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Contromafie 2009, sessioni di lavoro

 

ROMA 23, 24 E 25 OTTOBRE 2009
II^ EDIZIONE DEGLI STATI GENERALI DELL'ANTIMAFIA

 
Logo di Contromafie 2009
 

Vengono confermate le sei aree di lavoro della prima edizione: per una parola di libertà, per un sapere di cittadinanza, per un dovere di informazione, per una politica di legalità, per una domanda di giustizia, per una economia di solidarietà. Le indicazioni relative ai gruppi di ogni area sono indicative, a partire dai titoli stessi e necessitano di ulteriore definizione in alcuni casi. Per ogni gruppo si pensa a 2/3 relazioni introduttive per ampliare il dibattito il più possibile.
 

1) PER UNA PAROLA DI LIBERTÀ
Le mafie prosperano sulla sofferenza e lo sfruttamento degli esseri umani, negando loro la dignità di persone e di cittadini. Alcuni dei business più odiosi nascono da profonde violenze, fisiche e psicologiche, esercitate ai danni di individui inermi. Dal traffico degli esseri umani, allo sfruttamento della prostituzione e al mercato delle braccia, passando per le tante morti provocate dal traffico degli stupefacenti. Vecchie e nuove forme di schiavitù che richiedono una nuova "parola di libertà".

- Droga, armi e tratta degli esseri umani: i business delle mafie trasnazionali

- Il valore delle politiche sociali per il riscatto dall'ipoteca mafiosa

- I diritti umani e la loro negazione da parte delle mafie


2) PER UN SAPERE DI CITTADINANZA
L'attenzione alla cultura, a partire dalle scuole per finire alle altre agenzie formative, è da sempre una priorità del movimento antimafia nella costruzione di una nuova soggettività civile: le diverse capacità espressive della persona vengono così sollecitate attraverso progetti e iniziative finalizzate a costruire un rinnovato "sapere di cittadinanza". Le mafie temono il sapere perché la conoscenza rende gli uomini liberi e consapevoli dei propri diritti e ciò rende molto più difficile la presa criminale sulle coscienze e le intelligenze.

La scuola come luogo di promozione sociale: dall'educazione alla legalità alla cittadinanza attiva

La partecipazione attiva degli studenti a scuola e nell'università: proposte e contenuti

Il ruolo dell'università e della ricerca nella lotta a mafia e corruzione
 

3) PER UN DOVERE DI INFORMAZIONE
Nell'era della comunicazione globale, i silenzi dell'informazione, specie del servizio pubblico, indeboliscono l'azione antimafia sul doppio versante della repressione e della prevenzione e creano, indirettamente, condizioni oggettive di ampia manovra alla criminalità organizzata. Non è in discussione solo il diritto, ma anche il "dovere di informazione" se non si vuole essere oggettivamente complici dell'illegalità. Particolare attenzione va dedicata alle forme e ai linguaggi d'espressione oggi essenziali nella costruzione di una cultura antimafiosa: dalla musica alla letteratura, dal cinema al teatro, dalla televisione alle nuove frontiere digitali.

- Dalla mafia invisibile al silenzio sulle mafie: l'informazione tra servizio pubblico e nuovi media nell'era di internet

Dall'informazione alla cultura antimafia: il ruolo di teatro, cinema, tv e letteratura
 

4) PER UNA POLITICA DI LEGALITÀ
Le mafie non sarebbero una minaccia per la convivenza civile se non potessero contare sulle collusioni con politica e istituzioni. Occorre definire un quadro di riferimento normativo, ma anche etico, a partire dalla concezione della politica come forma di servizio alla collettività. Il confronto va finalizzato a definire un'etica dell'impegno fondata su doveri e responsabilità, dove sia centrale una "politica di legalità". Fondamentale è l'apporto di Avviso Pubblico nella conduzione di questa sessione, alla luce dell'esperienza maturata sul campo della buona amministrazione quotidiana, come antidoto al controllo mafioso del territorio.

- Il ritorno della corruzione: analisi del fenomeno e proposte di contrasto

Le buone prassi amministrative e le misure legislative: un confronto tra Regioni
 

5) PER UNA DOMANDA DI GIUSTIZIA
Emerge sempre più prepotente una "domanda di giustizia" che interpella non solo gli operatori del diritto ma la società nel suo complesso. È necessario anche ragionare su quale modello di società si prefigura alla luce dei progetti di riforma della giustizia penale e civile in discussione in Parlamento. Non si deve poi dimenticare il difficile vissuto dei familiari delle vittime o di quanti testimoniano o collaborano con la giustizia, rompendo con un passato criminale.

Lo stato della giustizia in Italia e le ipotesi di riforma

- Dal dolore all'impegno e alla testimonianza: i familiari delle vittime

Testimoni di giustizia
 

6) PER UNA ECONOMIA DI SOLIDARIETÀ
La capacità di inquinamento del tessuto economico e finanziario del mondo globalizzato rappresenta una delle minacce più gravi delle mafie. Estorsione, usura, ecomafie, riciclaggio: sono tutte voci in attivo di un'economia mafiosa che nell'era della finanziarizzazione si confonde sempre più con l'economia legale. Vanno promosse e rafforzate nuove strategie di "economia di solidarietà", compatibile con l'ambiente e la legalità, proprio a partire dal riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

Le mafie al tempo della crisi economica e finanziaria (economia sommersa e riciclaggio)

Confische, riutilizzo e nuova economia nei territori liberati dalle mafie

- Usura e racket nell'era della globalizzazione

Ecomafie, non solo Napoli e Palermo (il seminario è curato da Legambiente)



 
 
INFO
TEL. 06/69770326
WEB http://www.libera.it 
EMAIL contromafie@libera.it






 
 
 
 
 
 

 
 
 
 

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Comunicati

  1. Libera su sentenza processo Mafia Capitale

    Una sentenza che va rispettata ma che ci lasci perplessi, attendiamo di leggere le motivazioni.  Le carte processuali e le intercettazioni trascritte, al di là della sentenza, raccontano di una Capitale con ferite profonde, dove la corruzione, il mercimonio della cosa pubblica, una criminalità violenta e predatoria,  ha inquinato e condizionato il tessuto sociale, politico ed economico.

  2. Borsellino: Don Ciotti, serve coraggio da parte istituzioni

    "La prima eredita' che ci ha lasciato Paolo Borsellino e' il coraggio della verita' ma anche il dovere della verita' che dobbiamo cercare tutti. La testimonianza che ha dato Borsellino di impegno e responsabilita' nella sua professione e' importante, oggi non si chiede solo una lettura giudiziaria ma si chiede di approfondire anche le responsabilita' politiche che ci sono state. Oggi piu' che mai occorre che a parlare siano uomini delle istituzioni, dando un loro contributo alla ricerca della verita'". Lo ha detto don Luigi Ciotti, a margine delle iniziative in corso in via D'Amelio per ricordare la strage del 19 luglio di 25 anni.

  3. Calabria: La memoria non va in vacanza

    Si sta avvicinando il 22 luglio, data simbolo in cui Libera promuove "I Sentieri della Memoria", oggi alla sua quattordicesima edizione. Una marcia fino a Pietra Cappa, nel cuore dell'Aspromonte e nel comune di San Luca, per ricordare Lollò Cartisano e tutte le vittime innocenti della 'ndrangheta.