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Libera Lombardia sui 200 sgomberi a Milano

Libera: "Chiediamo al Prefetto e al Comitato per la sicurezza di non procedere agli sgomberi programmati e di avviare un tavolo di lavoro e di confronto per individuare strategie d'intervento pubblico"

"Rispondere al problema dell'alloggio con sgomberi e prove di forza significa trattare i diritti come una questione di ordine pubblico e continuare a negarli; non si può sostituire con l'intervento poliziesco il vuoto di politiche pubbliche sulla casa. E' una materia delicata che va affrontata caso per caso, distinguendo gli abusi dalla morosità incolpevole, dall'occupazione per necessità, le vittime di lungaggini
burocratiche, le vittime del racket, e non certo con provvedimenti muscolari che colpiscono indiscriminatamente, espongono le famiglie a gravi rischi e non colpiscono gli autori del racket. Per questo chiediamo al Prefetto e al Comitato per la sicurezza di non procedere agli sgomberi programmati, ma di avviare invece un tavolo di lavoro e di confronto per individuare strategie d'intervento pubblico che non siano ingiustamente repressive, che perseguano il racket e mettano il patrimonio pubblico di case al servizio di quei ceti meno abbienti che ne hanno pieno diritto." Libera in una nota
si esprime sul tema degli sgomberi a Milano che infuria in questi giorni . Circa duecento sgomberi sarebbero imminenti a detta della Prefettura che nella riunione del Comitato provinciale per la sicurezza e
l'ordine pubblico prevista per la mattina di lunedì 17 novembre approverà il "programma operativo di interventi rapidi e efficaci" che da martedì si abbatteranno su altrettante famiglie.

Libera impegnata nella campagna nazionale di contrasto alle povertà "Miseria Ladra" sta costruendo sul tema della casa una rete di associazioni, comitati, istituzioni di società civile impegnati sul tema ribadisce che se c'è un diritto elementare, questo è una casa in cui poter vivere dignitosamente. Invece- conclude nella nota Libera- sul bisogno di casa e in particolare di case popolari si sono accumulati anni di mal governo, di cattiva gestione e di strumentalizzazioni politiche che ne hanno fatto terreno favorevole al racket: soprusi, pizzo, violenze troppo spesso cancellano i diritti delle famiglie ad ottenere regolarmente una casa in cui vivere in tranquillità. Anni di incuria e di abbandono, insieme a norme disastrose come la Legge regionale n.27 del 2009, sono certo lunghi da recuperare, eppure bisogna pur cominciare a ricostruire una politica degli alloggi pubblici che valorizzi il patrimonio collettivo (invece di dismetterlo), riconosca i diritti, persegua il racket, riqualifichi gli stabili e aiuti i cittadini a farsi parte attiva della vivibilità dei quartieri."

 

Comunicati

  1. Libera su omicidi a San Marco in Lamis (Foggia)

    L'agguato del 9 agosto è la dimostrazione che siamo davanti una guerra criminale, feroce e violenta, una guerra in atto da tempo ma sottovalutata. Foggia, la Capitanata , il Gargano sono teatro di di una lunga scia di sangue che confermano ulteriormente una presenza mafiosa violenta e ben radicata nel territorio.

  2. Don Ciotti, necessario politica torni parlare con le persone

    Perche' la democrazia torni a essere "potere del popolo" e' necessario che la politica torni a parlare con le persone e non alle persone. E necessario che agisca con loro, non al loro posto". Cosi' don Luigi Ciotti, presidente di Libera, a margine di un incontro a Rispescia (Grosseto) dove e' in corso Festambiente.

  3. La rivolta delle donne, una crepa nelle mafie

    I momenti di silenzio e di preghiera, la riflessione e l'attenzione ai segni di speranza non possono andare in ferie. Tanto più se quei segni annunciano possibili svolte e cambiamenti, conquiste o riconquiste di civiltà. Nel mondo chiuso e violento delle mafie sta avvenendo un fatto nuovo e potenzialmente di-rompente: la rivolta delle donne, la presa di coscienza dei giovani. Leggi l'editoriale di don Luigi Ciotti sul numero 32 di Famiglia Cristiana