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Libera e Gruppo Abele in Messico per costruire reti di speranza

Libera e Gruppo Abele sono in questi giorni rappresentate oltreoceano. Infatti, grazie al viaggio in Messico di Luigi Ciotti, presidente e fondatore delle due associazioni, le molte organizzazioni messicane che con Libera costruiscono un processo di antimafia sociale transnazionale all'interno della rete ALAS - America Latina Alternativa Social - stanno condividendo buone pratiche e momenti di formazione comune. Tra queste realtà vi è anche l'associazione Sikanda, con cui il Gruppo Abele promuove un lavoro comunitario di sostegno e promozione sociale nello stato di Oaxaca. Luigi Ciotti infatti, dopo aver partecipato al lancio della seconda fase della campagna internazionale "Mexico por la Paz" (lanciata da Libera nel 2012), ha potuto incontrare le organizzazioni locali tra cui appunto Sikanda, Cauce Ciudadano A.C., Barrio Activo A.C., Colectivo Marabunta e FUNDEM. 

"Voi siete un segnale di speranza. Difendere i diritti della collettività significa difendere i propri diritti" ha detto Luigi e, parlando delle grandi difficoltà di operare in luoghi dove la corruzione e la criminalità organizzata alimentano un sistema mafioso ormai intrinseco alla quotidianità, "Non ci dobbiamo abbattere: sappiamo che non è facile, che molte persone non capiscono quello che facciamo, che ci dicono che stiamo perdendo tempo. Però il Noi è la forza che ci deve guidare nella nostra lotta di tutti i giorni".

Il viaggio di Luigi Ciotti continuerà fino al 23 gennaio e darà l'occasione alle molte persone e realtà di base vicine a Libera e Gruppo Abele di condividere un passo del loro cammino con la rete di antimafia sociale che dall'Italia li sostiene e li promuove. Tutti insieme hasta la Paz.

Comunicati

  1. Libera su omicidi a San Marco in Lamis (Foggia)

    L'agguato del 9 agosto è la dimostrazione che siamo davanti una guerra criminale, feroce e violenta, una guerra in atto da tempo ma sottovalutata. Foggia, la Capitanata , il Gargano sono teatro di di una lunga scia di sangue che confermano ulteriormente una presenza mafiosa violenta e ben radicata nel territorio.

  2. Don Ciotti, necessario politica torni parlare con le persone

    Perche' la democrazia torni a essere "potere del popolo" e' necessario che la politica torni a parlare con le persone e non alle persone. E necessario che agisca con loro, non al loro posto". Cosi' don Luigi Ciotti, presidente di Libera, a margine di un incontro a Rispescia (Grosseto) dove e' in corso Festambiente.

  3. La rivolta delle donne, una crepa nelle mafie

    I momenti di silenzio e di preghiera, la riflessione e l'attenzione ai segni di speranza non possono andare in ferie. Tanto più se quei segni annunciano possibili svolte e cambiamenti, conquiste o riconquiste di civiltà. Nel mondo chiuso e violento delle mafie sta avvenendo un fatto nuovo e potenzialmente di-rompente: la rivolta delle donne, la presa di coscienza dei giovani. Leggi l'editoriale di don Luigi Ciotti sul numero 32 di Famiglia Cristiana