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Roma 17 ottobre davanti Montecitorio dalle ore 10:00 alle 18:00

La povertà è oggi il principale problema del nostro paese. Secondo i dati del rapporto Istat del 2013 sono più di 10 milioni le persone in povertà relativa e 6 milioni in quella assoluta. Per Eurostat un italiano su tre è a rischio povertà. I minori indigenti sono passati da 723 mila a 1 milione e 434 mila. Il rischio di rimanere in condizioni di indigenza nel nostro paese è tra i più alti d'Europa: 32,3% rispetto alla media del 26%. Anche la dispersione scolastica ha subito un impennata, arrivando al 17,6% contro il 13,5% della media europea. Gli homeless sono aumentati: se ne stimano circa 50 mila, soprattutto a nord-ovest (38,8%). Il 63% delle famiglie ha ridotto la spesa alimentare. Il 40% vive in condizioni di deprivazione materiale; una famiglia su quattro soffre di deprivazione materiale grave. Sul versante occupazionale viviamo una crisi senza precedenti: oltre 3,2 milioni di disoccupati, più del 44% di disoccupazione tra i giovani con punte ben oltre il 60% al sud, 4 milioni di precari. La commissione Ue sull'occupazione «Employment and Social Developments in Europe Review» denuncia come anche il 12% degli occupati non riesce più ad arrivare a fine mese. Solo Romania e Grecia hanno percentuali di working poor più elevate delle nostre. 
In un paese così diseguale e precario sono le mafie a trarre grandi benefici: 54 i clan impegnati in attività di riciclaggio e usura. Anche il nostro territorio viene colpito dalla crisi ed usato in maniera criminale per ottenere profitto a discapito della popolazione e delle generazioni che verranno. Sono 93,5 i crimini ogni giorno contro l'ambiente, aumentati del 170% negli ultimi tre anni, come denuncia l'ultimo rapporto sulle ecomafie di Legambiente. La corruzione si sostituisce al rispetto delle regole e della convivenza fondata sulla certezza del diritto, inquinando ulteriormente il clima della nostra democrazia.
E' per queste ragioni  che è stata promossa dal Gruppo Abele, con il sostegno di Libera e l'adesione di oltre 1000 realtà del sociale e del volontariato laico e cattolico, la campagna Miseria Ladra. Attraverso la sua piattaforma e le sue proposte, Miseria Ladra vuole proporre una visione ed un approccio teso a difendere l'interesse generale, contrastando le mafie all'interno di una visione europeista fondata sulla cultura dei diritti e del welfare come elemento di civiltà.
Le proposte della campagna intervengono sia su situazione emergenziali e contingenti che vanno affrontate e risolte nell'immediato, come il blocco degli sfratti, l'utilizzo dei beni confiscati per fini sociali e la residenza per i senza fissa dimora, sia sulle cause strutturali della povertà e della crisi, attraverso proposte da attuare nel medio e lungo periodo come la rinegoziazione del debito pubblico. Le proposte di Miseria Ladra sono per queste ragioni suddivise a livello territoriale, nazionale ed europeo.
Non c'è, del resto, più tempo da perdere di fronte a un trend inequivocabile: ogni anno è sempre peggio. I dati del 2013 denunciano e confermano un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche e sociali. Aumento della povertà, maggiori ingiustizie sociali ed ambientali, frammentazione della coesione sociale, corruzione, limitazioni e tagli nell'erogazione dei servizi sociali, rendono ancora più macroscopiche le diseguaglianze, favorendo la spirale negativa che riproduce la crisi.
Il quadro normativo europeo complica ulteriormente le cose. Le politiche di austerità ed i trattati di stabilità e governance hanno inibito la spesa pubblica e in particolar modo quella sociale, considerata come un costo insopportabile. Mentre le banche hanno ricevuto sostegni per 4 mila miliardi di euro, vengono negati i fondi per affrontare la gravissima condizione in cui versa il nostro continente ed il futuro della pacifica convivenza dei popoli europei, imponendo ulteriori tagli alla spesa sociale e bloccando gli investimenti pubblici. Una situazione già oggi insostenibile: 126 milioni di poveri, 43 milioni di affamati e 27 milioni di disoccupati testimoniano la crisi sociale ed economica del continente, ulteriormente accentuata nei paesi del mediterraneo.
I dati, gli studi effettuati, la storia europea e la nostra Costituzione considerano invece la spesa sociale e gli investimenti pubblici non solo un dovere etico-istituzionale ma uno strumento fondamentale per il rilancio dell'economia. Con un obiettivo preciso: rendere illegale la povertà.

In occasione della Giornata Mondiale per l'eliminazione della povertà che si celebra venerdi 17 ottobre il Gruppo Abele, Libera, Arci, UISP Roma BIN, Fiom CGIL, Cilap Italia, Comitato 16 novembre, Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Cipsi, ATD Quarto Mondo, Rete della Conoscenza, UDS, Link - Coordinamento universitario, FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap promuovono un sit-in davanti Montecitorio a partire dalle ore 10:00.
 
Alle ore 18.00 l'iniziativa proseguirà presso il Sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, attorno alla Lapide in onore delle vittime della miseria.


Comunicati

  1. Siderno (RC): Intitolazione strada a Gianluca Congiusta

    Il coordinamento Libera Locride e l'associazione Cambi@menti, in tutte le sue componenti, esprimono viva soddisfazione per la recente delibera della Prefettura di Reggio Calabria che ha autorizzato l'intitolazione di una strada di Siderno a Gianluca Congiusta, il giovane imprenditore ucciso dalla 'ndrangheta il 24 maggio del 2005.

  2. Concluso l'iter di destinazione dei beni confiscati a Pietralunga. Libera Umbria: "Una bella notizia, ora subito il bando per il riutilizzo sociale"

    Libera Umbria: "Una bella notizia, ora subito il bando per il riutilizzo sociale. Finalmente i beni confiscati alla 'ndrangheta siti nel comune di Pietralunga sono tornati definitivamente alla nostra comunità locale, grazie all'azione di coordinamento istituzionale della Prefettura di Perugia. Ora può partire la fase del riscatto concreto, attraverso la creazione di opportunità di lavoro vero, di un pezzo di territorio importante della nostra regione, restituito alla collettività". 

  3. L'ultimo rapporto Istat denuncia un Welfare fra i peggiori in Europa, con un aumento delle diseguaglianze sociali e di reddito senza precedenti

    Il presidente dell'Istat, Giovanni Alleva, ha presentato lo scorso 20 maggio l'ultimo rapporto Istat 2016 sulla situazione del paese. Dai dati e dalle successive riflessioni la situazione del nostro paese rimane difficile, nonostante la crescita economica, e su alcune questioni, come le politiche sociali ed il futuro lavorativo delle giovani generazioni, drammatica.