(ANSA) - ROMA, 20 AGO - 'Chiediamo che si riapra l'inchiesta sulla morte di don Cesare Boschin, lo dobbiamo alla sua storia, alla sua memoria e ai tanti che nel suo nome proseguono nel territorio di Latina le sue battaglie e le sue denunce' contro l'ecomafia dei rifiuti. Lo ha chiesto il presidente dell'associazione Libera don Luigi Ciotti commentando il mancato scioglimento del comune di Fondi a sud del capoluogo pontino per presunte infiltrazioni della criminalita' organizzata.Don Boschin fu trovato ucciso nella notte tra il 29 e il 30 marzo del 1995 nella canonica della sua parrocchia a Borgo Montello, una frazione di Latina, dove c'e' la discarica di rifiuti che serve la provincia pontina. L'inchiesta della procura di Latina non porto' a risultati ma le associazioni antimafia pontine chiedono da anni di trovare i colpevoli. 'La questione del Comune di Fondi e' una questione nazionale - ha detto don Ciotti in una nota - dove e' in gioco la credibilita' e la coerenza del nostro paese. La prima mafia da combattere e' quella delle parole, perche' a parole ci sono sempre tutti. Il problema e' dare coerenza tra quello che e' stato scritto sul pacchetto sicurezza e la concretizzazione della realta''.'Da oltre un anno come Libera - ha proseguito Ciotti - parliamo di quinta mafia, un intreccio che unisce cosche, pezzi della politica, colletti bianchi e imprenditoria e Fondi rappresenta lo snodo di questi interessi. Sin dal 1996 il pentito di camorra Carmine Schiavone verbalizzava ai carabinieri con nomi e cognomi l'interesse dei Casalesi sull'agro pontino come ponte per la capitale. Non possiamo piu' parlare di tentativi di infiltrazione. Dobbiamo dare risposte responsabile e coerenti al grande lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine che ha portato ad arresti di persone di grande calibro ma ha anche evidenziato la necessita' di creare la legge-quadro per la lotta alle mafie e di riordinare la materia sulla confisca dei beni per rendere la lotta piu' efficace'. |
MAFIA: CIOTTI, SU COMUNE FONDI IN GIOCO CREDIBILITA' PAESE
(AGI) - Roma, 20 ago. - "La questione del Comune di Fondi e' una questione nazionale dove e' in gioco la credibilita' e la coerenza del nostro paese. La prima mafia da combattere e' quella delle parole, perche' a parole ci sono sempre tutti. Il problema e' dare coerenza tra quello che e' stato scritto sul pacchetto sicurezza e la concretizzazione della realta'". In una nota Luigi Ciotti, presidente di Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, coordinamento di oltre 1500 associazioni, commenta la questione del mancato scioglimento del comune di Fondi. "Da oltre un anno come Libera - prosegue Luigi Ciotti- parliamo di quinta mafia, un intreccio che unisce cosche, pezzi della politica, colletti bianchi ed imprenditoria e Fondi rappresenta la snodo di questi interessi. Sin dal 1996 il pentito di camorra Carmine Schiavone verbalizzava ai carabinieri con nomi e cognomi l'interesse dei casalesi sull'agro pontino come ponte per la capitale. Non possiamo piu' parlare di tentativi di infiltrazione. Dobbiamo dare risposte responsabile e coerenti al grande lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine che ha portato ad arresti di persone di grande calibro' ma ha anche evidenziato la necessita' di creare la legge-quadro per la lotta alle mafie e di riordinare tutta la materia sulla confisca dei beni alla mafia per rendere la lotta piu' efficace". Nel rispetto della memoria e dell'impegno il presidente di Libera ricorda anche l'uccisione del parroco Don Cesare Boschin, che denunciava a Latina l'ecomafia dei rifiuti e che non ha mai visto consegnare alla giustizia i colpevoli: "Chiediamo che si riapra l'inchiesta sulla sua morte, lo dobbiamo alla sua storia, alla sua memoria e ai tanti che nel suo nome proseguono in quel territorio le sue battaglie e le sue denunce."
Dare coerenza su quanto è scritto nel pacchetto sicurezza
Roma, 20 ago. (Apcom) - "La questione del Comune di Fondi è una questione nazionale dove è in gioco la credibilità e la coerenza del nostro paese. La prima mafia da combattere é quella delle parole, perché a parole ci sono sempre tutti. Il problema è dare coerenza tra quello che è stato scritto sul pacchetto sicurezza e la concretizzazione della realtà". Luigi Ciotti, presidente di Libera, associazioni, commenta così la questione del mancato scioglimento del comune di Fondi.
"Da oltre un anno come Libera - prosegue Luigi Ciotti - parliamo di quinta mafia, un intreccio che unisce cosche, pezzi della politica, colletti bianchi ed imprenditoria e Fondi rappresenta la snodo di questi interessi. Sin dal 1996 il pentito di camorra Carmine Schiavone verbalizzava ai carabinieri con nomi e cognomi l'interesse dei casalesi sull'agro pontino come ponte per la capitale. Non possiamo più parlare di tentativi di infiltrazione.
Dobbiamo dare risposte responsabili e coerenti - prosegue - al grande lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine che ha portato ad arresti di persone di grande calibro ma ha anche evidenziato la necessità di creare la legge-quadro per la lotta alle mafie e di riordinare tutta la materia sulla confisca dei beni alla mafia per rendere la lotta più efficace'".
Nel rispetto della memoria e dell'impegno il presidente di Libera ricorda anche l'uccisione del parroco Don Cesare Boschin, che denunciava a Latina l'ecomafia dei rifiuti e che non ha mai visto consegnare alla giustizia i colpevoli: " Chiediamo che si riapra l'inchiesta sulla sua morte, lo dobbiamo alla sua storia, alla sua memoria e ai tanti che nel suo nome proseguono in quel territorio le sue battaglie e le sue denunce".
"Riaprire inchiesta su don Boschin, impegnato contro eco-mafie"
Roma, 20 ago. (Apcom) - La questione del comune di Fondi "è una questione nazionale dove è in gioco la credibilità e la coerenza del nostro paese", secondo don Luigi Ciotti.
"La prima mafia da combattere è quella delle parole, perché a parole ci sono sempre tutti. Il problema è dare coerenza tra quello che è stato scritto sul pacchetto sicurezza e la concretizzazione della realtà", afferma in una nota il presidente di Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, coordinamento di oltre 1500 associazioni. "Da oltre un anno - prosegue Luigi Ciotti - come Libera parliamo di quinta mafia, un intreccio che unisce cosche, pezzi della politica, colletti bianchi ed imprenditoria e Fondi rappresenta la snodo di questi interessi. Sin dal 1996 il pentito di camorra Carmine Schiavone verbalizzava ai carabinieri con nomi e cognomi l'interesse dei casalesi sull'agro pontino come ponte per la capitale. Non possiamo piu' parlare di tentativi di infiltrazione. Dobbiamo dare risposte responsabile e coerenti al grande lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine che ha portato ad arresti di persone di grande calibro' ma ha anche evidenziato la necessita' di creare la legge-quadro per la lotta alle mafie e di riordinare tutta la materia sulla confisca dei beni alla mafia per rendere la lotta piu' efficace".
Il presidente di Libera ricorda anche l'uccisione del parroco Don Cesare Boschin, che denunciava a Latina l'ecomafia dei rifiuti e che non ha mai visto consegnare alla giustizia i colpevoli: "Chiediamo che si riapra l'inchiesta sulla sua morte, lo dobbiamo alla sua storia, alla sua memoria e ai tanti che nel suo nome proseguono in quel territorio le sue battaglie e le sue denunce".
FONDI: CIOTTI (LIBERA), NELLA VICENDA DEL COMUNE IN GIOCO CREDIBILITA' PAESE =
'RIAPRIRE L'INCHIESTA SULLA MORTE DI DON BOSCHIN'
Roma, 20 ago. (Adnkronos) - "La questione del Comune di Fondi e' una questione nazionale dove e' in gioco la credibilita' e la coerenza del nostro Paese. La prima mafia da combattere e' quella delle parole, perche' a parole ci sono sempre tutti. Il problema e' dare coerenza tra quello che e' stato scritto sul pacchetto sicurezza e la concretizzazione nella realta'". Lo afferma, in una nota, Luigi Ciotti, presidente di 'Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie', coordinamento di oltre 1.500 associazioni.
"Da oltre un anno come Libera -prosegue Ciotti- parliamo di quinta mafia, un intreccio che unisce cosche, pezzi della politica, colletti bianchi ed imprenditoria e Fondi rappresenta la snodo di questi interessi. Sin dal 1996 il pentito di camorra Carmine Schiavone verbalizzava ai carabinieri con nomi e cognomi l'interesse dei casalesi sull'agro pontino come ponte per la capitale. Non possiamo piu' parlare di tentativi di infiltrazione. Dobbiamo dare risposte responsabile e coerenti al grande lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine che ha portato ad arresti di persone di grande calibro' ma ha anche evidenziato la necessita' di creare la legge-quadro per la lotta alle mafie e di riordinare tutta la materia sulla confisca dei beni alla mafia per rendere la lotta piu' efficace'".
Il presidente di Libera ricorda anche l'uccisione del parroco Don Cesare Boschin, "che denunciava a Latina l'ecomafia dei rifiuti e che non ha mai visto consegnare alla giustizia i colpevoli", chiedendo che "si riapra l'inchiesta sulla sua morte, lo dobbiamo alla sua storia, alla sua memoria e ai tanti che nel suo nome proseguono in quel territorio le sue battaglie e le sue denunce".
Mafia, Libera: Su Comune di Fondi si gioca credibilita' Paese |
Roma, 20 AGO (Velino) - "La questione del Comune di Fondi e' una questione nazionale dove e' in gioco la credibilita' e la coerenza del nostro paese. La prima mafia da combattere e' quella delle parole, perche' a parole ci sono sempre tutti .Il problema e' dare coerenza tra quello che e' stato scritto sul pacchetto sicurezza e la concretizzazione della realta'". In una nota Luigi Ciotti, presidente di Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, coordinamento di oltre 1.500 associazioni, commenta la questione del mancato scioglimento del comune di Fondi. "Da oltre un anno come Libera - prosegue - parliamo di quinta mafia, un intreccio che unisce cosche, pezzi della politica, colletti bianchi e imprenditoria e Fondi rappresenta la snodo di questi interessi. Sin dal 1996 il pentito di camorra Carmine Schiavone verbalizzava ai carabinieri con nomi e cognomi l'interesse dei casalesi sull'agro pontino come ponte per la capitale. Non possiamo piu' parlare di tentativi di infiltrazione. Dobbiamo dare risposte responsabile e coerenti al grande lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine che ha portato ad arresti di persone di grande calibro ma ha anche evidenziato la necessita' di creare la legge-quadro per la lotta alle mafie e di riordinare tutta la materia sulla confisca dei beni alla mafia per rendere la lotta piu' efficace". Nel rispetto della memoria e dell'impegno il presidente di Libera ricorda anche l'uccisione del parroco don Cesare Boschin, che denunciava a Latina l'ecomafia dei rifiuti e che non ha mai visto consegnare alla giustizia i colpevoli: "Chiediamo che si riapra l'inchiesta sulla sua morte, lo dobbiamo alla sua storia, alla sua memoria e ai tanti che nel suo nome proseguono in quel territorio le sue battaglie e le sue denunce". |
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...