggetti interessati alla lotta alle mafie, dalle istituzioni al singolo cittadino, sentano il bisogno di riconoscersi in quattro parole chiave: coerenza, concretezza, collaborazione e continuità".
"La giustiza deve essere costruita per i vivi; i giovani - al centro del tema della Giornata - sono il presente della società, non soltanto il futuro; per loro occorre realizzare servizi e opportunità oggi, perché domani è tardi".

In conclusione, Luciano Violante, ha voluto delineare tre impegni per la prossima legislatura: la semplificazione delle procedure di confisca, assegnazione e utilizzo dei beni sequestrati ai mafiosi; la semplificazione di alcune parti del processo penale che permette alcune volte, ai tanti mafiosi arrestati con sacrificio dalle Forze dell'ordine, di sfuggire al carcere per decorrenza dei termini; l'istituzione di un fondo per i familiari delle vittime di reati comuni, accanto a quelli già presenti per i familiari delle vittime di reati particolari.

Comunicati

  1. Tribunali in terra di mafia

    Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.

  2. La prima tappa di Libera la natura

    E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.

  3. Volevano colpire proprio i giovani. Studiare fa paura

    "Forza ragazzi, non smarritevi: reagite, dire da che parte si sta è il modo migliore per abbracciare Melissa", ripete don Ciotti, mentre ancora ha negli occhi i "quaderni, gli zainetti, i fogli di carta, sparsi a terra da quell'esplosione di una violenza criminale inaudita".