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Vivi. 21 marzo 1996-2016

20 anni Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Se essi sono morti è perché noi tutti non siamo stati vivi: non abbiamo vigilato, non ci siamo scandalizzati dell'ingiustizia; non lo abbiamo fatto, non lo abbiamo fatto abbastanza, nella professione, nella vita civile, in quella politica, religiosa.

Una rassegna di testi e fotografie per raccontare i vent'anni della marcia che ogni 21 marzo unisce l'Italia nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie e nella volontà di lottare contro questo sistema di corruzione, illegalità e violenza.

Ritratti, parole, discorsi e immagini: venti sezioni, una per ogni edizione della Giornata della memoria a partire dal 1996. Un libro in onore delle vittime, ma anche dei vivi; di tutti coloro che ogni giorno, al fianco di Libera, mettono la propria vita al servizio della lotta contro le mafie.

 
 

Comunicati

  1. Primo memorial di calcio a 5 in ricordo di Talbi Rauf

    Un torneo di calcio a cinque per Talbi Rauf. Una passione quella per il calcio che Rauf aveva condiviso in Italia con gli amici di Libera. La sua morte ha colto nel dolore profondo tutti coloro che avevano conosciuto e vissuto. In ricordo di Raul è il primo Memorial di calcio a cinque che si svolgerà il 24 giugno a Firenze presso IPM in via Degli Orti Oricellari 18 a partire dalle ore 15.00.

  2. Don Luigi Ciotti ricorda Stefano Rodotà

    Senza Stefano Rodotà siamo tutti culturalmente più poveri. Poveri di quella cultura autentica, al servizio della vita delle persone, delle loro speranze, della loro dignità. Stefano ci ha insegnato la cultura dei diritti ma ci ha insegnato anche che ogni diritto è una responsabilità.

  3. Mafiosi e corrotti, sì alla scomunica

    "La scomunica sancisce in modo non più equivocabile l'incompatibilità tra il Vangelo e le mafie" scrive don Luigi Ciotti sulle pagine del periodico cattolico Famiglia Cristiana, spiegando quanto sia importante per la Chiesa ribadire la propria responsabilità sociale e l'interesse per il bene comune