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Brasile: Seconda parte del diario fotografico di Giramondi & Atrevete!Mundo

Dal 23 aprile al 6 maggio 2016 in Brasile è svolto Giramondi &  Atrevete!Mundo  - I Viaggi della Memoria e dell'Impegno di Libera. Ecco il diario fotografico delle giornate a Salvador de Bahia dei volontari.

Qui la prima parte del diario fotografico

Con tante valigie, la voglia di conoscere nuove realtà e l'immancabile "saudade" per Rio de Janeiro, Atrevete!Mundo e Giramondi sono arrivati a Salvador de Bahia, nel nord del Brasile. Sào Salvador da Bahia de Todos Os Santos (questo è il nome completo) fu scoperta da Amerigo Vespucci nel 1501. E' stata la prima capitale brasiliana, per poi cedere il posto a Rio nel 1763 (che a sua volta ha lasciato il posto a Brasilia nel 1960). La popolazione è per il 90% circa, di origine africana e amerinda, tre milioni e mezzo di persone, su un totale di quattro milioni. La capitale dello stato di Bahia è oggi la perfetta sintesi della "città globale" dei nostri tempi: una maggioranza di persone che vive ai margini di un progreso, presentato come obiettivo primo del genere umano, e una minoranza di privilegiati che, da questa stortura, trae i massimi benefici possibili.
I ragazzi di Atrevete!Mundo per capire meglio tutto questo venerdì mattina, dopo un lungo viaggio con bus e metro, sono arrivati alla Creche escolar da fraternidade ( asilo scolastico della fraternitá) nel quartiere Amaralina, nella periferia di Salvador de Bahia. "Bom dia!"- Piccoli sorrisi e occhi curiosi ci guardano dalle finestre della scuola. Questo asilo accoglie tutti i giorni 95 bambini del quartiere, dai 2 ai 6 anni. Il direttore Adalberto ci spiega che il Nordeste Amaralina é caratterizzato da una situazione socio-economica complicata: vi è infatti una forte presenza di criminalità, soprattutto gestita dal traffico di droga. Il lavoro della scuola, quindi, oltre alla formazione e assistenza dei bambini, é di mediazione con il territorio e di sostegno alle famiglie, alcune di loro in grave situazione economica.

Le giornate a Rio De Janeiro

Anche la città di Salvador de Bahia è contornata da favelas, più o meno grandi, che si susseguono dal centro città fino a fuori dai confini cittadini, dove la "favela" diventa "periferia": nel contesto periferico, a differenza spesso delle vere e proprie favela, sono presenti i servizi basici ed i negozi per ogni necessità, ma la situazione socio-economia rimane molto difficile, ed è qui, dove lo stato è altrettanto assente, che si insedia il controllo criminale che detta confini, regole e condizione sociale delle persone.

 
 
 

Al pomeriggio altri occhi curiosi ci hanno accolti: i bambini dell' Instituição Beneficente Conceição Macêdo sono stati infatti altrettanto felici di vederci arrivare.Questa organizzazione, nata nel 1989, si occupa della promozione della salute, prevenzione e assistenza alle famiglie e alle persone che vivono e convivono con l'AIDS. 
Alfredo Dorea, nostra guida a Salvador ed anche uno dei responsabili della struttura, ci spiega che, oltre ad occuparsi degli 84 bambini dai 2 ai 6 anni grazie ad un asilo creato ad hoc, nella sede di IBCM si occupano di: sensibilizzazione del territorio su questi temi, accoglienza diretta delle persone a rischio, sportello di ascolto per categorie svantaggiate, inserimento lavorativo per adolescenti e ragazzi svantaggiati, e programmi di protezione per bambini ed adolescenti minacciati di morte.

Sabato siamo stati di nuovo in periferia per andare a visitare la comunità Las Pérlas de Cristo per bambini ed adolescenti orfani o vittime di violenza. Ad accoglierci una delle assistenti sociali con Ceci, una ragazza della comunità che parla italiano: insieme a loro abbiamo visitato i vari spazi del progetto, immenso nel verde e con il mare appena fuori dai grossi cancelli d'entrata. La struttura comprende alcune abitazioni condivise, in cui ragazzi della stessa età e dello stesso sesso vivono insieme, seguiti da educatori ed inseriti in varie attività durante la giornata. Oltre allo sport ed ai laboratori artistici, i ragazzi sono protagonisti di corsi di formazione per il futuro inserimento lavorativo, ma la cosa più importante è che qui hanno trovato una vera famiglia. 

 
 
 

Lunedì il gruppo Atrevete!Mundo si é diviso in due gruppi per mettersi a disposizione dei due asili di  Instituição Beneficente Conceição Macêdo e la Creche Escolar da Fraternidade, già visitate nei giorni precedenti. Con le maestre ed i bambini, nonostante la difficoltà della lingua, abbiamo potuto condividere una giornata di giochi e insegnamenti preziosi, che ci hanno dato lo spessore del duro lavoro che si fa qui tutti i giorni. L'affetto incondizionato che abbiamo ricevuto non è infatti cosa secondaria: i bambini molto spesso provengono da situazioni familiari difficili e violente, e quindi ricercano spesso il contatto fisico che a casa non ricevono. 

Anche il gruppo Giramondi ha visitato l'Instituição Beneficente Conceição Macêdo. Durante la mattinata ha quindi condiviso con Conceição Macêdo, la presidente, e Alfredo, il racconto dell' esperienza ventennale dell'organizzazione che lavora in particolar modo per la cura e l'inserimento sociale dei figli di prostitute, sieropositivi, ragazzi transessuali, omosessuali, orfani e che stanno seguendo percorsi alternativi al carcere. Al momento sono in totale circa 370 i ragazzi seguiti ed accompagnati attraverso scuole di formazione e apprendistato per poi essere inseriti nel mondo del lavoro.

 
 
 

Sabato il gruppo Giramondi ha visitato Obras Sociais Irmã Dulce, un progetto che comprende decine di strutture con diverse destinazioni a fini sociali, ed in particolare il Centro di accoglienza per persone con deficit psicomotori (CAPD). Abbiamo visitato tutti i reparti del centro, accompagnati da Edoardo - uno degli operatori del centro - che ci ha spiegato che alcuni dei pazienti si trovano li da quando erano piccoli, perchè abbandonati o in situazioni di grave difficoltá economica. Nel centro ci sono attualmente piú di 60 ospiti. Questo posto, nonostante la sofferenza che racchiude, ci ha mostrato la dimensione umana con una grande attenzione e rispetto per la situazione di queste persone. 

 
 
 

Giramondi e Atrevete!Mundo si sono riuniti domenica per condividere la serata e vedere lo spettacolo di trasformisti e transessuali nelle strade del quartiere di Barra. A differenza di alcuni anni fa ora questi spettacoli in strada sono molto sentiti dalla comunità trans e omosessuale della città, ed oltre ai bianchi anche la comunità nera vi partecipa. Questo tipo di iniziative non sono solo un momento di condivisione ma una vera manifestazione per proclamare i propri diritti e le proprie volontà, una riaffermazione della dignità di queste persone. Durante la serata, il pubblico viene inoltre sensibilizzato sui temi di educazione sessuale e sulle malattie sessualmente trasmissibili, anche distribuendo gratuitamente contraccettivi alle persone presenti. 

 
 
 

Con la presidente Risalva F. Cotrim Telles di Fundaçao Cidade Mae, nel quartiero Ingenho Velho, a Brotas, Giramondi ha incontrato una nuova e dinamica realtá del luogo. In un quartiere degradato e di forte presenza di spaccio di droga, nel 2013 é nata infatti quest'organizzazione in rete: nelle sue tredici sedi segue oltre 2700 giovani con la finalitá di formarli con l'apprendistato, senza distinzioni e differenze sull'origine e la storia personale dei ragazzi. Durante l'apprendistato i giovani partecipano anche ad attivitá artistiche tra cui la realizzazione di lavori con materiali di riciclo e la capoeira. Alcuni di loro già collaborano con imprese nazionali che acquistano le loro opere d'artigianato ed aiutano i giovani a sviluppare la loro attivitá personale. All'interno vi sono poi anche una scuola di danza, una di capoeira appunto e un'orchestra di birimbao. Oltre ai ragazzi, la fondazione coinvolge anche le famiglie nelle varie attivitá: hanno creato cosi' una rete di protezione familiare che si rivolge sia ad aspetti culturali sia ad aspetti socio~sanitari. 

 
 
 
 

A Salvador oggi diluvia ma non perdiamo tempo. Visti gli impedimenti metereologici, insieme ad Alfredo, che oltre a essere il nostro riferimento e di IBCM, è studioso di dialogo interreligioso, abbiamo deciso di approfondire il culto del Candomblé. Partendo dalle origini storiche delle tradizioni spirituali che oggi accompagnano questa religione, attraverso i racconti del traffico degli schiavi neri che venivano catturati e portati in America Latina, abbiamo potuto conoscerne alcuni degli aspetti peculiari: l'accoglienza del prossimo senza distinzione, l'importanza della Madre Terra e dei suoi fenomeni naturali, il valore della comunitá che diventa riferimento anche oltre la religiositá condivisa. Affascinati dal Candomblé, aspettiamo domani per partecipare ad un rito tipico di Bahia: la Umbanda.

 
 
 

Nei giorni 4 e 5 Maggio, Libera e le organizzazioni locali con a capo l'IBCM, hanno organizzato il primo incontro per la creazione di una sezione brasiliana di ALAS - AMÉRICA LATINA ALTERNATIVA SOCIAL - BRASALAS. L'incontro ha avuto come fine quello di creare un'integrazione di iniziative sociali e politiche volte al contrasto delle pratiche e di una mentalità mafiosa che, nella cornice del l'illegalità ma anche di un'apparente legalità, provocano violazioni dei diritti umani e di cittadinanza. In Brasile infatti esistono diverse prospettive di risposta alle emergenze sociali: da un lato i movimenti sociali denunciano, criticano e portano avanti rivendicazioni, dall'altro una tradizione conservatrice si appropria delle risorse pubbliche attraverso dei gruppi che alimentano la disuguaglianza sociale e operano per mantenere i diritti fondamentali inaccessibili alla maggioranza. Tale modalità è considerata come un'agire mafioso di larga diffusione dagli stessi partecipanti all'incontro. E' stato considerato necessario rafforzare e ampliare i meccanismi locali di protezione degli attivisti/e per i diritti umani; inoltre, l'obiettivo è il potenziamento della lotta quotidiana di questi queste organizzazioni per la garanzia dei diritti umani e di politiche adeguate. All'incontro si è deciso di creare gruppi regionali brasiliani di dibattito, formazione e di azione che confluiscano in un Forum Nazionale BRASALAS.

Subito dopo abbiamo incontrato la Comunita´della trinita´, anche questa con sede in una chiesa del 1600, con Jacqueline, una suora missionaria francescana. La comunità opera da 15 anni, ed é stata fondata da Enrique, un ex abitante de la calle di origine francese. Negli ultimi 8 anni le due comunità lavorano insieme, accogliendo persone che nel primo caso hanno già  completato un percorso di recupero da dipendenza da alcool o droghe, e che nel secondo, vengono formati ed accompagnati nel reinserimento nella società . Presso la Comunitá gli ospiti imparano un mestiere fino a diventare autosufficienti e a trovare un lavoro stabile che consenta loro di lasciare la struttura, rimanendo sempre in contatto con il luogo che gli ha accolti, ma ritornando pienamente a dare dignità al loro vissuto

 
 
 

Per la seconda giornata di Brasalas, prima di cominciare, siamo stati accolti con lo spettacolo di danza dei ragazzi dell' associazione Cidade Mae, già incontrata nei giorni scorsi, e che utilizza il linguaggio del corpo come strumento di sostegno per offrire un'alternativa alle complesse situazioni del loro quartiere,  valorizzando i loro talenti. Attraverso l'educazione informale si costruiscono così nuove speranze per ragazzi e ragazze che provengono da situazioni di grossa difficoltà economica e sociale. Ed il nostro applauso e tutto per loro.

Nel pomeriggio con Giramondi abbiamo incontrato Fernanda, una delle volontarie dell´Università portoghese di Salvador, nel quartiere di Pituba, dove, presso la Facoltà di Scienza dell'amministrazione, col Progetto "Adolescentes Aprendiz", molti giovani daí 14 ai 24 anni possono seguire corsi di apprendistato in materie di gestione amministrativa con un tirocínio formativo presso diverse imprese partner del progetto stesso. Alcuni di loro, al termine del corso vengono assunti stabilmente.

 
 
 

Ultima mattinata a Salvador de Bahia e dopo la colazione bahiana, cogliamo l'occasione per condividere sensazioni, ricordi, emozioni cercando di capire come portare quest'esperienza nei nostri territori, facendo tesoro di tutto cio' che abbiamo appreso. 
Quello che sta avvenendo in Brasile è una specie di processo di "apartheid silenziosa" che, senza bisogno di divieti ufficiali, sta tracciando una dicotomia netta nella popolazione, tutta basata sul possesso del denaro. Siamo noi, viaggiatori di questo tempo, a non dover girare la faccia una volta tornati a casa. Abbiamo il dovere di approfondire ed essere primi testimoni di questo lindo Pais. E con sottofondo musicale di Arturo Paoli andiamo a riempire le nostre valigie.
 
"Caminheiro caminheiro
Não existe o caminho
Passo a passo
Pouco a pouco
O caminho se faz"

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    Articolo di Antonio Maria Mira su  Avvenire | 19 febbraio 2017

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    Intervista a don Luigi Ciotti di Giacomo Russo Spena su Micromega.