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Vivi. 21 marzo 1996-2016

20 anni Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Se essi sono morti è perché noi tutti non siamo stati vivi: non abbiamo vigilato, non ci siamo scandalizzati dell'ingiustizia; non lo abbiamo fatto, non lo abbiamo fatto abbastanza, nella professione, nella vita civile, in quella politica, religiosa.

Una rassegna di testi e fotografie per raccontare i vent'anni della marcia che ogni 21 marzo unisce l'Italia nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie e nella volontà di lottare contro questo sistema di corruzione, illegalità e violenza.

Ritratti, parole, discorsi e immagini: venti sezioni, una per ogni edizione della Giornata della memoria a partire dal 1996. Un libro in onore delle vittime, ma anche dei vivi; di tutti coloro che ogni giorno, al fianco di Libera, mettono la propria vita al servizio della lotta contro le mafie.

 
 

Comunicati

  1. Criminal food, la sfida solidale di Ciotti e Caselli

    "Il settore agroalimentare è contaminato dalla mafia liquida, che proprio come l'acqua s'insinua ovunque, in ogni livello della filiera. Dobbiamo chiudere quei rubinetti". Non è un caso se nello slogan di Slow Food, oltre a buono e pulito ci sia il giusto. Articolo di Noemi Penna su La Stampa | 23 settembre 2016 

  2. Puliamo il Mondo

    "Aderiamo a Puliamo il mondo perché è necessario riscoprire le responsabilità che abbiamo verso la Terra, base della nostra vita e nostra casa comune. Come dice papa Francesco, questione ambientale e questione sociale sono facce di una stessa medaglia. Ecco allora che ripulire il mondo non vuol dire solo liberarlo dalla sporcizia materiale, ma bonificarlo da quel diffuso inquinamento etico che genera disuguaglianze, esclusione, barriere fisiche e culturali" ha dichiarato don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele.

  3. La Provincia di Varese - Don Luigi e la sua forza nella bellezza delle montagne

    Francesco Caielli racconta l'incontro con don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, avvenuto in alta montagna dove "le urla sono ovattate e le differenze sono azzerate dalla bellezza e dalla fatica"