MAFIA: DON CIOTTI A GENITORI DON DIANA, E' MARTIRE GIUSTIZIA
(AGI) - Roma, 4 ago. - Stamattina Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha incontrato nella loro casa di Casal di Principe, Jolanda e Gennaro, i genitori di Don Peppe Diana, il prete ucciso dalla camorra quindici anni fa. "A Jolanda e Gennaro - ha riferito Don Luigi Ciotti, dopo l'incontro - ho ricordato che martirio e testimonianza sono nelle lingue antiche un solo termine. La parola martirio significa testimonianza, non solo di un fatto, ma testimonianza di verita' che non puo' essere negata, taciuta. Don Peppe Diana, come Giovanni Paolo II disse parlando delle vittime delle mafie, e' un martire di giustizia, perche' testimone di testimonianza cristiana e di una responsabilita' civile. Don Peppino - ha proseguito Don Luigi Ciotti - aveva scelto, come dovrebbero fare tutti, la normalita' del bene e del coraggio. Il suo impegno era per illuminare le coscienze".Don Luigi Ciotti poi si e' recato al cimitero sulla tomba di Don Peppe Diana: "a lui - ha raccontato il presidente di Libera - ho sussurrato nel silenzio e nella riflessione della preghiera che continua a vivere in ciascuno di noi e ci accompagna nella faticosa marcia verso la giustizia quella che per un credente si realizza quando si diventa capaci di fedelta' al Vangelo ed alle vite delle persone. Una fedelta' ed un amore per il suo popolo che ha pagato con il martirio. Di quello amore - ha detto Don Luigi Ciotti - dobbiamo essere grati perche' che da quell'esempio siamo stati resi tutti piu' forti e piu' vigili". Prima di incontrare i ragazzi che stanno lavorando sui terreni confiscati ai casalesi, Don Luigi Ciotti, inoltre, ha detto che "per tutti e' necessario un esame coraggioso nella propria coscienza ed un umile atteggiamento di 'conversione' per fare di piu'. Abbiamo bisogno di parole aperte al futuro, di esempi credibili e coerenti, di piu' fatti e meno parole da parte di tutti. Solo se noi facciamo la nostra parte possiamo chiedere agli altri di fare la propria. La credibilita' e l'autorevolezza di un progetto non si misura dalla risonanza pubblica, dall'attenzione mediatica ma dalla sua capacita' di lasciare una traccia duratura nel tempo cosi' come stanno facendo le centinaia di ragazzi provenienti da tutt'Italia che da settimane e per tutta l'estate stanno lavorando nelle terre di Don Peppe Diana per percorrere insieme la strada verso la cooperativa 'Le terre di don Peppe Diana-Libera Terra' che sui terreni confiscati ai casalesi produrra' la mozzarella della legalita'".
Dal suo esempio tutti resi più forti e vigili
Roma, 4 ago. (Apcom) - Stamattina Don Luigi Ciotti, presidente di 'Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie', ha incontrato nella loro casa di Casal di Principe, Jolanda e Gennaro, i genitori di Don Peppe Diana, il prete ucciso dalla camorra quindici anni fa."A Jolanda e Gennaro - ha riferito Don Luigi Ciotti, dopo l'incontro - ho ricordato che martirio e testimonianza sono nelle lingue antiche un solo termine. La parola martirio significa testimonianza, non solo di un fatto, ma testimonianza di verità che non può essere negata, taciuta. Don Peppe Diana come Giovanni Paolo II disse parlando delle vittime delle mafie è un martire di giustizia, perché testimone di testimonianza cristiana e di una responsabilità civile. Don Peppino aveva scelto , come dovrebbero fare tutti, la normalità del bene e del coraggio. Il suo impegno era per illuminare le coscienze".Don Luigi Ciotti poi si è recato al cimitero sulla Tomba di Don Peppe Diana. " A lui - ha continuato il presidente di Libera - ho sussurrato nel silenzio e nella riflessione della preghiera che continua a vivere in ciascuno di noi e ci accompagna nella faticosa marcia verso la giustizia quella che per un credente si realizza quando si diventa capaci di fedeltà al Vangelo ed alle vite delle persone. Una fedeltà ed un amore per il suo popolo che ha pagato con il martirio. Di quell'amore dobbiamo essere grati perché che da quell'esempio siamo stati resi tutti più forti e più vigili".Prima di incontrare i ragazzi che stanno lavorando sui terreni confiscati ai casalesi, Don Luigi Ciotti ha detto che "per tutti è necessario un esame coraggioso nella propria coscienza ed un umile atteggiamento di 'conversione' per fare di più. Abbiamo bisogno di parole aperte al futuro, di esempi credibili e coerenti, di più fatti e meno parole da parte di tutti. Solo se noi facciamo la nostra parte possiamo chiedere agli altri di fare la propria. La credibilità e l'autorevolezza di un progetto non si misura dalla risonanza pubblica, dall'attenzione mediatica ma dalla sua capacità di lasciare una traccia duratura nel tempo così come stanno facendo le centinaia di ragazzi provenienti da tutt'Italia che da settimane e per tutta l'estate stanno lavorando nelle terre di Don Peppe Diana per percorrere insieme la strada verso la cooperativa 'Le terre di don Peppe Diana-Libera Terra' che sui terreni confiscati ai casalesi produrrà la mozzarella della legalità".
MAFIA: DON CIOTTI, SCUSE PECORELLA SONO MOLTO SIGNIFICATIVE
CASERTA, 4 AGO - Per don Luigi Ciotti, le scuse formulate ai genitori di don Peppe Diana dall'onorevole Gaetano Pecorella 'sono particolarmente significative'. Il presidente di Libera questa mattina insieme con altri rappresentanti dell' associazione ha reso visita ai genitori di don Diana e poi si e' recato a pregare sulla tomba del sacerdote.
'Sono importanti le dichiarazioni dell'onorevole Pecorella - ha aggiunto don Ciotti - perche' difficilmente i politici sono disposti a chiedere scusa'.
Don Ciotti rivolto alla mamma di don Peppe ha poi aggiunto: 'Tuo figlio e' un martire. Ed e' un testimone di giustizia, come Giovanni Paolo II defini' il giudice Rosario Livatino, perche' ha capito l'importanza della denuncia e della parola. Un sacerdote che ha amato la sua terra ed il vangelo'.
CAMORRA: DON CIOTTI, ANCHE IL KILLER DI DON DIANA DICE BASTA ALLE CALUNNIE
Torino, 4 ago. -(Adnkronos) - "L'autore materiale dell'assassinio di Don Peppino Diana e' colpito dal fatto che si torni a infangare il nome del sacerdote. E vuol far sapere alla madre della vittima che in quelle calunnie non c'e' nulla di vero". Lo dichiara don Luigi Ciotti in un'intervista a 'Repubblica'. "Ho trovato molto bello - commenta Don Ciotti - che l'autore dell'omicidio abbia deciso di raccontare tutto questo ad un prete, spiegando come quella sera, in quella sacrestia, lo sguardo di don Peppino, l'uomo che stava uccidendo, abbia cambiato per sempre la sua vita".
Tracciando un ritratto di don Peppino, don Ciotti lo ricorda: "Era un sacerdote e basta. Non gli piaceva essere chiamato prete per strada o cose del genere; cercava di saldare la terra con il cielo.
Citava Isaia dicendo 'per amore del mio popolo non taccio', e invitava tutti a salire sui tetti per far risorgere un paese assassinato dalla camorra".
"Quest'oggi - conclude don Ciotti - tornero' nel paese di don Peppino, perche' c'e' una madre che soffre nel veder tornare le calunnie contro il figlio. E' Iolanda Di Tella, la mamma di don Peppino. Quando uccidono un figlio, mi diceva, sparano anche su di te".
DON DIANA: DON CIOTTI SU TOMBA DON PEPPINO, E' UN ESEMPIO
NAPOLI, 4 AGO - 'Cari Jolanda e Gennaro vostro figlio e' un martire di giustizia perche' testimone di testimonianza cristiana e di una responsabilita' civile. Lui aveva scelto, come dovrebbero fare tutti, la normalita' del bene e del coraggio'. Con queste parole don Luigi Ciotti ha salutato i genitori di don Peppino Diana, il prete ammazzato dalla camorra quindici anni fa. Don Ciotti e' poi recato al cimitero sulla tomba del prete anticamorra.
'A Jolanda e Gennaro - ha riferito Don Luigi Ciotti, dopo l'incontro - ho ricordato che martirio e testimonianza sono nelle lingue antiche un solo termine. La parola martirio significa testimonianza, non solo di un fatto, ma testimonianza di verita' che non puo' essere negata, taciuta. Don Peppe Diana come Giovanni Paolo II disse parlando delle vittime delle mafie e' un martire di giustizia, perche' testimone di testimonianza cristiana e di una responsabilita' civile. Don Peppino - ha proseguito il prete - aveva scelto, come dovrebbero fare tutti, la normalita' del bene e del coraggio. Il suo impegno era per illuminare le coscienze'.
Sulla sua tomba - ha continuato il presidente di Libera - 'ho sussurrato, a lui, nel silenzio e nella riflessione della preghiera che continua a vivere in ciascuno di noi e ci accompagna nella faticosa marcia verso la giustizia quella che per un credente si realizza quando si diventa capaci di fedelta' al Vangelo ed alle vite delle persone. Una fedelta' ed un amore per il suo popolo che ha pagato con il martirio. Di quello amore - ha detto Don Luigi Ciotti - dobbiamo essere grati perche' che da quell'esempio siamo stati resi tutti piu' forti e piu' vigili'.
Prima di incontrare i ragazzi che stanno lavorando sui terreni confiscati ai Casales,i don Luigi Ciotti ha detto: 'Per tutti e' necessario un esame coraggioso nella propria coscienza ed un umile atteggiamento di conversione per fare di piu'.
Abbiamo bisogno di parole aperte al futuro, di esempi credibili e coerenti, di piu' fatti e meno parole da parte di tutti. Solo se noi facciamo la nostra parte possiamo chiedere agli altri di fare la propria. La credibilita' e l'autorevolezza di un progetto non si misura dalla risonanza pubblica, dall'attenzione mediatica ma dalla sua capacita' di lasciare una traccia duratura nel tempo cosi' come stanno facendo le centinaia di ragazzi provenienti da tutt'Italia che da settimane e per tutta l'estate stanno lavorando nelle terre di Don Peppe Diana per percorrere insieme la strada verso la cooperativa 'Le terre di don Peppe Diana-Libera Terra' che sui terreni confiscati ai Casalesi produrra' la mozzarella della legalita''. (ANSA).
Mafia, don Ciotti incontra genitori don Peppe Diana
Roma, 04 AGO (Velino) - Stamattina Don Luigi Ciotti, presidente di "Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie", ha incontrato nella loro casa di Casal di Principe, Jolanda e Gennaro i genitori di don Peppe Diana, il prete ucciso dalla camorra quindici anni fa. "A Jolanda e Gennaro - ha riferito don Luigi Ciotti, dopo l'incontro - ho ricordato che martirio e testimonianza sono nelle lingue antiche un solo termine. La parola martirio significa testimonianza, non solo di un fatto, ma testimonianza di verita' che non puo' essere negata, taciuta. don Peppe Diana come Giovanni Paolo II disse parlando delle vittime delle mafie e' un martire di giustizia, perche' testimone di testimonianza cristiana e di una responsabilita' civile. Don Peppino - ha proseguito don Luigi Ciotti- aveva scelto, come dovrebbero fare tutti, la normalita' del bene e del coraggio. Il suo impegno era per illuminare le coscienze".
Mafia, don Ciotti incontra genitori don Peppe Diana
(2) Roma, 04 AGO (Velino) - Ciotti poi si e' recato al cimitero sulla tomba di don Peppe Diana "A lui - ha continuato il presidente di Libera - ho sussurrato nel silenzio e nella riflessione della preghiera che continua a vivere in ciascuno di noi e ci accompagna nella faticosa marcia verso la giustizia quella che per un credente si realizza quando si diventa capaci di fedelta' al Vangelo ed alle vite delle persone. Una fedelta' ed un amore per il suo popolo che ha pagato con il martirio. Di quello amore dobbiamo essere grati perche' che da quell'esempio siamo stati resi tutti piu' forti e piu' vigili". Prima di incontrare i ragazzi che stanno lavorando sui terreni confiscati ai casalesi don Ciotti ha detto "Per tutti e' necessario un esame coraggioso nella propria coscienza e un umile atteggiamento di 'conversione' per fare di piu'".
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Mafia, don Ciotti incontra genitori don Peppe Diana
(3) Roma, 04 AGO (Velino) - "Abbiamo bisogno di parole aperte al futuro - ha aggiunto -, di esempi credibili e coerenti, di piu' fatti e meno parole da parte di tutti. Solo se noi facciamo la nostra parte possiamo chiedere agli altri di fare la propria. La credibilita' e l'autorevolezza di un progetto non si misura dalla risonanza pubblica, dall'attenzione mediatica ma dalla sua capacita' di lasciare una traccia duratura nel tempo cosi' come stanno facendo le centinaia di ragazzi provenienti da tutt'Italia che da settimane e per tutta l'estate stanno lavorando nelle terre di Don Peppe Diana per percorrere insieme la strada verso la cooperativa 'Le terre di don Peppe Diana-Libera Terra' che sui terreni confiscati ai casalesi produrra' la mozzarella della legalita'".
MAFIA: MAMMA DON DIANA, CONTENTA PER SCUSE PECORELLA
(ANSA) - CASERTA, 4 AGO - "Sono molto contenta delle dichiarazioni dell'on. Pecorella e delle scuse che ha ritenuto di presentare neiconfronti di noi genitori di don Peppe. Per tre giorni ho vissutomomenti terribili; tre giorni di inferno. Mi sembrava di essere tornata a quindici anni fa quando mio figlio fu ucciso mentre si preparava ad officiare la Messa e la sua memoria veniva da qualche parte calunniata". Lo ha detto Iolanda Diana, mamma di don Peppe che insieme con il marito, Gennaro ha ricevuto la visita di don Luigi Ciotti e di altro rappresentanti delle associazioni anticamorra. "La dichiarazione dell'on. Pecorella, la visita di don Luigi Ciotti e dei giovani del Comitato don Peppe Diana guidati da Valerio Taglione, che ci è sempre vicino con tanti altri giovani, mi hanno fatto dimenticare gli ultimi tre giorni di inferno", ha aggiunto Iolanda Diana.
MAFIA: DON CIOTTI, SCUSE PECORELLA SONO MOLTO SIGNIFICATIVE
(ANSA) - CASERTA, 4 AGO - Per don Luigi Ciotti, le scuse formulate ai genitori di don Peppe Diana dall'onorevole Gaetano Pecorella "sonoparticolarmente significative". Il presidente di Libera questa mattina insieme con altri rappresentanti dell' associazione ha reso visita ai genitori di don Diana e poi si è recato a pregare sulla tomba del sacerdote. "Sono importanti le dichiarazioni dell'onorevole Pecorella - ha aggiunto don Ciotti - perché difficilmente i politici sono disposti a chiedere scusa". Don Ciotti rivolto alla mamma di don Peppe ha poi aggiunto: "Tuo figlio è un martire. Ed è un testimone di giustizia, come Giovanni Paolo II definì il giudice Rosario Livatino, perché ha capito l'importanza della denuncia e della parola. Un sacerdote che ha amato la sua terra ed il vangelo".
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...