Cristina, Vera, Daniela, Giannina, Patricia, Edith, sono solo alcuni dei tanti nomi accolti nella nostra comunità in tanti anni di servizio; Romania, Bulgaria, Nigeria, Ucraina, alcuni dei Paesi dai quali sono venute via fuggendo dalla miseria, dalle guerre, dalle malattie.
Le abbiamo accolte senza guardare il colore della pelle e senza attardarci sulle differenze culturali, nella consapevolezza di provenire tutti dalla stessa radice, la Terra, e di appartenere tutti allo stesso Cielo; e se poi questo Cielo lo preghiamo usando parole diverse e lo chiamiamo con nomi differenti, tutto ciò per noi ha solo una ricchezza che ci parla del meraviglioso arcobaleno che abita questa terra.
E invece nel corso dei secoli qualcuno lo ha sporcato, questo arcobaleno; lo ha violentato e ridotto a miseria, costringendo spesso tutti quei colori diversi dal nostro a sbiadirsi pur di fuggire da quei conflitti e da quelle povertà causate dall'opulenta violenza dei nostri mondi e dal mercato criminale delle nostre civiltà.
Loro, che sono di tanti colori, fuggono dai loro Paesi ma alla fine cercano rifugio in quella stessa civiltà che dalle loro parti ha provocato povertà e distruzione. Questa civiltà, che pensa di essere l'unico colore al mondo, dopo aver impoverito quei Paesi li respinge, li chiama clandestini dopo averli privati di una qualunque terra, ed infine il nostro Governo li dichiara delinquenti perchè clandestini. Quelle ragazze clandestine che abbiamo ricordato, oggi non sarebbero mamme e mogli, e non lavorerebbero regolarmente se noi non le avessimo accolte e accompagnate. Stanchi e indignati da un Governo che sempre più conferma di non interessarsi alla fatica della povera gente ma di coprire solo le vicende personali del proprio Presidente, rifacendoci alle parole di don Lorenzo Milani anche noi affermiamo che "l'obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, e che nessuno creda di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si senta ognuno l'unico responsabile di tutto".
Profondamente convinti inoltre, che come credenti non possiamo respingere Dio che vive in ogni uomo e in ogni donna, soprattutto se poveri e sofferenti, seguiamo invece Pietro l'Apostolo che invita "ad obbedire a Dio piuttosto che agli uomini" (Atti 5,29). Per questo motivo gridiamo ad alta voce che intendiamo disobbedire a quanto stabilisce questa scellerata legge in tema di immigrazione.
don Marcello Cozzi
Presidente Ce.St.Ri.M. Onlus - "Centro studi e ricerche sulle realtà meridionali"
Referente Libera Basilicata
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