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Nasce la rete Numeri Pari | Rassegna stampa

 

Povertà: basta disuguaglianze, al via rete "Numeri Pari'
"
Roma - Istituire in Italia un reddito di dignità, "superando lo 'spezzatino' delle tante ma insufficienti, a volte contraddittorie, misure assistenziali"; raggiungere l'obiettivo di "sfratti zero" per "un impegno nel contrasto delle nuove povertà"; consentire alla spesa sociale di rimanere fuori dal patto di stabilità; ripartire da un'economia a dimensione locale e garantire attenzione ai migranti. Sono alcuni degli obiettivi della neonata rete contro le disuguaglianze, per la giustizia sociale e la dignità "Numeri pari", presentata oggi a Roma. L'impegno delle rete, promossa da Gruppo Abele, Libera, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza e Rete della Conoscenza, sarà "rafforzare l'azione tra 'eguali' nei territori, costruendo iniziative locali che uniscano tutte le forze delle diverse organizzazioni e dei cittadini, dando luogo a significative sperimentazioni per un effettivo welfare municipale". La rete, ha osservato don Armando Zappolini, portavoce di Numeri Pari assieme a Leopoldo Grosso, è "una reazione dal basso, che vuole dare visibilità alle tante iniziative avviate per aiutare le persone, e una denuncia forte all'opinione pubblica e alla politica, che sembrano essersi distratte di fronte al dramma di milioni di persone" in povertà. "Mettiamoci due a due accanto, cominciamo a denunciare e a costruire storie e a dire che ci deve essere un futuro possibile, non si può pensare che il mondo possa resistere ancora in questo modo senza esplodere in una reazione devastante e incontrollata". "Questa è un'iniziativa di solidarietà a livello locale - ha aggiunto Grosso - il nodo sarà sul Sostegno inclusione attiva", da cui, secondo la rete, bisogna ripartire. "E' il noi che vince - ha concluso don Luigi Ciotti, presidente di Libera - per un'azione sociale è necessario unire le nostre forze. Dobbiamo essere un pungolo propositivo perchè la politica faccia la propria parte". Alla rete, è stato spiegato durante l'incontro , stanno aderendo centinaia di organizzazioni sociali in tutta Italia. Numeri Pari si articola in nodi territoriali, che portano avanti l'attività della rete a livello locale. "Questa rete non ha nessuna etichetta - ha insistito don Ciotti - nessuno ci può mettere il cappello sopra, deve essere libera".

Povertà: don Ciotti, c'è stato divorzio tra politica ed etica
Roma - "Politica è etica, ma c'è stato un divorzio, dobbiamo recuperare questa forza e dimensione. Dobbiamo recuperare molta umanità nei nostri servizi, nelle nostre realtà e nei nostri rapporti; recuperi anche la politica un'attenzione" verso la marginalità. "Solo mettendoci nei panni degli altri riusciamo a costruire delle politiche che siano a servizio degli altri". Lo ha detto il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, alla presentazione, oggi a Roma, della rete contro le disuguaglianze "Numeri pari", ricordando che "la nostra società viaggia su una doppia corsia, dove il ricco è sempre più ricco e la fascia dell'esclusione" si allarga. Don Ciotti ha quindi invitato tutti ad "alzare la voce quando altri scelgono il prudente silenzio" e ha ricordato che "se oggi i diritti sono così deboli, non è solo a causa di chi li attacca ma anche di chi li ha difesi troppo fiaccamente: qualcosa di più si poteva fare". In questi anni, ha concluso, "non ho sentito delle voci ferme contro i muri, ho sentito commuoversi tante volte quando i barconi andavano giù ma poi quanta indifferenze e delega. Non ho sentito voci forti e chiare sui 4,6 milioni di persone che vivono in povertà assoluta e sono disperate. Bisogna che uno si fermi e si interroghi".

 
 

Comunicati

  1. Libera su sentenza processo Mafia Capitale

    Una sentenza che va rispettata ma che ci lasci perplessi, attendiamo di leggere le motivazioni.  Le carte processuali e le intercettazioni trascritte, al di là della sentenza, raccontano di una Capitale con ferite profonde, dove la corruzione, il mercimonio della cosa pubblica, una criminalità violenta e predatoria,  ha inquinato e condizionato il tessuto sociale, politico ed economico.

  2. Borsellino: Don Ciotti, serve coraggio da parte istituzioni

    "La prima eredita' che ci ha lasciato Paolo Borsellino e' il coraggio della verita' ma anche il dovere della verita' che dobbiamo cercare tutti. La testimonianza che ha dato Borsellino di impegno e responsabilita' nella sua professione e' importante, oggi non si chiede solo una lettura giudiziaria ma si chiede di approfondire anche le responsabilita' politiche che ci sono state. Oggi piu' che mai occorre che a parlare siano uomini delle istituzioni, dando un loro contributo alla ricerca della verita'". Lo ha detto don Luigi Ciotti, a margine delle iniziative in corso in via D'Amelio per ricordare la strage del 19 luglio di 25 anni.

  3. Calabria: La memoria non va in vacanza

    Si sta avvicinando il 22 luglio, data simbolo in cui Libera promuove "I Sentieri della Memoria", oggi alla sua quattordicesima edizione. Una marcia fino a Pietra Cappa, nel cuore dell'Aspromonte e nel comune di San Luca, per ricordare Lollò Cartisano e tutte le vittime innocenti della 'ndrangheta.