Testata per la stampa
 
  1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
  1. rss |
  2. English page Page en langue francaise PÓgina en espanol |
  3.  
    |
  4. scrivi |
  5. mappa |
  6. Versione ad Alto Contrasto Dimensione del testo: Normale Dimensione del testo: Grande

Testata per la stampa

Contenuto della pagina

2 agosto 1980 | Chiediamo verità e giustizia

Il 2 agosto 1980, alle ore 10:25, una bomba esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Lo scoppio fu violentissimo, provoc˛ il crollo delle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investý anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario. La bomba era composta da 23ákg di esplosivo, una miscela di 5ákg di tritolo e T4 detta "Compound B", potenziata da 18ákg di gelatinato (nitroglicerina ad uso civile). Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti. La cittÓ reagý con orgoglio e prontezza: molti cittadini, insieme ai viaggiatori presenti, prestarono i primi soccorsi alle vittime e contribuirono ad estrarre le persone sepolte dalle macerie;á immediatamente dopo l'esplosione, la corsia di destra dei viali di circonvallazione del centro storico di Bologna, su cui si trova la stazione, fu riservata alle ambulanze ed ai mezzi di soccorso.

A distanza di 35 anni siamo vicini all' Associazione familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 per non dimenticare e proseguire nel percorso diá memoria e impegno peráchiedere veritÓ e giustizia come ci ricorda Don Luigi Ciotti: "Quel 2 agosto del 1980 Ŕ una ferita che deve essere dentro il cuore di tutti noi. Le vittime anche per la strage di Bologna sono tutte morte per la democrazia e la libertÓ del nostro paese. Il bisogno di veritÓ Ŕ un problema che tocca le nostre coscienze. E non dobbiamo permettere che siano uccise una seconda volta. Non Ŕ possibile che in Italia non si conosca la veritÓ nemmeno di una strage. I famigliari delle vittime di mafia e di terrorismo chiedono una cosa sola: veritÓ e giustizia. Ci sono troppi silenzi, troppe menzogne. Fare memoria Ŕ il presupposto indispensabile della giustizia. Abbiamo un debito con chi non c'Ŕ pi¨. E quei morti li dobbiamo sentire ancora vivi, anche per le vie di Bologna: i loro sogni e speranze devono camminare sulle nostre gambe".

Don Luigi Ciotti e Libera hanno aderito alla petizione lanciata dall'Associazione tra i familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980: "Governo, rispettate le promesse!, con la quale si chiede a Renzi di dare seguito agli impegni presi per l'approvazione della legge sul depistaggio, la corretta applicazione della direttiva che rende pubblici i documenti sulle stragi e sblocco degli indennizzi ai familiari delle vittime.

 

Comunicati

  1. Diari dai campi di Battipaglia (SA) | 2016


    Partecipare a un campo di E!state Liberi significa affrontare una settimana di incontro e confronto con ragazzi disposti a mettersi in gioco regalando un p˛ di tempo della propria estate all'impegno e formazione sui beni confiscati. Decisi di parteciparvi per continuare a coltivare il mio interesse sulla mafia che, nacque negli ultimi anni del liceo, grazie a un progetto su Cosa Nostra a cui partecipai. 

  2. Diari dai campi di Partinico (PA) | 2016

    ╚ stata una delle esperienze pi¨ intense e formative che io abbia mai fatto. C'Ŕ stata una giusta distinzione tra momenti di leggerezza e unione tra noi ragazzi e momenti di serietÓ. Ho imparato molte cose sia ascoltando le testimonianze proposte sia  cooperando con gli altri ragazzi nel lavorare al bene confiscato.

  3. Diari dai campi di Castellammare del Golfo (TP) | 2016

    Il presidio "Piersanti Mattarella" in Castellammare del Golfo (TP) ha rappresentato un fondamentale tassello della mia vita. Le emozioni vissute in quei 7 giorni non sono minimamente spiegabili in poche righe.  Entrare nel bene il primo giorno ed uscirne il settimo rappresentano due momenti completamente differenti. La giornata cominciava all'alba.