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Libera e la responsabilità della memoria

Da oltre ventuno anni Libera cerca e raccoglie le storie delle vittime innocenti delle mafie, accompagnando i familiari nell' incontrarsi, nel riconoscersi e nel camminare insieme nel percorso di emersione dal dolore. Grazie alle generose testimonianze dei familiari, in questi anni Libera ha raccolto un patrimonio prezioso di storie, dal valore etico, storico e sociale, inestimabile. Non si tratta solo di storie individuali o familiari: sono le storie dei nostri territori che, riunite insieme, raccontano un pezzo di Storia del nostro Paese.

 Con questo spirito Libera vuole rafforzare la propria responsabilità della memoria e presenta Vivi, un archivio multimediale, aperto e accessibile a tutti, dove sono raccolte tutte le storie delle vittime innocenti delle mafie. Un album collettivo in cui ritrovare la memoria dei propri territori.

L'archivio si comporrà di diverse sezioni, ciascuno strettamente legata all'altra. La navigazione potrà prendere avvio dall'elenco dei nomi da non dimenticare, perché è dall'idea di un elenco completo, su cui lavorare quotidianamente che è nato l'impegno di Libera nella memoria. L'elenco sarà consultabile in ordine cronologico o alfabetico, e che fornirà le prime informazioni più essenziali. 

Le altre sezioni del sito conterranno dunque dati, mappe e informazioni: La mappa dell'impegno, una cartina dell'Italia dove poter conoscere presidi di Libera, cooperative, beni confiscati e tutti i luoghi dedicati alla memoria di una delle vittime innocenti; I numeri della memoria, infografiche e grafici, modificabili dall'utente stesso a seconda dei criteri di ricerca desiderati, utili per una visione d'insieme; 21 marzo, una rassegna con tutte le edizioni della Giornata della memoria e dell'impegno a partire dal 1996, corredata dai manifesti e dalle foto delle manifestazioni.

 
 

Comunicati

  1. Libera su omicidi a San Marco in Lamis (Foggia)

    L'agguato del 9 agosto è la dimostrazione che siamo davanti una guerra criminale, feroce e violenta, una guerra in atto da tempo ma sottovalutata. Foggia, la Capitanata , il Gargano sono teatro di di una lunga scia di sangue che confermano ulteriormente una presenza mafiosa violenta e ben radicata nel territorio.

  2. Don Ciotti, necessario politica torni parlare con le persone

    Perche' la democrazia torni a essere "potere del popolo" e' necessario che la politica torni a parlare con le persone e non alle persone. E necessario che agisca con loro, non al loro posto". Cosi' don Luigi Ciotti, presidente di Libera, a margine di un incontro a Rispescia (Grosseto) dove e' in corso Festambiente.

  3. La rivolta delle donne, una crepa nelle mafie

    I momenti di silenzio e di preghiera, la riflessione e l'attenzione ai segni di speranza non possono andare in ferie. Tanto più se quei segni annunciano possibili svolte e cambiamenti, conquiste o riconquiste di civiltà. Nel mondo chiuso e violento delle mafie sta avvenendo un fatto nuovo e potenzialmente di-rompente: la rivolta delle donne, la presa di coscienza dei giovani. Leggi l'editoriale di don Luigi Ciotti sul numero 32 di Famiglia Cristiana