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Libera al fianco di Tiberio ed Enza

Lo scorso 9 giugno, a Tiberio ed Enza Bentivoglio, è stata recapitata una busta contenente numerosi pallettoni di piombo e una lettera con minacce di morte scritta in dialetto calabrese. È stata Enza, intorno alle ore 13, poco prima della chiusura del negozio situato sul Corso Vittorio Emanuele III, ad aprire la busta contenente l'ennesima gravissima minaccia. Parole dure, violente che ancora una volta hanno turbato la vita di Enza, Tiberio e dei loro cari. Frasi e oggetti simbolici che sono frutto di una logica mafiosa, perversa e criminale. Agli attimi di sconforto e smarrimento, assolutamente comprensibili, Tiberio ed Enza, hanno fatto seguire l'ennesima dettagliata e decisa denuncia. Libera insieme alla rete ReggioLiberaReggio, continueranno con determinazione a condividere e sostenere concretamente la resistenza di Enza e Tiberio . Non li lasciamo soli con corresponsabilità cammineremo insieme per la ricerca della verita' e giustizia. Rinnoviamo la nostra gratitudine e fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine, della magistratura e degli uomini e donne delle istituzioni che in questi anni di lotta e di grande fatica hanno assicurato il loro prezioso servizio ai nostri amici e a tutta la comunità reggina e calabrese. 
Siamo certi che questo ulteriore tentativo di scoraggiare e intimidire la chiara scelta di vita di Enza e Tiberio fallirà come quelli precedenti. Confidiamo nel coinvolgimento dei reggini onesti e liberi e nella loro scelta di sostenere con i fatti l'attività della Sanitaria SantElia. Solo così faremo capire ai criminali che la loro strategia è perdente e non ha futuro.

Comunicati

  1. Libera su sentenza processo Mafia Capitale

    Una sentenza che va rispettata ma che ci lasci perplessi, attendiamo di leggere le motivazioni.  Le carte processuali e le intercettazioni trascritte, al di là della sentenza, raccontano di una Capitale con ferite profonde, dove la corruzione, il mercimonio della cosa pubblica, una criminalità violenta e predatoria,  ha inquinato e condizionato il tessuto sociale, politico ed economico.

  2. Borsellino: Don Ciotti, serve coraggio da parte istituzioni

    "La prima eredita' che ci ha lasciato Paolo Borsellino e' il coraggio della verita' ma anche il dovere della verita' che dobbiamo cercare tutti. La testimonianza che ha dato Borsellino di impegno e responsabilita' nella sua professione e' importante, oggi non si chiede solo una lettura giudiziaria ma si chiede di approfondire anche le responsabilita' politiche che ci sono state. Oggi piu' che mai occorre che a parlare siano uomini delle istituzioni, dando un loro contributo alla ricerca della verita'". Lo ha detto don Luigi Ciotti, a margine delle iniziative in corso in via D'Amelio per ricordare la strage del 19 luglio di 25 anni.

  3. Calabria: La memoria non va in vacanza

    Si sta avvicinando il 22 luglio, data simbolo in cui Libera promuove "I Sentieri della Memoria", oggi alla sua quattordicesima edizione. Una marcia fino a Pietra Cappa, nel cuore dell'Aspromonte e nel comune di San Luca, per ricordare Lollò Cartisano e tutte le vittime innocenti della 'ndrangheta.