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Foro Regionale in El Salvador per un' 'effettiva inclusione sociale dei giovani e adolescenti in conflitto con la legge' nei paesi del Centroamerica

Una ricerca sull'inclusione sociale di giovani e adolescenti in situazione di conflitto con la legge penale nei paesi del SICA (Sistema de la Integraciˇn Centroamericana - sistema di integrazione regionale centroamericana, di cui fanno parte Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panamß) sarÓ presentata da Libera e Antigone durante il il Foro Regionale (con focus il centroamerica) in corso di svolgimento fino all'8 settembre a San Salvador, in El Salvador. La ricerca dal titolo "Diagnˇstico y Lineamientos para una Efectiva Inserciˇn Social de Adolescentes y Jˇvenes en conflicto con la Ley Penal en los paÝses del SICA" promuove una mappatura qualificata e classificazione di Centri di Attenzione, Reabilitazione e Reinserzione per i minori e giovani privati di libertÓ nei paesi del SICA. Grazie infatti al supporto del Banco Interamericano del Desarrollo, in collaborazione con l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo,  il progetto rappresenta una delle tante attivitÓ portate avanti da Libera in America Latina attraverso la Red ALAS (AmŔrica Latina Alternativa Social).

Non vi sono numeri esatti sul fenomeno delle cosidette 'maras' e 'pandillas' latinoamericane, ma si stima che nel continente americano siano tra i 100.000 e i 140.000 gli affiliati, principalmente giovani e ragazzini (l'affiliazione pu˛ cominciare dagli 11 anni). Nel contesto dell'America Centrale e del Caribe, il numero si stima sia di 70.000 membri, secondo i dati della polizia. I paesi del SICA in cui questi gruppi sono pi¨ presenti sono Honduras, Guatemala e El Salvador.

I due gruppi pi¨ radicati e gli unici con una struttura sopranazionale che arriva anche in Europa sono il Barrio 18 e la Mara Salvatrucha (MS-13), anche se ogni paese ha delle sue specifiche gang con un proprio nome e proprie simbologie. Nei 4 dei 7 Paesi coinvolti (nel cosidetto triangolo nord di Honduras, Guatemala e El Salvador - includendo anche Panama) Ŕ detenuto pi¨ del 50% del totale delle persone private della libertÓ.

Con il progetto, oltre a mappare ed identificare il fenomeno delle pandillas e delle maras, attraverso l'analisi delle strutture in cui questi giovani vengono detenuti, si vuole proporre un'alternativa concreta in tema di 'sicurezza pubblica', dando prioritÓ alle politiche sociali ed al ruolo fondamentale della societÓ civile.

E' necessaria quindi un'interconnessione tra 'buona politica' e 'associazioni', senza dimenticare il ruolo delle aziende trasparenti. Per questo si propone un progetto pilota che segue il principio secondo il quale 'il reinserimento sociale dell'individuo richiede un'azione educativa sia verso l'individuo sia verso la comunitÓ." Un obiettivo che sta portando avanti la rete ALAS promossa da LIBERA, che ha avviato percorsi in America Latina per la costituzione di una rete transnazionale della societÓ civile. Nel progetto pilota, attraverso un network di associazioni, 'cooperative sociali', fondazioni, imprese benefiche e figure istituzionali, si vogliono creare spazi che accolgano i giovani in esperienze occupazionali ad hoc, per un reinserimento diretto nella societÓ attraverso il lavoro. In particolare si pensa a imprese tessili, cooperative, realtÓ in cui il giovane possa inserirsi completamente, e dal lavoro ricostruire un tessuto relazionale, valoriale, ed un nuovo percorso di vita personale.

Il progetto - che sarÓ presentato durante il Foro Regionale dal 5 all'8 settembre - durerÓ 12 mesi e vedrÓ coinvolti 100 ragazzi detenuti in Centroamerica che, a prescindere dal delitto commesso, saranno accompagnati in questo percorso di reinserimento nella societÓ. 

Un progetto che mira a diventare un modello replicabile in altre realtÓ e contesti - come giÓ portato avanti anche da LIBERA a livello italiano, grazie all'esperienza ed all'approfondimento di questa prima mappatura, ridando fiducia a molti giovani ed alla societÓ che li accoglie.

 

Comunicati

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