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In ricordo di Mauro, vent'anni dopo

Vent'anni fa, il 26 settembre 1988, in Sicilia, Mauro Rostagno veniva ucciso in un agguato mafioso. Mauro nasce a Torino, il 6 marzo 1942. I genitori lavorano alla Fiat. Ragazzo irrequieto e profondo, si lascia raggiungere dai fermenti dell'epoca, dal grande cambiamento sociale e culturale dell'Italia di quegli anni. Nel 68' lo troviamo a Trento, in quella facoltà di sociologia che diventerà un innovativo laboratorio d'idee. Poi è la volta dell'impegno politico e, alla fine degli anni settanta, della ricerca spirituale. Mauro si stabilisce per un periodo in India e poi torna in Italia, sempre sospinto dal quel nomadismo culturale e esistenziale che è bisogno di saldare il sapere alla vita, l'analisi della realtà ai bisogni e ai sogni delle persone.
Nella comunità che fonda insieme a Chicca Roveri in Sicilia, luogo di accoglienza per persone tossicodipendenti ma non solo, porta la ricchezza delle sue esperienze ma anche la sua travolgente umanità, la sua inestinguibile sete di impegno e di conoscenza: «noi non vogliamo trovare un posto in questa società - dirà un giorno - ma creare una società in cui valga la pena di trovare un posto». L'impegno contro le mafie è il naturale frutto dell'amore per quella terra, troppo a lungo mortificata dai giochi criminali: «io mi sento siciliano più di voi perché voi in questa terra ci siete nati, io l'ho scelta».
Riscoperta l'antica passione del giornalismo, s'impegna nell'emittente locale RTC. I suoi servizi restano un esempio d'informazione approfondita e coraggiosa. Un'informazione che sente la responsabilità della parola, che crede nella parola come strumento di conoscenza, di riscatto sociale, di giustizia. Mauro è morto perché non ha accettato di tacere: «io voglio avere la possibilità di guardare una persona negli occhi e dirgli di sì o di no con la stessa intensità, e la mafia questo non te lo consente».
Ricordarlo, a vent'anni distanza - nella speranza che la riapertura delle indagini faccia finalmente luce sulle responsabilità dell'omicidio - è dire intensamente di sì a una memoria che non deve cessare di rivivere nel nostro impegno, nel nostro esserci, nella nostra sete di giustizia.

d. Luigi Ciotti
Gruppo Abele
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

Comunicati

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    Messico, in sei anni lo scontro tra i cartelli della droga è costato oltre 50 mila morti. Articolo pubblicato su Liberal del 16 maggio 2012 a firma di Maurizio Stefanini.