LIBERA: UN MANIFESTO DEGLI STATI GENERALI DELL'ANTIMAFIA
(AGI) - Roma, 25 ott. - Con la lettura alla platea del Manifesto per un mondo liberato dalle mafie si sono chiusi a Roma i lavori degli Stati generali dell'Antimafia, organizzati da Libera. Tre giorni di confronto e di analisi con le tante associazioni della rete guidata da Don Luigi Ciotti. Un manifesto frutto del lavoro di diciassette gruppi, cui hanno partecipato 100 relatori oltre 2.500 persone provenienti da tutt'Italia, dall'Europa e dai Paesi sudamericani. Il manifesto contiene impegni che l'associazione di don Ciotti intende assumersi per i prossimi tre anni, ma soprattutto le richieste da avanzare alla politica.
Poche ma concrete ed efficaci azioni sul piano normativo e culturale -si legge in una nota- per una nuova stagione di impegno nella lotta alle mafie: "approvare un testo unico della legislazione antimafia e garantire una piu' efficace azione di contrasto; istituire un'agenzia nazionale per la gestione dei beni sottratti alle mafie; colpire i legami tra mafia e politica attraverso la revisione del reato di voto di scambio e della normativa sui comuni sciolti per mafia e adottare un codice etico che impedisca la presenza nelle istituzioni di persone condannate o rinviate a giudizio per gravi reati; istituire un'authority indipendente contro la corruzione, dotata di poteri ispettivi e di controllo; dedicare, con un provvedimento legislativo, la giornata del 21 marzo di ogni anno alla memoria di tutte le vittime di mafia; estendere a livello europeo la normativa che prevede l'utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie; abolire tutte le discriminazioni a danno dei familiari di vittime innocenti; armonizzare le norme esistenti e garantire un effettivo riconoscimento, in sede civile, del danno biologico, di relazione e morale; affermare la centralita' della scuola, dell'universita' e delle altre agenzie formative, nella definizione di nuove politiche sociali; difendere, in ogni sede, il diritto all'informazione garantito dall'articolo 21 della Costituzione".
LIBERA: UN MANIFESTO DEGLI STATI GENERALI DELL'ANTIMAFIA (2)=
(AGI) - Roma, 25 ott. - Undici punti che l'associazione Libera chiede che siano attuati con urgenza dal mondo politico. Il manifesto sara' consegnato al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato e alle istituzioni europee.
"Oggi", ha detto don Luigi Ciotti, "sono avvelenati i 'pozzi' della politica. Bisogna cambiare falda trovare acqua pulita, acqua nuova. Una politica che sia veramente per il 'bene comune'. Si sente un gran parlare in questi giorni di un papello che sarebbe la prova documentata di una trattativa tra mafia e Stato. Non vogliamo sottovalutare la gravita' dei fatti su cui sono in corso le indagini, ma non esiste forse oggi un papello che e' sotto gli occhi di tutti ed e' fatto di scelte incoerenti come i provvedimenti che riducono l'efficacia dell'azioni di contrasto -vedi l'uso delle intercettazioni- o quando assistiamo al mancato scioglimento di amministrazioni comunali utilizzando scorciatoie che creano pericolosi precedenti, come nel caso del comune di Fondi, o il provvedimento dello scudo fiscale e il tentativo gravissimo di limitare l'autonomia della magistratura. Queste sono scelte incoerenti", ha concluso don Ciotti, "che fanno esultare le mafie. Non possiamo 'lottare' contro le mafie senza politiche sociali a tutela delle persone, dei piu deboli, senza interventi economici mirati e tutela e diffusione dell'area dei diritti".
MANIFESTO IN TRENTA PUNTI; 21 MARZO SIA GIORNO MEMORIA VITTIME (ANSA)
ROMA, 25 OTT - Basta coi 'papelli fatti di scelte incoerenti della politica'. Basta coi condoni, i voti di scambio e le candidature di persone condannate per reati gravi.
Stop anche a riciclaggio e corruzione. Perche' per contrastare la criminalita' organizzata bisogna eliminare tutte quelle misure 'che la fanno esultare' e la rendono piu' forte. E' quanto ha chiesto l'associazione 'Libera' attraverso il 'Manifesto per un mondo liberato dalle mafie', presentato oggi al termine degli stati generali dell'Antimafia.
Si tratta di un documento inedito, realizzato durante il fine settimana con il contributo di 2.500 persone e 100 relatori, che suddivisi in 17 gruppi hanno scritto una ricetta contro le mafie: un elenco di trenta punti che scandisce gli impegni dell'associazione e le richieste per la politica, validi per i prossimi 3 anni, e si conclude con la richiesta di un provvedimento legislativo che dedichi la giornata del 21 marzo di ogni anno alla memoria di tutte le vittime della mafia.
Il Manifesto chiede di approvare in tempi rapidi un testo unico della legislazione antimafia, 'per superare le attuali disfunzioni e garantire una piu' efficace azione di contrasto; di istituire un'agenzia nazionale per la gestione dei beni sottratti alle mafie, di rivedere il reato del voto di scambio e della normativa sui Comuni sciolti per mafia, di adottare un codice etico che impedisca la presenza di persone condannate o rinviate a giudizio per gravi reati ('e' opportuno che il Parlamento apra il dibattito e se necessario vari una norma vincolante', ha sottolineato Francesco Forgione, gia' presidente della commissione Antimafia). Bisogna inoltre 'contrastare l'abusivismo edilizio, eliminando il ricorso ai condoni; riformulare la legge sulla droga e sull'anti-doping mettendo al centro la tutela della persona; istituire un'Authority indipendente per contrastare il fenomeno del riciclaggio dei capitali di provenienza illecita, la repressione di traffici internazionali di armi, delle zone grigie e dei paradisi fiscali dove avvengono le triangolazioni, introducendo in particolare il reato di intermediazione'.
Gli stati generali dell'Antimafia propongono anche una legge di iniziativa popolare per l'introduzione nel codice penale dei delitti contro l'ambiente e alle istituzioni chiedono il sostegno ai testimoni di giustizia (anche attraverso l'istituzione di un tutor), l'estensione del reato di corruzione tra i privati e l'istituzione di un'authority indipendente contro questo reato.
Infine, un'attenzione particolare sull'argomento da parte della televisione: la Rai dovrebbe 'assicurare nei suoi palinsesti spazi di informazione e approfondimento sui grandi problemi sociali del Paese nel rispetto di quanto previsto dal contratto di servizio pubblico', puntando cosi' allo sviluppo della docu-fiction oltre che a quello della fiction tradizionale. (ANSA).
IMMIGRAZIONE: LIBERA, REATO CLANDESTINITA' MOSTRO GIURIDICO
(ANSA) - ROMA, 25 OTT - 'Il reato di immigrazione clandestina e' un mostro giuridico'. Lo ha detto il presidente dell'associazione 'Libera', don Luigi Ciotti, intervenendo dal palco dell'auditorium di via della Conciliazione a Roma, a chiusura degli stati generali dell'Antimafia.
Per don Ciotti colpire le persone fragili causa illegalita'.
'Chi arriva - ha detto - deve essere accolto e per lui bisogna costruire percorsi. La sicurezza e' un diritto di tutti i cittadini, le paure devono essere colte, ma penso che si debba evitare il reato di clandestinita' che non tiene conto delle persone'. (ANSA).
MAFIA: DON CIOTTI, OGGI NUOVO PAPELLO DI SCELTE INCOERENTI
(ANSA) - ROMA, 25 OTT - 'Non esiste forse oggi un papello che e' sotto gli occhi di tutti ed e' fatto di scelte incoerenti?' Lo ha affermato il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, a conclusione degli stati generali dell'Antimafia, oggi a Roma parlando delle scelte della politica.
Secondo Ciotti, accanto a politiche 'condivisibili' vengono messe in atto altri provvedimenti, come ad esempio il limite alle intercettazioni e lo scudo fiscale, che 'fanno esultare le mafie'.
ANTIMAFIA:MANIFESTO LIBERA,TESTO LEGGE UNICO E CODICE ETICO
CON DOCUMENTO RICHIESTE, MA ANCHE IMPEGNO CHIUSI STATI GENERALI (ANSA) - ROMA, 25 OTT - Approvare un testo unico della legislazione Antimafia 'per superare le attuali disfunzioni e garantire una piu' efficace azione di contrasto'; istituire un'agenzia nazionale per la gestione dei beni sottratti alle mafie; colpire i legami tra mafia e politica attraverso la revisione del reato di voto di scambio e della normativa sui comuni sciolti per mafia; adottare un codice etico che impedisca la presenza nelle istituzioni di persone condannate o rinviate a giudizio per gravi reati.
Sono alcuni capisaldi del manifesto degli stati generali dell'Antimafia per un mondo liberato dalla mafie presentato oggi a Roma dall'associazione Libera. Il manifesto sara' consegnato nei prossimi giorni anche al presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato e contiene gli impegni che l'associazione intende assumersi per i prossimi tre anni e le richieste da formulare alla politica. Al manifesto hanno lavorato oltre 2500 persone, divise in 17 gruppi e con la partecipazione di un centinaio di relatori. (ANSA).
ANTIMAFIA, MANIFESTO-APPELLO PER NUOVA STAGIONE DI IMPEGNO (1)
(9Colonne) - Roma, 25 ott - Con la lettura alla platea del Manifesto degli Stati Generali dell'Antimafia per un mondo liberato dalle mafie si sono chiusi a Roma gli Stati generali dell'Antimafia organizzata da Libera. Tre giorni di lavoro, confronto e analisi con le tante associazioni della rete guidata da Don Luigi Ciotti. Un manifesto frutto del lavoro di diciassette gruppi a cui hanno partecipato 100 relatori e oltre 2500 persone provenienti da tutt'Italia, dall'Europa e dai paesi sudamericani. Il manifesto contiene impegni che l'associazione guidata da Don Luigi Ciotti intende assumersi per i prossimi tre anni ma soprattutto le richieste da formulare alla politica.
Poche ma concrete ed efficaci azioni sul piano normativo e culturale per una nuova stagione di impegno nella lotta alle mafie. Approvare un testo unico della legislazione antimafia e garantire una più efficace azione di contrasto; istituire un'agenzia nazionale per la gestione dei beni sottratti alle mafie; colpire i legami tra mafia e politica attraverso la revisione del reato di voto di scambio e della normativa sui comuni sciolti per mafia e adottare un codice etico che impedisca la presenza nelle istituzioni di persone condannate o rinviate a giudizio per gravi reati; istituire un'authority indipendente contro la corruzione, dotata di poteri ispettivi e di controllo; dedicare, con un provvedimento legislativo, la giornata del 21 marzo di ogni anno alla memoria di tutte le vittime di mafia; estendere a livello europeo la normativa che prevede l'utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie; abolire tutte le discriminazioni a danno dei familiari di vittime innocenti; armonizzare le norme esistenti e garantire un effettivo riconoscimento, in sede civile, del danno biologico, di relazione e morale; affermare la centralità della scuola, dell'università e delle altre agenzie formative, nella definizione di nuove politiche sociali; difendere, in ogni sede, il diritto all'informazione garantito dall'articolo 21 della nostra costituzione. Sono i principali capisaldi che l'associazione Libera ribadisce che vangano attuati con urgenza dal mondo politico.
ANTIMAFIA, MANIFESTO-APPELLO PER NUOVA STAGIONE DI IMPEGNO (2)
(9Colonne) - Roma, 25 ott - Il manifesto sarà consegnato al presidente della Repubblica , ai presidenti di Camera e Senato e alle Istituzioni Europee.
"Oggi- ha detto Don Luigi Ciotti, presidente di Libera- sono avvelenati i pozzi della politica. Bisogna cambiare falda e trovare acqua pulita, acqua nuova. Una politica che sia veramente per il bene comune. Si sente un gran parlare in questi giorni - ha proseguito Don Luigi Ciotti - di un papello che sarebbe la prova documentata di una trattativa tra mafia e Stato. Non vogliamo sottovalutare la gravità dei fatti su cui sono in corso le indagini, ma esiste oggi un papello che è sotto gli occhi di tutti ed è fatto di scelte incoerenti come i provvedimento che riducono l'efficacia dell'azioni di contrasto, vedi l'uso delle intercettazioni, o quando assistiamo a comuni che non vengono sciolti utilizzando scorciatoie che creano pericolosi precedenti come nel caso del comune di Fondi, o il provvedimento dello scudo fiscale e il tentativo gravissimo di limitare l'autonomia della magistratura. Queste sono scelte incoerenti che fanno esultare le mafie. Non possiamo lottare contro le mafie- ha concluso Luigi Ciotti- senza politiche sociali a tutela delle persone, dei più deboli, senza interventi economici mirati e tutela e diffusione dell'area dei diritti".
Libera, si sono chiusi a Roma gli Stati generali antimafia
Il Manifesto finale sarà consegnato a massime cariche Stato
Roma, 25 ott. (Apcom) - Con la lettura alla platea del Manifesto degli Stati Generali dell`Antimafia, 'per un mondo liberato dalle mafie' si sono chiusi a Roma, gli Stati generali dell`Antimafia organizzata da Libera. Il manifesto finale, con gli impegni di Libera e le richieste alla politica per un più efficace contrasto alla mafia, sara` consegnato al presidente della Repubblica, della Camera e del Senato ed alle istituzioni del parlamento europeo.
Tre giorni di lavoro, confronto e analisi con le tante associazioni della rete guidata da Don Luigi Ciotti. Un manifesto frutto del lavoro di diciassette gruppi dove hanno partecipato 100 relatori, oltre 2500 persone provenienti da tutt`Italia, dall`Europa e dai Paesi sudamericani. Il manifesto contiene impegni che l`associazione guidata da Don Luigi Ciotti intende assumersi per i prossimi tre anni, ma soprattutto le richieste da formulare alla politica.
Poche ma concrete ed efficaci azioni sul piano normativo e culturale per una nuova stagione di impegno nella lotta alle mafie: approvare un testo unico della legislazione antimafia e garantire una piu' efficace azione di contrasto; istituire un'agenzia nazionale per la gestione dei beni sottratti alle mafie; colpire i legami tra mafia e politica attraverso la revisione del reato di voto di scambio e della normativa sui comuni sciolti per mafia e adottare un codice etico che impedisca la presenza nelle istituzioni di persone condannate o rinviate a giudizio per gravi reati; istituire un`authority indipendente contro la corruzione, dotata di poteri ispettivi e di controllo.
Il manifesto chiede anche di dedicare, con un provvedimento legislativo, la giornata del 21 marzo di ogni anno alla memoria di tutte le vittime di mafia. E ancora tra le richieste l'estensione a livello europeo della normativa che prevede l`utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie; l'abolizione delle discriminazioni a danno dei familiari di vittime innocenti; l'armonizzazione delle norme esistenti e la garanzia di un effettivo riconoscimento, in sede civile, del danno biologico, di relazione e morale; l'affermazione della centralità della scuola, dell`università e delle altre agenzie formative, nella definizione di nuove politiche sociali.
Apc-Mafia/ Libera, si sono chiusi a Roma gli Stati generali -2
Ciotti: avvelenati pozzi politica, scelte incoerenti vero papello
Roma, 25 ott. (Apcom) - Il manifesto sara' consegnato al presidente della Repubblica , ai presidenti di Camera e Senato e alle Istituzioni Europee. "Oggi - ha detto Don Luigi Ciotti, presidente di Libera - sono avvelenati i 'pozzi' della politica.
Bisogna cambiare falda trovare acqua pulita, acqua nuova. Una politica che sia veramente per il 'bene comune'."
"Si sente un gran parlare in questi giorni - ha proseguito Don Luigi Ciotti - di un papello che sarebbe la prova documentata di una trattativa tra mafia e Stato. Non vogliamo sottovalutare la gravità dei fatti su cui sono in corso le indagini, ma non esiste forse oggi un papello che e' sotto gli occhi di tutti ed e' fatto di scelte incoerenti come i provvedimento che riducono l`efficacia dell`azioni di contrasto vedi l`uso delle intercettazioni, o quando assistiamo a comuni che non vengono sciolti utilizzando scorciatoie che creano pericolosi precedenti come nel caso del comune di Fondi, o il provvedimento dello scudo fiscale e il tentativo gravissimo di limitare l`autonomia della magistratura".
"Queste sono scelte incoerenti che fanno esultare le mafie. Non possiamo lottare contro le mafie - ha concluso Luigi Ciotti- senza politiche sociali a tutela delle persone, dei piu deboli, senza interventi economici mirati e tutela e diffusione dell`area dei diritti".
MAFIA: CONCLUSI STATI GENERALI ANTIMAFIA, MANIFESTO PER NUOVA STAGIONE =
IMPEGNI E RICHIESTE NORMATIVE E CULTURALI
Roma, 25 ott. - (Adnkronos) - Con la lettura alla platea del Manifesto degli Stati Generali dell'Antimafia per un mondo liberato dalle mafie si sono chiusi a Roma, gli Stati generali dell'Antimafia organizzata da Libera. Tre giorni di lavoro, confronto e analisi con le tante associazioni della rete guidata da Don Luigi Ciotti. Un manifesto frutto del lavoro di diciassette gruppi dove hanno partecipato 100 relatori oltre 2500 persone provenienti da tutt'Italia, dall'Europa e dai paesi sudamericani.
Il manifesto contiene impegni che l'associazione guidata da Don Luigi Ciotti intende assumersi per i prossimi tre anni ma soprattutto le richieste da formulare alla politica. Poche ma concrete ed efficaci azioni sul piano normativo e culturale per una nuova stagione di impegno nella lotta alle mafie. Approvare un testo unico della legislazione antimafia e garantire una piu' efficace azione di contrasto; istituire un'agenzia nazionale per la gestione dei beni sottratti alle mafie; colpire i legami tra mafia e politica attraverso la revisione del reato di voto di scambio e della normativa sui comuni sciolti per mafia e adottare un codice etico che impedisca la presenza nelle istituzioni di persone condannate o rinviate a giudizio per gravi reati; istituire un'authority indipendente contro la corruzione, dotata di poteri ispettivi e di controllo; dedicare, con un provvedimento legislativo, la giornata del 21 marzo di ogni anno alla memoria di tutte le vittime di mafia; estendere a livello europeo la normativa che prevede l'utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie; abolire tutte le discriminazioni a danno dei familiari di vittime innocenti; armonizzare le norme esistenti e garantire un effettivo riconoscimento, in sede civile, del danno biologico, di relazione e morale; affermare la centralita' della scuola, dell'universita' e delle altre agenzie formative, nella definizione di nuove politiche sociali; difendere, in ogni sede, il diritto all'informazione garantito dall'articolo 21 della nostra costituzione. (segue)
MAFIA: CONCLUSI STATI GENERALI ANTIMAFIA, MANIFESTO PER NUOVA STAGIONE (2) =
(Adnkronos) - Il manifesto sara' consegnato al presidente della Repubblica , ai presidenti di Camera e Senato e alle Istituzioni Europee. 'Oggi- ha detto Don Luigi Ciotti, presidente di Libera- sono avvelenati i 'pozzi della politica. Bisogna cambiare falda trovare acqua pulita, acqua nuova. Una politica che sia veramente per il 'bene comune'.
'Si sente un gran parlare in questi giorni- ha proseguito Don Luigi Ciotti- di un papello che sarebbe la prova documentata di una trattativa tra mafia e Stato. Non vogliamo sottovalutare la gravita' dei fatti su cui sono in corso le indagini, ma non esiste forse oggi un papello che e' sotto gli occhi di tutti ed e' fatto di scelte incoerenti come i provvedimento che riducono l'efficacia dell'azioni di contrasto vedi l'uso delle intercettazioni, o quando assistiamo a comuni che non vengono sciolti utilizzando scorciatoie che creano pericolosi precedenti come nel caso del comune di Fondi, o il provvedimento dello scudo fiscale e il tentativo gravissimo di limitare l'autonomia della magistratura.
'Queste sono scelte incoerenti che fanno esultare le mafie. Non possiamo 'lottare' contro le mafie- ha concluso Luigi Ciotti- senza politiche sociali a tutela delle persone, dei piu deboli, senza interventi economici mirati e tutela e diffusione dell'area dei diritti'.
Il manifesto esalta anche il ruolo della libertà di stampa, e chiede infatti di "difendere, in ogni sede, il diritto all`informazione garantito dall`articolo 21 della nostra costituzione". Tutti questi, sono secondo Libera, i principali capisaldi che devono essere attuati con urgenza dal mondo politico.
(segue)
LIBERA. Seconda giornata di Contromafie. La parola ai gruppi tematici: lavoro, diritti umani, economia. Oggi l'assemblea plenaria e l'approvazione del manifesto conclusivo. Il ruolo dei media per un'informazione alternativa. Ieri seconda giornata di lavori di Contromafie, gli Stati generali dell'antimafia organizzati da Libera in corso a Roma. Un giorno di lavoro intenso sui tanti temi che affronta la rete di associazioni presieduta da don Luigi Ciotti. Il movimento è al lavoro, attraverso gruppi tematici. Diritti umani e migrazioni, cittadinanza, libertà di informazione, politica della legalità, testimoni di giustizia, economia (dai beni confiscati all'antiracket). Lavoro, riunioni, scambi di informazioni e contatti di centinaia di realtà e associazioni che operano su tutto il territorio nazionale, e non solo nelle regioni che subiscono un'alta densità di penetrazione mafiosa.
Ma il tema centrale rimane, come ha dichiarato in apertura don Ciotti, «l'istituzione di un'Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati e l'approvazione di un testo unico in materia di legislazione antimafia». Certo, ricorda il presidente di Libera, «alcune modifiche sono state introdotte, ma senza quell'organicità che è un requisito fondamentale perché la normativa sia davvero efficace ». E l'attenzione, nonostante la distanza, è anche a quello che sta avvenendo in queste ore in Calabria sulla vicenda delle navi cariche di scorie affondate nel Tirreno e nello Jonio e dopo la grande manifestazione di ieri ad Amantea. Anche su questo don Ciotti è categorico: «Continuiamo a sollecitare l'introduzione dei delitti contro l'ambiente nel codice penale».
Un tema, quello dei traffici di rifiuti, che porta anche a una nuova consapevolezza. «C'è un'Italia che ha compreso come il fenomeno mafioso sia un problema nazionale, non solo: internazionale ». Ovviamente nei corridoi sono le notizie che arrivano da Palermo a tenere banco, le inchieste sulle stragi del 1992/93 e sulla presunta trattativa fra Stato e mafia. «Sono già passati diciassette anni, se perdiamo questa occasione di sapere non avremo mai la verità su quei fatti». Ma il variegato popolo di Libera che si è dato appuntamento a Roma, non si lascia distrarre dal fitto programma di lavoro. I gruppi tematici sono la vera novità, già dalla sua prima edizione, di questo evento.
È il gruppo di lavoro sull'informazione, coordinato da Roberto Morrione, ex direttore storico di Rainews24 e ora a Liberainformazione, quello più affollato. E anche quello con il dibattito più acceso. Perché sui temi dell'informazione, della comunicazione delle relazioni delle mafie con i mondi della politica e dell'economia l'allarme è generale. Il tema delle mafie, se non per fasi "spettacolarizzate", rimane tagliato fuori soprattutto dai media televisivi. E anche la carta stampata sta peccando di sottovalutazione, se non di vera e propria amnesia collettiva. Tanti gli esperimenti di informazione alternativa, dalle free press autopro- dotte dai comitati locali, ai siti web, ormai veri e propri motori di un nuovo modo di comunicare e diffondere documentazione e inchieste. E il giornalismo?
«Da quanto non vengono contrattualizzati i giornalisti che si occupano di mafia? A quanto tempo risale l'ultimo contratto giornalistico (articolo 1), tanto per fare un esempio, a Repubblica?», si domanda Riccardo Orioles, uno della squadra de I Siciliani di Beppe Fava. La risposta che si dà il gruppo di lavoro è, in pratica, l'alternativa dai media tradizionali. Altre forme di comunicazione diventano strumenti di informazioni. Dal teatro di Giulio Cavalli ai tanti libri inchiesta che poche ma agguerrite case editrici coraggiose riescono a pubblicare. E non si tratta solo di effetto Gomorra, perché qui è evidente la consapevolezza che Saviano abbia avuto un ruolo ma che la quotidianità dell'informazione sia tutt'altro dal successo di un libro.
Pietro Orsatti - Terra, 25 ottobre 2009
ROMA - Il papello della legalità, in undici punti. Con la lettura alla platea del Manifesto per un mondo liberato dalle mafie, si sono chiusi a Roma i lavori degli Stati generali dell'Antimafia, organizzati da Libera. Tre giorni di confronto e di analisi con le tante associazioni della rete guidata da Don Luigi Ciotti. Un manifesto frutto del lavoro di diciassette gruppi, cui hanno partecipato 100 relatori oltre 2.500 persone provenienti da tutt'Italia, dall'Europa e dai Paesi sudamericani. Il manifesto contiene impegni che l'associazione di don Ciotti intende assumersi per i prossimi tre anni, ma soprattutto le richieste da avanzare alla politica.
Poche ma concrete ed efficaci azioni sul piano normativo e culturale -si legge in una nota- per una nuova stagione di impegno nella lotta alle mafie: "approvare un testo unico della legislazione antimafia e garantire una più efficace azione di contrasto; istituire un'agenzia nazionale per la gestione dei beni sottratti alle mafie; colpire i legami tra mafia e politica attraverso la revisione del reato di voto di scambio e della normativa sui comuni sciolti per mafia e adottare un codice etico che impedisca la presenza nelle istituzioni di persone condannate o rinviate a giudizio per gravi reati; istituire un'authority indipendente contro la corruzione, dotata di poteri ispettivi e di controllo; dedicare, con un provvedimento legislativo, la giornata del 21 marzo di ogni anno alla memoria di tutte le vittime di mafia; estendere a livello europeo la normativa che prevede l'utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie; abolire tutte le discriminazioni a danno dei familiari di vittime innocenti; armonizzare le norme esistenti e garantire un effettivo riconoscimento, in sede civile, del danno biologico, di relazione e morale; affermare la centralità della scuola, dell'università e delle altre agenzie formative, nella definizione di nuove politiche sociali; difendere, in ogni sede, il diritto all'informazione garantito dall'articolo 21 della Costituzione".
Undici punti che l'associazione Libera chiede che siano attuati con urgenza dal mondo politico. Il manifesto sarà consegnato al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato e alle istituzioni europee.
"Oggi", ha detto don Luigi Ciotti, "sono avvelenati i 'pozzi' della politica. Bisogna cambiare falda trovare acqua pulita, acqua nuova. Una politica che sia veramente per il 'bene comune'. Si sente un gran parlare in questi giorni di un papello che sarebbe la prova documentata di una trattativa tra mafia e Stato.
Non vogliamo sottovalutare la gravità dei fatti su cui sono in corso le indagini, ma non esiste forse oggi un papello che è sotto gli occhi di tutti ed è fatto di scelte incoerenti come i provvedimenti che riducono l'efficacia dell'azioni di contrasto -vedi l'uso delle intercettazioni- o quando assistiamo al mancato scioglimento di amministrazioni comunali utilizzando scorciatoie che creano pericolosi precedenti, come nel caso del comune di Fondi, o il provvedimento dello scudo fiscale e il tentativo gravissimo di limitare l'autonomia della magistratura. Queste sono scelte incoerenti", ha concluso don Ciotti, "che fanno esultare le mafie. Non possiamo 'lottare' contro le mafie senza politiche sociali a tutela delle persone, dei piu deboli, senza interventi economici mirati e tutela e diffusione dell'area dei diritti".
Repubblica.it - 25 ottobre 2009
«Da Contromafie ad Amantea si sta costruendo insieme con corresponsabilità l'unico ponte vero e necessario di cui il nostro Paese ha bisogno, basato sui pilastri di verità e giustizia». Dagli Stati generali dell'antimafia, a Roma, don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha stabilito un ponte con la manifestazione di Amantea. «Al governo di questo Paese - ha detto - chiediamo di far salire a galla la nave dei veleni e con essa i responsabili che in questi anni hanno causato l'inquinamento fisico e morale di una terra meravigliosa come la Calabria. Da anni il 21 marzo, nella Giornata della Memoria, abbiamo inserito il nome del capitano Natale De Grazia, morto misteriosamente mentre stava indagando sulle navi dei veleni, tra le vittime delle mafie. Una morte che pone dubbi e interrogativi che aspettano delle risposte. Quelle risposte che aspettano i cittadini della Calabria che hanno bisogno di serenità e speranza per il loro territorio, la loro economia e la loro salute inquinate da decenni di veleni tossici».
Il Manifesto - 25 ottobre 2009
Venerdì 3 Febbraio, il Consiglio dei Ministri ha provveduto allo scioglimento del Consiglio Comunale di Ventimiglia, su proposta del ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri. Appena due giorni fa il TAR confermava lo scioglimento di quello di Bordighera.
(ANSA) - ROMA, 30 GEN - "Non dimentico le telefonate di Scalfaro, preoccupato perché vedeva calpestata la Costituzione italiana. Fu un grande presidente, ha saputo tenere ferma la barra e mettere i giusti paletti".
Il Coordinamento di Siena organizza per sabato 17 marzo 2012 organizza un pullman per Genova.
Per prenotarsi siena@libera.it