C'è fermento nel Metapontino. Ma questa volta, fortunatamente, non per aver subito l'ennesimo attentato.
La costa jonica si prepara a scendere in piazza, giovedi 30 aprile a Scanzano Jonico, per riprendersi il territorio e dimostrare a chi lo vorrebbe controllare, che non riuscirà nell'intento criminale. Il coordinamento regionale di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" guidato da don Marcello Cozzi, sta organizzando una manifestazione generale per contrastare gli episodi intimidatori ai danni di imprenditori ortofrutticoli che hanno funestato l'area. Nove negli ultimi tredici mesi.
"Dinanzi a questi atti criminali - ha detto don Cozzi - non vogliamo rimanere a guardare. Dobbiamo dire a mandanti ed esecutori, criminali senza volto, che non intendiamo assistere impotenti e che la solidarietà di tutti alle aziende danneggiate è e vuole essere soprattutto partecipazione". "Libera" invita la società civile tutta, le autorità locali, le scuole, le amministrazioni comunali, le organizzazioni sindacali, le associazioni sportive, i partit politici, i movimenti ambientalisti, i circoli culturali, i gruppi religiosi e ogni singolo cittadino, a scendere in piazza, giovedi 30 aprile a Scanzano Jonico, per dire agli imprenditori colpiti che la Basilicata tutta è con loro ma soprattutto per gridare a quei criminali che la Basilicata tutta è contro di loro. "A chi si muove nell'ombra - ha concluso don Cozzi - noi rispondiamo muovendoci sotto il sole. È questa la nostra forza, così vogliamo rispondere alla criminalità di qualunque tipo. Riprendiamoci il Metapontino"!
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...