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Al fianco di don Luigi Ciotti

Il coordinamento familiari Libera memoria

Caro Luigi
L'offesa alla memoria di don Pino Puglisi e la minaccia di morte lanciata nei tuoi confronti, sebbene di un anno fa, risuonano spaventose e terribili; ci fanno capire quanto il pericolo delle mafie sia attuale e prioritario. L'esempio di don Pino Puglisi va portato avanti da tutti con fierezza e coraggio. Quella stessa fierezza che ha portato i suoi familiari a marciare insieme a tutti noi il 21 marzo a Latina e ad incontrare in un abbraccio corale Papa Francesco, che con un gesto ha chiarito da che parte stare: quella della verità e della giustizia. Tu, caro Luigi, hai proseguito la tua, la nostra battaglia con la stessa determinazione e senza sosta, senza mai risparmiarti. Sei stato presente dove è stato necessario. Questo è da sempre il senso del tuo agire. Tutti noi familiari sappiamo il rischio che corri da sempre per portare avanti la memoria dei nostri cari e l'impegno per combattere le mafie. Tu sei tutti noi e noi siamo con te. Non sentirti mai solo....con il tuo cuore battono all'unisono tutti i nostri e quelli dei nostri cari uccisi dalle mafie e di tutte le persone oneste che sperano e combattono. Ti vogliamo bene. Grazie
 

 

Gli insegnanti di Abitare i Margini

Monte Porzio Catone, 7 settembre 2014
 
Caro Luigi,

in questi giorni a Monte Porzio Catone abbiamo riflettuto e discusso sul ruolo della scuola e sulla responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti dei ragazzi, nel loro percorso di crescita, che significa crescita del nostro Paese. In tutti questi anni ci sei sempre stato accanto, hai girato per incontrare i nostri studenti, macinando chilometri per rispondere agli inviti che ti arrivano ogni giorno dai quattro angoli dell'Italia, non risparmiando energie e tempo. Anche per questo ci ha fatto particolarmente male leggere negli scorsi giorni che una persona che ha vissuto seminando morte e violenza, continui, nonostante il regime di carcere duro, a lanciare invettive nei tuoi confronti, arrivando a minacciarti. Noi siamo con te, i nostri studenti sono con te. Ti chiediamo di sentire la nostra vicinanza in ogni momento di sconforto. Puoi contare su di noi.
Un abbraccio forte,

 

Libera Informazione

Le minacce di Riina a Don Ciotti sono rivelatrici di quanto il lavoro di Libera , delle associazioni che vi aderiscono ,delle migliaia e migliaia di persone e giovani che sono impegnati nella battaglia antimafia, abbia inciso e colpito le mafie. Ma sono anche il segnale di quanto debba essere moltiplicato questo impegno, di tutti, delle singole persone, delle Istituzioni,della politica, della cultura e dell'informazione. Perché appena si abbassa la guardia, le mafie ritornano a minacciare i simboli e le persone. E' il loro linguaggio di morte e di violenza; conoscono quello e contro quelle minacce, come scrive Libera, solo il "noi" vince,solo il noi collettivo ,fatto di singoli impegni quotidiani messi in comune in una grande politica collettiva.
Non e' un caso che la conversazione di Riina con il suo compare Lorusso,in quell'ora d'aria del settembre scorso, parta proprio dalla beatificazione di Don Puglisi, da quel  prete scomodo ,ucciso al quartiere Brancaccio di Palermo, perché con l'educazione, con il rapporto con i giovani  e l'esempio quotidiano etico e morale,contrastava il controllo del territorio da parte delle famiglie mafiose. Ed infatti le minacce a Don Ciotti coinvolgono anche le cooperative sui terreni confiscati alle mafie , cioè quei beni che i mafiosi vedono ogni giorno utilizzati da giovani agricoltori e trasformati in beni collettivi, sostituendo la loro logica mafiosa di arricchimento violento e criminale, con l'etica del bene comune, della legalità, del lavoro collettivo gestito sotto l'egida delle Istituzioni.
Significa che la mafia  si sente doppiamente colpita nel controllo del territorio: dall'etica della legalità , dagli 8000 giovani che ogni estate passano le loro vacanze nei campi estivi di Libera, ma anche dai fatti concreti.
Quindi a fianco del lavoro quotidiano di magistratura e forze di polizia, ci vogliono impegni rafforzati e maggiori da parte della politica ,per rafforzate le leggi contro la corruzione e le mafie, per la legalità e la confisca dei beni mafiosi. E dobbiamo rilanciare l'impegno di chi nella società' ha il compito di tenere accesi i riflettori  sulle mafie, di denunciare corruzione, malaffare e mafie.
L'informazione, che troppo spesso e' altalenante nel dare risalto alle notizie sulle mafie, ha ora il dovere di rilanciare inchieste e servizi giornalistici. Soprattutto in quel servizio pubblico radiotelevisivo che proprio nel suo radicamento nella società, nei valori etici e morali del nostro paese, fonda una delle sue ragioni di esistenza.

 

Articolo21

Totò Riina dal carcere di Opera ha fatto sapere che Don Ciotti non gli piace e che avrebbe potuto fare la fine di Don Puglisi. La notizia non sorprende perché la mafia non sopporta chi la contrasta non a colpi di retorica, ma con azioni quotidiane a tutela dello stato di diritto e del principio di legalità. Articolo 21 - affermano in una nota il direttore Stefano Corradino e il portavoce Giuseppe Giulietti - è solidale con Don Ciotti e ritiene che il modo migliore per "tutelarlo" sia quello non solo di rafforzare i controlli e l vigilanza, ma anche quello di realizzare una sorta di "scorta mediatica" capace di dare forza e sostegno a lui, a Libera e a quanti ogni giorno tentano di illuminare le zone dell'oscurità e del malaffare". "La circostanza che anche queste dichiarazioni di Riina siano state ottenute solo grazie al metodo delle intercettazioni dovrebbe consigliare quanto meno una grande prudenza a chi pensa di limitarne l'uso e magari di proibirne in tutto o in parte la conoscenza alla pubblica opinione

 

CGIL

La Cgil esprime "profonda solidarietà" a Don Ciotti per le minacce mafiose di cui è stato oggetto nei mesi scorsi e rivelate quest'oggi da fonti giornalistiche. "La nostra organizzazione - si legge in una nota del sindacato di corso d'Italia - continuerà con determinazione ad essere al fianco di Libera nella lotta alla mafia e a difesa della legalità di questo Paese". 
La Cgil chiede quindi al Governo e al Parlamento che "vengano moltiplicati gli sforzi per individuare efficaci strumenti di contrasto alla criminalità organizzata e, in tal senso, sollecita la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare sull'emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alle mafie", conclude la nota.
 

 

Avviso Pubblico

La notizia delle minacce di morte rivolte da Totò Riina a don Luigi Ciotti, presidente e fondatore del Gruppo Abele e di Libera, di cui oggi il quotidiano La Repubblica dà notizia, impongono a tutti noi la necessità di non abbassare l'attenzione rispetto ad un possibile nuovo ricorso alla violenza omicida da parte di Cosa nostra e delle altre mafie italiane, come ribadito anche nell'ultima relazione della Direzione investigativa antimafia. A don Luigi, cui tutta Avviso Pubblico si stringe e manifesta la più viva vicinanza, va riconosciuta la capacità di aver saputo costruire, in questi anni, una serie di esperienze e di progettualità che hanno sempre avuto come obiettivo quello di affermare la giustizia sociale spingendo le persone, le istituzioni e le associazioni a lavorare insieme perché, come lui stesso ha affermato più volte, "è il noi che vince". Le mafie temono di più la scuola e la cultura della magistratura e delle forze dell'ordine. La parole di Totò Riina, che manifesta disprezzo anche per la figura di padre Pino Puglisi, testimoniano la fondatezza di un pensiero del giudice Antonino Caponnetto, più volte ricordato da don Luigi nel suo continuo peregrinare nelle scuole di ogni città italiana. Siamo certi che don Luigi Ciotti non si farà intimidire e continuerà a portare avanti la sua azione sociale, civile e religiosa.
Riteniamo che il miglior modo di proteggere e non lasciare solo lui e tante altre persone esposte in prima linea - pensiamo ad alcuni magistrati, giornalisti, imprenditori, sindacalisti, amministratori locali - sia quello di impegnarci di più tutti, agendo con competenza, coerenza e responsabilità, bandendo la logica della rassegnazione, dell'indifferenza e della delega.

 

Rete della Conoscenza

Secondo le intercettazioni pubblicate oggi da La Repubblica, il boss mafioso Totò Riina avrebbe minacciato di morte Don Luigi Ciotti, Presidente e fondatore di Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie, che da quasi 20 anni è in prima linea nella costruzione dell'antimafia sociale.
Le parole di Riina non ci stupiscono, e sono la dimostrazione che l'impegno quotidiano nel sociale contro la criminalità organizzata e la cultura mafiosa è una minaccia reale al sistema delle mafie.
Esprimiamo dunque solidarietà totale a Don Luigi e a Libera: una solidarietà attiva che si esplica ogni giorno nelle scuole, nelle università e nei territori, nei tanti percorsi che costruiamo assieme contro la criminalità organizzata, la corruzione e la cultura mafiosa, per la legalità democratica e la giustizia sociale.
 

 

CNGEI

"Le minacce della mafia a don Luigi Ciotti, presidente di Libera, da parte del 'capo dei capi' Totò Riina, dimostrano quanto lavoro sia ancora necessario fare per affermare la legalità e quanto, come ha detto lo stesso sacerdote, 'Solo un 'noi' possa opporsi alle mafie e alla corruzione'. Ecco, caro don Luigi, vogliamo dirti che 'noi' ci siamo e che vogliamo essere parte di un 'noi' più grande per lavorare insieme per far vincere chi si impegna per un mondo più giusto". Roberto Marcialis, Presidente nazionale CNGEI, commenta così le minacce di morte che Totò Riina ha pronunciato nei confronti del Presidente di Libera.
"CNGEI è tra i soci fondatori dell'associazione - prosegue Marcialis - e siamo da sempre convinti che occorra lavorare per costruire la cultura della legalità. Lo facciamo con i nostri percorsi di formazione, lo facciamo con i ragazzi e i giovani che, a partire dalla nostra realtà, sono chiamati a essere nel mondo cittadini onesti e capaci di solidarietà. Ancora voglio usare le parole di don Luigi: 'Queste minacce sono la prova che questo impegno è incisivo, graffiante, gli toglie la terra da sotto i piedi. Siamo al fianco dei famigliari delle vittime, di chi attende giustizia e verità, ma anche di chi, caduto nelle reti criminali, vuole voltare pagina, collaborare con la giustizia, scegliere la via dell'onestà e della dignità'. Crediamo sia determinante - conclude il Presidente CNGEI - in questo momento prendere posizione e farlo con determinazione e passione. Don Luigi, vogliamo dirti che hai la nostra piena solidarietà, che siamo e continueremo ad essere al tuo fianco e al fianco di tutti quelli che non vogliono far vincere la cultura mafiosa".

 

Uisp

Caro Luigi,
ancora una volta i venditori del sopruso e della morte minacciano i testimoni più esposti che lottano per la verità e la giustizia e che rappresentano un faro di speranza nella lotta alla mafia ed alla criminalità. Ho avuto modo di ascoltare la tua forza ed il tuo coraggio nella risposta, condividendo che, oltre all'impegno quotidiano tuo, di Libera e di tutte le organizzazioni che operano su questo tema, è lo Stato che dovrebbe rispondere in modo netto e chiaro, per indicare senza tentennamenti una direzione di vicinanza e sostegno alle tue/nostre battaglie nonché per avere strumenti legislativi utili a rompere la catena di coperture omertose e soprattutto di interessi economici delle organizzazioni criminali. Pertanto, queste poche righe non sono solo un gesto di solidarietà e di vicinanza ma la conferma che la Uisp continuerà ad essere presente sui temi dell'antimafia, con la presenza attiva nei territori, per costruire con la propria azione quotidiana ogni strumento di contrasto alle mafie e percorsi di educazione alla legalità. La Uisp c'è!

 

Conferenza Episcopale Italiana

"Per fedeltà al Vangelo" don Luigi Ciotti ha promosso con il gruppo 'Abele' prima e poi con 'Libera' un percorso di educazione al bene contro ogni forma di ingiustizia e di corruzione. La sua azione coraggiosa e intelligente si è allargata ai tanti volti del degrado e del disagio sociale: dalla lotta alla criminalità organizzata fino alla cura da varie forme di dipendenza ( da gioco, da usura). Grazie alla crescente partecipazione di tanti uomini e donne di buona volontà l'illegalità non è stata solo una questione da esibire, ma un impegno da provare. I beni confiscati e il loro riutilizzo sociale sono da questo punto di vista un eloquente esercizio di legalità per riscoprire il senso del bene comune.
La Chiesa italiana che in questi anni non ha mancato di far sentire la sua voce per educare alla legalità conferma la sua vicinanza e la sua stima per don Luigi in un momento in cui viene fatto oggetto di gratuite intimidazioni e rinnova l'augurio che - sul suo esempio - si trasformino luoghi e situazioni di violenza e di morte in contesti ed azioni di vita nuova e di speranza. In tal modo la Chiesa continua a svolgere la sua missione. Infatti come ha detto papa Francesco lo scorso 21 marzo: "È una Chiesa che "interferisce", denunciando senza remore l'incompatibilità tra mafie e Vangelo. E che non dimentica che la denuncia seria, attenta, documentata è annuncio di salvezza. Anche a costo della vita".
Come dimostrato dal beato don Puglisi e da don Diana. Insieme a tanti vescovi e preti che per lo più nell'anonimato continuano a lavorare per una società più umana, secondo il Vangelo di Gesù Cristo.

La presidenza della Conferenza Episcopale Italiana Roma,1 settembre 2014 ​

 

Azione Cattolica

Le minacce del boss mafioso, detenuto in carcere, Totò Riina a don Luigi Ciotti destano allarme e indignazione. La Presidenza Nazionale dell'Azione Cattolica Italiana esprime la sua solidarietà e vicinanza a don Luigi e all'intera associazione "Libera: nomi e numeri contro le mafie".
Il Vangelo ci chiama ad avere «fame e sete di giustizia»: da vent'anni l'impegno di don Luigi e di Libera ci sprona a coltivare questa fame e questa sete, a essere cittadini consapevoli e vigili, che lottano contro ogni forma di ingiustizia e di diseguaglianza. Troppo spesso l'illegalità si consuma in un silenzio complice o inconsapevole. La mafia continua a nutrirsi e a prosperare nell'indifferenza di molti: per questo sono necessarie comunità in grado prima di tutto di sviluppare una coscienza critica. Come credenti associati in Azione Cattolica sentiamo la responsabilità di essere presenza vigile, di non accettare alcun compromesso con l'illegalità e il malaffare, ma di spenderci integralmente per la realizzazione del bene comune. Anche noi, oggi, vogliamo rinnovare il nostro impegno per la formazione delle coscienze e la costruzione di comunità attente e operose. La mafia, ogni mafia, si può sconfiggere soprattutto col contributo di tutti: ognuno può e deve fare qualcosa come amava ricordare don Pino Puglisi, la cui beatificazione ha ricordato alla chiesa tutta l'incompatibilità tra il Vangelo e ogni forma di sopraffazione e organizzazione mafiosa.
Al tempo stesso, questo grave episodio deve suonare come un richiamo alle istituzioni e alla politica perché non si abbassi mai la guardia nella lotta alla criminalità organizzata. Come ricorda spesso don Luigi, la mafia oggi opera in forme magari meno appariscenti di un tempo, ma non per questo meno brutali e pervasive. Occorre conoscere le tante forme di connubio tra sistemi mafiosi, economia e politica a tutti i livelli; occorre annunciare la dignità di ogni persona e di ogni realtà sociale, edificando insieme una città più giusta e trasparente.
Aderire a Libera significa per l'Azione Cattolica condividerne gli ideali e promuoverne concretamente lo stile e l'azione. La partecipazione di molti giovani di AC ai campi estivi promossi da Libera e i percorsi comuni avviati in tante diocesi ci permettono di crescere nella consapevolezza che il nostro impegno è improrogabile. Oggi più che mai suonano profetiche le parole di Rosario Livatino, martire della giustizia: «Quando moriremo nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili».

 

Acli

Le Acli si stringono attorno a don Luigi Ciotti che da anni é un punto di riferimento di milioni di cittadini e di giovani che combattono le mafie in Italia e nel mondo. In un Paese in cui da secoli si parla di mafie, il lavoro di denuncia e di educazione alla legalità che Libera quotidianamente sostiene, ha lentamente fatto crescere sui territori una nuova coscienza civile. Le Acli sono convinte che di questo lavoro don Luigi Ciotti é il simbolo e che la lotta a qualsiasi forma di degenerazione malavitosa deve rinnovarsi ogni giorno nell'impegno di ogni singolo cittadino. Le Acli sono altresì convinte che dove crescono il malaffare e gli interessi criminali, muore ogni forma di democrazia e di libertà. L' impegno di don Ciotti, delle organizzazioni e delle persone che sostengono Libera, è fondato sull'idea che un Paese senza mafie e senza mafiosi sia possibile.
Le minacce a don Luigi indicano che in questi anni sono stati fatti importanti passi avanti: la confisca dei beni alle organizzazioni criminali é certamente il segno tangibile di una strada politica giusta che, se rafforzata, potrà produrre nel tempo ulteriori frutti. La solidarietà che oggi le Acli rivolgono al Presidente di Libera è anche un appello a chi ha responsabilità istituzionali e politiche affinché la lotta alla mafia parta da un maggiore impegno alla coesione e alla giustizia sociale. Non c'è giustizia senza legalità e non c'è legalità senza giustizia sociale. Ce lo hanno insegnato donne e uomini delle istituzioni e sacerdoti come don Pino Puglisi che hanno pagato con la vita il loro impegno contro ogni forma di degenerazione mafiosa. Nell' essere a fianco a don Luigi Ciotti in una circostanza che si augurano isolata, le Acli oggi rinnovano con maggiore forza la loro appartenenza a Libera e, con don Luigi, l'impegno contro tutte le mafie.

 

Associazione Marcello Torre

L'Associazione Marcello Torre esprime tutta la sua solidarietà e vicinanza a Luigi che nel corso di questi anni non è mai stata lasciata sola per la Memoria del proprio caro e nella lotta contro la camorra.
Caro Luigi non sei solo siamo con te perché se colpiscono te è come se avessero colpito tutti noi.
 
Lucia e Annamaria Torre

 

Federazione delle Associazione Antiracket e Antiusura italiane

Tano Grasso, presidente onorario della FAI, esprime la solidarietà e la vicinanza dell'intero movimento antiracket al presidente di Libera don Luigi. «Don Luigi è da sempre un decisivo punto di riferimento per l'associazionismo antiracket. La sua intelligenza, la sua lucidità, il suo coraggio rappresentano per tutti noi un decisivo sostegno: non è un caso che nei momenti di difficoltà, e ce ne sono stati tanti, parlare con Luigi ha significato ritrovare forza e motivazione. Luigi non può essere intimidito intanto perché non è solo, perché come lui ci ha insegnato, il 'noi' è la migliore garanzia contro l'isolamento. Anche in questa occasione l'intimidazione sarà capovolta e sarà una ragione in più per stare accanto a don Luigi e a tutta Libera» 

 

SOS Impresa

SOS Impresa esprime solidarietà e vicinanza a Don Luigi Ciotti, e a Libera, pesantemente minacciato di morte da uno dei più pericolosi capomafia di Cosa nostra.
Vale per Don Luigi, il Presidente di Libera, ma anche l'amico e il compagno di SOS Impresa in tante battaglie sulla giustizia e sulla legalità, lo stesso augurio che rivolse a quanti si impegnano ogni giorno in battaglie lunghe e difficili in difesa dell'onestà e del rispetto dei diritti di tutti, e soprattutto dei più umili e dei più deboli. Ci vuole coraggio e Don Luigi ha dimostrato di averne così tanto, da riuscirne a donare anche a chi non ne ha.
«Auguro a tutti il coraggio di avere coraggio, di sapere da che parte stare, senza compromessi, senza essere cittadini a intermittenza. Non basta commuoverci, dobbiamo muoverci, non accontentandoci di quello che stiamo facendo. Dobbiamo avere sempre il morso del più. Con grande umiltà e determinazione. Non dimenticandoci mai di essere in società con Dio. Lui è socio di maggioranza e noi uno piccolo, ma se facciamo la nostra parte lui ci mette la sua che è immensa. Ci vuole coraggio e io ve ne auguro tanto ».

 

Arci

"Le minacce di Totò Riina al Presidente di Libera Don Luigi Ciotti rivelate nelle intercettazioni delle conversazioni del capomafia con Lorusso non sono solo lo sfogo di un boss in gabbia.
A Don Ciotti va tutta la nostra solidarietà per le parole vili e volgari pronunciate da Riina - dichiarano i presidenti dell'Arci nazionale e siciliana Francesca Chiavacci e Salvo Lipari -. Ma queste parole hanno anche una potenza positiva. Che ci carica e ci convince sempre di più che il lavoro che Don Ciotti, Libera, l'Arci e tutte le associazioni che in questi anni hanno costruito percorsi concreti di legalità e di riutilizzo dei beni confiscati a Cosa Nostra va portato avanti senza se e senza ma. Significa che abbiamo colpito nel segno e che proprio la battaglia sui beni confiscati deve essere continuata per togliere terreno e forze a Cosa Nostra e ai boss come Riina che in un'altra intercettazione parla dei suoi mega investimenti e del suo tesoro".

 

Legambiente

"Le parole espresse da Riina su Don Ciotti dimostrano quanto la mafia possa temere il lavoro instancabile e pervicace di un uomo da sempre impegnato contro lo strapotere economico e sociale della criminalità organizzata, da sempre punto di riferimento per tutto il movimento antimafia. Legambiente è al fianco di Don Ciotti per combattere l'illegalità e l'ingiustizia e contribuire a rendere l'Italia un Paese finalmente libero dalle mafie".
Queste le parole di Legambiente che esprime solidarietà e vicinanza all'amico presidente di Libera, ringraziandolo sentitamente per quanto fatto in tutti questi anni.

 

Corpo Forestale dello Stato

"Oggi più che mai voglio far sentire la mia vicinanza e la mia solidarietà e quella del Corpo forestale dello Stato a Don Ciotti e confermo il nostro impegno costante a fianco dell'Associazione Libera nella lotta all'illegalità". È quanto espresso dal Capo del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone, in merito alle ultime minacce mafiose.
Cesare Patrone è anche Presidente del Gruppo Sportivo Forestale che da anni collabora con Libera, l'Associazione di Don Ciotti, al fine di rafforzare il senso di legalità nei territori rurali e montani dove è maggiormente presente il Corpo forestale dello Stato e per realizzare campagne, iniziative e progetti attraverso i quali promuovere l'informazione, la sensibilizzazione e il rispetto per l'ambiente. Lo scopo della collaborazione è quello di mettere in atto una serie di azioni finalizzate alla deterrenza delle azioni illegali e criminose commesse in danno all'ambiente e alle risorse del territorio agroforestale ed agroambientale nazionale.
"Il ruolo del Corpo forestale dello Stato di tutela del patrimonio ambientale - continua Patrone - servirà  a restituire quelle ricchezze sottratte al territorio e, lavorando costantemente con l'Associazione Libera, si potranno costruire posti di lavoro ed occasioni di sviluppo nelle terre confiscate alla camorra".
"A Don Ciotti va tutta la nostra solidarietà, il sostegno e l'affetto in questo momento difficile - conclude il Capo del Corpo forestale dello Stato - perché nonostante tutte le difficoltà e le intimidazioni c'è bisogno di ancora più determinazione e più coraggio per restituire dignità e giustizia ai tanti territori umiliati dallo sfruttamento mafioso".

 

UNITALSI

"Siamo al suo fianco e insieme a tutte le comunità che al malaffare rispondono con l'impegno caritatevole e sociale per il bene comune, senza mai scivolare nell'indifferenza e nell'immobilismo per interesse". Così Salvatore Pagliuca, presidente nazionale dell'Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali), esprime la "solidarietà" e la "vicinanza" a don Luigi Ciotti, dopo le minacce di Totò Riina. "Tanti giovani" dell'Unitalsi, assicura Pagliuca in una nota, "lo seguono e lo ricordano in particolare quando in una delle sue partecipazioni al pellegrinaggio Nazionale a Lourdes, portò l'esempio di don Bosco col quale invitava i ragazzi a essere buoni cristiani e onesti cittadini per saldare la terra al cielo".

 

Psichiatria Democratica

Caro Luigi, in questi giorni - ancora una volta - abbiamo dovuto registrare una assai grave intimidazione mafiosa alla tua persona ed al tuo straordinario, concreto e costante lavoro contro questo cancro e per
l'affermazione della giustizia, dei diritti e dell'eguaglianza. Ed in questo momento, dove - come ricordavi - non bastano le note di solidarietà, ma occorre uno scatto determinato della politica e delle Istituzioni, Psichiatria Democratica si schiera ancora più compatta al tuo fianco rilanciando, alla società intera, quanto hai recentemente ricordato al nostro Congresso Nazionale, di Vico-Equense: di continuare a camminare anche se la strada è in salita. Sì Luigi, dobbiamo continuare insieme, conquistando alla causa della giustizia sempre più giovani, donne e quanti non ci stanno alla sopraffazione e alla indifferenza.
Proprio con quella continuità, condivisione e corresponsabilità con la quale ammonivi tutti, durante l'Assise vicana, e principalmente quanti hanno responsabilità maggiori nel Paese.

 

Federazione Italiana Comunità Terapeutiche

Caro Luigi, prima di tutto, grazie per il lavoro che fai perché da gente di Calabria, non ci sentiamo soli e appiattiti sull'immagine di essere tutti "noi" 'ndranghetisti.
Grazie perché la tua consapevolezza e la tua battaglia per colpire i patrimoni dei mafiosi è sicuramente la battaglia vincente. Grazie per il rischio a cui ti sottoponi per combattere una buona battaglia. Grazie perché con la battaglia di "Libera" hai dato voce ad una Chiesa coraggiosa, schierata a favore del bene, consapevole dei rischi ma sicura nella fede. Grazie per la tua fedeltà al Vangelo. Anche molti dei Centri che io rappresento partecipano a "Libera" convinti come siamo che le idee giuste seppure abbiano una forte paternità hanno necessità di gambe per percorrere i cammini della giustizia. E "Libera" è diventata anche per i ragazzi che frequentano le mie Comunità incipit di abbandono di percorsi inquinati, punto di riferimento di rinascita. Ho ancora negli occhi e nel cuore la tua mano nella mano di Papa Francesco. Un'immagine di forza, di coraggio, di tenerezza, di paternità da parte del Papa, di riconoscimento di una battaglia giusta condotta in nome del Vangelo da sacerdoti e gente coraggiosa di cui tu sei esempio. Quante volte anche fra di noi sacerdoti l'istinto di sopravvivenza individuale ci ha fatto smarrire la fiducia e la fede nel Vangelo. E proprio quel Vangelo che traccia le strade del nostro comportamento e del nostro essere che deve fare smarrire la paura e fare affermare la possibilità di un giusto modo di abitare la storia e il mondo. Riteniamo che le minacce a cui sei sottoposto dimostrano che non è più il moscerino che colpisce il pachiderma ma un "noi" che si sta sempre di più affermando, un "noi" collettivo che fa paura a chi vorrebbe farci paura. Ed è su questa strada che, insieme e accanto a te, noi vogliamo continuare ad esserci, abitando questo tempo e il giardino affidatoci in custodia. Come tu spesso ci ripeti, noi, a "occhi aperti" vogliamo sognare. Il sogno ci aiuta a non appiattirci nella quotidianità, a non accontentarci delle promesse, a non spegnerci nell'abitudine e nella rassegnazione. Ma il sogno deve sapersi fare segno: deve incidersi nella vita di tutti i giorni, deve trasformarsi in presente diverso, deve rendersi riconoscibile agli altri per poter essere condiviso. Camminare assieme è la premessa e il contenuto del futuro che vogliamo. Né la preoccupazione, né la paura, possono zittire la nostra voce o fermare il nostro cammino. Voltare pagina è possibile, e tutti dobbiamo sentirci coinvolti.  Non c'è conquista senza fatica e non c'è senso alla vita senza conquista. Non abbiamo paura della fatica!
Le mani pulite, se sono in tasca, non servono a niente!
Luigi, grazie e accanto a te anche con la mia preghiera

 

Associazione Saveria Antiochia Omicron

La Repubblica di oggi pubblica la notizia che Totò Riina, in un colloquio tenuto durante l'ora d'aria col boss pugliese Lorusso, ha dichiarato di voler  far uccidere Don Luigi Ciotti, paragonandolo a Don Puglisi. E mostra di avere ancor potere, dal momento che dice "putissimu (= potremmo) pure ammazzarlo".
Il colloquio è avvenuto il 14 settembre del 2013, vigilia dell'anniversario dell'uccisione di Don Puglisi, e finora era stato tenuto nascosto, a differenza di quanto avvenuto per le minacce al PM Nino Di Matteo. L'ascolto della registrazione da parte delle forze dell'ordine aveva tuttavia - e per fortuna - fatto scattare il rafforzamento delle misure di protezione di Don Luigi.
Ma la situazione rimane grave e pericolosa. E' probabile che l'odio di Riina per Ciotti sia andato rafforzandosi anche  per la posizione chiaramente antimafia assunta di recente dalla Chiesa di Papa Francesco. Negli ultimi mesi sono infatti arrivati a Don Luigi e a Libera segnali inquietanti  e in parte indecifrabili, come ha dichiarato Gabriella Stramaccioni, dell'Ufficio di Presidenza di Libera.
I preti, secondo Riina,  dovrebbero limitarsi a dire messa, non occuparsi dei problemi del territorio. La grandiosa attività di Libera per sostenere le cooperative che lavorano i terreni confiscati ai mafiosi , oltre che per diffondere la cultura della legalità, ha fatto comprendere a Totò Riina che queste azioni possono mettere fine al potere delle organizzazioni mafiose.
E' necessario allora che tutte le associazioni,  tutti i cittadini impegnati a combattere le mafie si stringano attorno a Don Luigi e a Libera. Occorre moltiplicare con ancora maggior convinzione le attività antimafia nella società e nelle scuole.
L'Associazione Saveria Antiochia Omicron dichiara la volontà di rafforzare e sviluppare le proprie attività di sensibilizzazione e diffusione della cultura della legalità, contro le mafie e contro la corruzione, e chiede al Governo e al Parlamento l'emanazione di leggi più efficaci e risolutive di quelle attualmente in vigore.

 

Confederazione italiana agricoltori

"A Don Ciotti va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno in questo momento difficile. Ribadiamo l'impegno della Cia al fianco del presidente di Libera e dei suoi ragazzi che, nonostante difficoltà e intimidazioni, continuano ad adoperarsi per restituire dignità e giustizia ai tanti territori umiliati dallo sfruttamento mafioso". Lo afferma Dino Scanavino, presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori, in merito alle minacce del boss di Cosa Nostra Totò Riina.
"Oggi più che mai vogliamo confermare il nostro legame con Don Ciotti, che non è solo formale, ma concreto e fattivo -evidenzia Scanavino-. La partnership tra Cia e Libera va avanti fin dal 2001, anno della fondazione della prima cooperativa "Placido Rizzotto" nel palermitano, ed è stata sancita nel 2008 da un protocollo d'intesa con cui la Confederazione si impegna attraverso le sue strutture e i suoi tecnici a fornire assistenza e consulenza alle cooperative e ai soci del progetto Libera Terra nella gestione dei terreni confiscati alle mafie".
"Siamo sicuri che Don Ciotti non si fermerà davanti a queste spregevoli minacce e continuerà, come ha fatto in questi anni, nel suo lavoro coraggioso di contrasto alle mafie e di promozione della legalità attraverso il riutilizzo sociale di beni e terreni confiscati alla criminalità organizzata -aggiunge il presidente della Cia-. Noi saremo con lui e con Libera, a dimostrare ancora una volta che si può ripartire dall'agricoltura per proporre un modello di sviluppo alternativo alla logica del sopruso e del ricatto. Dimostrare che ciò che la mafia ha sottratto può essere restituito alla società civile, con i prodotti e i sapori della legalità, creando anche nuove opportunità di sviluppo e di occupazione soprattutto per i giovani".

 

SPI | CGIL

"Lo Spi Cgil - scrive Cantone -  Le è vicino nel modo che più appartiene alla nostra idea di solidarietà e cioè con l'impegno per la legalità, contro ogni ingiustizia sociale e contro la criminalità organizzata".
"Le grandi mafie - continua il segretario generale dello Spi Cgil - sopravvivono anche grazie alle relazioni che allacciano con il mondo esterno con vaste e articolate reti di supporto. Per questo la lotta alle mafie diventa lotta politica e sociale e non solo legislativa, le une complementari alle altre, per tradurre in fatti concreti la necessità di supplire  ad un vuoto di democrazia che si genera quando il lavoro si sostituisce con le attività criminali. Nei campi di volontariato dei terreni e beni confiscati alla mafia, dove ci si incontra, la presenza dello Spi Cgil insieme a Libera, si genera una relazione proficua con il mondo dell'associazionismo e con i giovani. L'intreccio virtuoso tra i temi propri di un sindacato come lo  Spi Cgil e quelli rivolti alla legalità, fanno del nostro agire quotidiano la prova che la ricerca continua di giustizia sociale, di riconoscimento dei diritti sostanza della libertà, è alla base dei valori fondanti la democrazia che devono essere riaffermati costantemente per non cadere nella trappola della velocità con cui si rinnegano in nome di una presunta modernità". "Per questo - conclude Carla Cantone - le minacce che Le hanno indirizzato rappresentano il segno che le battaglie in nome della legalità vanno nella giusta direzione e che hanno bisogno di un sostegno continuo perché la lotta alle mafie non è mai data per sempre. Noi siamo tutti con Lei".

 

Confindustria

A don Ciotti va tutta la mia solidarietà e il pieno sostegno di Confindustria, nella consapevolezza che, nonostante gli enormi progressi fatti negli ultimi vent'anni, non è ancora possibile abbassare la guardia.
Don Luigi Ciotti non è solo. Confindustria è al suo fianco, insieme a tutti coloro - e sono tanti - che hanno ormai scelto di rialzare la testa e dire di 'no' a ogni forma di sopruso e di sottomissione. Questo è bene che la mafia lo sappia. Cosa nostra continua ancora a fare affari e moltiplicare i profitti, ma negli ultimi anni, grazie anche al lavoro incessante di magistrati, forze dell'ordine, associazioni e organizzazioni datoriali, la coscienza civile è profondamente mutata. È necessario, a questo punto, un ulteriore colpo di reni affinché la ribellione diventi la normalità e la denuncia diventi la regola. Solo così sarà possibile voltare davvero pagina.
 
Antonello Montante, delegato nazionale di Confindustria con delega per la legalità

 

Confcooperative

Esprimiamo sostegno, solidarietà e vicinanza a Don Ciotti. Le minacce a lui rivolte sono la conferma che la riqualificazione sociale ed economica del territorio rappresentano un valido percorso di recupero e l'unica risposta possibile per la rinascita di molti territori. L'attività di Don Ciotti, di Libera e delle cooperative impegnate sui beni confiscati alla criminalità organizzata è una spina nel fianco delle mafie. Al di là della solidarietà ideale che si sta offrendo a Don Ciotti, al Governo chiediamo due cose per dare presto un segnale forte e con atti concreti. Innanzitutto misure che snelliscano e velocizzino, concretamente, l'assegnazione dei beni confiscati. Al momento le procedure sono particolarmente lente e farraginose: oltre il 55% dei beni confiscati risulta inutilizzato. Così come indicato nelle linee guida di riordino del Terzo Settore occorre rivedere i meccanismi di destinazione e assegnazione dei beni mobili e immobili confiscati. Per colpire al cuore l'economia illegale, che l'Istat ha, recentemente, quantificato in una cifra enorme, 170 miliardi di euro, proponiamo uno scatto ulteriore: la rigenerazione, anche in forma cooperativa, delle aziende confiscate alla mafia. Siamo pronti a mettere a disposizione la capacità di 'bonificare' le imprese per restituirle alla legalità, ad un'economia sana per un corretto sviluppo del territorio.

 

Bancaetica

Caro Don Luigi,
le minacce di Riina dal carcere scuotono ancora una volta il movimento che negli ultimi 20 anni ha visto nel lavoro tuo e di Libera un punto di riferimento per combattere la mafia attraverso l'impegno quotidiano, attraverso lo sviluppo di una coscienza civile e la promozione di opportunità, anche economiche, che nascono dalla sottrazione di ricchezza alle mafie e dalla capacità di trasformare questa ricchezza in beni comuni.
Abbiamo lavorato fianco a fianco sostenendo finanziariamente le cooperative che seminano giustizia e legalità sui terreni confiscati e anche oggi, a nome di tutte le socie e soci di Banca Etica, voglio esprimere a te e a tutta la rete di Libera la nostra amicizia e solidarietà. Siamo con voi.
Un abbraccio,
Ugo Biggeri

 

Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni

La Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni esprime solidarietà e vicinanza a Don Luigi Ciotti per le minacce mafiose di cui è stato oggetto nei mesi scorsi. La Fondazione BNC, con ancora maggiore determinazione, intende sostenere l'impegno dell'Associazione Libera, schierandosi dalla parte di chi, con coraggio e abnegazione, ha costruito, in questi anni, un percorso progettuale che si pone l'obiettivo di affermare la giustizia sociale e la cultura della legalità contro la criminalità organizzata e la cultura mafiosa, fino a mettere in gioco la propria incolumità personale. Non sarà questo ennesimo episodio a intimidire Don Luigi. Ricordando il monito del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, staremo al fianco di Don Luigi e di Libera, con gratitudine, nella convinzione che diffondere ed affermare l'educazione alla legalità sia elemento fondante di una società civile e responsabile, in grado di contrapporsi al sistema delle mafie e della criminalità.

 

Fondazione Unipolis

Fondazione Unipolis esprime la propria solidarietà e vicinanza a don Luigi Ciotti e a Libera di fronte alle minacce del boss mafioso Totò Riina venute alla luce in questi giorni. Riafferma con forza e determinazione il proprio  sostegno  alle battaglie condotte da don Ciotti e da Libera contro la criminalità mafiosa sempre strettamente coniugate all'impegno per la giustizia sociale, lo sviluppo democratico e civile, oltre che economico, che hanno saputo ridare speranza, dignità e futuro a migliaia di persone, soprattutto giovani. Unipolis continuerà ad assicurare il proprio contributo a Libera e al lavoro di quanti si battono per un'Italia migliore e più giusta. 

Sardegna Solidale

È il 14 settembre 2013, vigilia del ventesimo anniversario dell'omicidio di don Pino Puglisi. Totò Riina, capo di Cosa Nostra, in carcere a Opera, si confida con il detenuto Alberto Lorusso, sacra corona unita.
"Ciotti, Ciotti, putissimu pure ammazzarlo - dice Riina - Questo prete è una stampa e una figura che somiglia a padre Puglisi". E deve fare la stessa fine:
Le parole di Riina sono dure, pesanti e sprezzanti. Inaccettabili.
Ma deve sapere - lui e i suoi - che Don Luigi Ciotti non è solo, deve sapere che don Luigi Ciotti appartiene a un noi collettivo e plurale che partendo dal Gruppo Abele e da Libera abbraccia migliaia di realtà associative e milioni di cittadini.
Siamo con te, Don Luigi Ciotti.
E vogliamo essere noi, in questo momento, la tua misura di sicurezza.
Forza Paris!
 

 

Fondazione Lucana Antiusura Mons. Vincenzo Cavalla

La Fondazione Lucana Antiusura Mons. Vincenzo Cavalla esprime solidarietà a don Luigi Ciotti dopo aver conosciuto dalla televisione le infami chiacchiere esalate da un protagonista del male in Italia. A don Ciotti auguriamo molti anni di impegno ancora, anni appassionati e coerenti nella difesa degli oppressi.

 

Piero Grasso | Presidente del Senato

Caro Luigi,
sono più di venti anni che sfidi la mafia con coraggio e passione. Le minacce di Riina emerse oggi sono l'ennesimo attacco ad una storia di impegno e di memoria che coinvolge ogni anno migliaia di cittadini e che ha contribuito a rendere il nostro Paese più libero e più giusto.
Ti conosco da anni e so che non ti sei lasciato intimorire nemmeno per un attimo: continuerai sulla strada della lotta alla criminalità, e tutti noi saremo al tuo fianco.
Un abbraccio,
Piero.

 

Laura Boldrini | Presidente della Camera

Le minacce di Totò Riina all'amico Don Ciotti, preoccupano certo, ma non sorprendono. Un uomo come Luigi, che da anni promuove la cultura della legalità e combatte contro le mafie attraverso azioni concrete, non può che essere un nemico per un boss di Cosa Nostra. Una persona da temere, per aver dimostrato, insieme con Libera, che i beni della criminalità possono essere riutilizzati a scopi sociali; per aver portato i giovani a coltivare le terre che un tempo erano delle cosche; per aver insomma fornito un'alternativa alla logica del sopruso e dell'intimidazione di cui la mafia si nutre.
Ma Don Ciotti in questi anni è anche andato oltre con il suo impegno contro la corruzione, da lui stesso definita "incubatrice" delle mafie.
Il mio primo giorno a Montecitorio ho voluto indossare il braccialetto bianco, simbolo della sua campagna Riparte il futuro, sottoscritta oggi da più di 600 mila cittadini. Il mio impegno a fianco di Don Luigi continua, oggi più che mai. A lui un forte abbraccio.

 

Rosy Bindi | Presidente della Commissione nazionale antimafia

Affettuosa vicinanza e pieno sostegno a don Luigi Ciotti a cui  va assicurata tutta la protezione e il sostegno necessari, molti mesi sono passati da quando i magistrati hanno esaminato le intercettazioni e si deve capire che tipo di messaggio vuole inviare il capo di Cosa Nostra mentre inveisce contro un sacerdote così esposto sul fronte della lotta alla mafia.
Don Ciotti non è solo e non resterà solo nella battaglia contro i poteri mafiosi, la scomunica di Papa Francesco ha tracciato una linea invalicabile tra la Chiesa e le mafie che dà a tutti, credenti e non credenti, più forza e coraggio nel combattere la cultura dell'omertà e della sopraffazione.

 

Nicola Zingaretti | Presidente della Regione Lazio

Oggi più che mai con Don Luigi Ciotti e Libera. Siamo con voi tutti i giorni, contro la mafia sempre

 

Nichi Vendola | Presidente della Regione Puglia

Un forte abbraccio don Luigi! All'inferno la mafia! L'impegno di don Luigi ci dice che per la lotta alla mafia non servono proclami o moralismi. Bensì ogni giorno, con un umile coraggio, serve condurre la battaglia per affermare i diritti dei più deboli e affermare la legalità con fatti concreti, che anche la politica deve compiere.

 

Ignazio Marino | sindaco di Roma

Caro Luigi, nessuna minaccia potrà fermare il tuo impegno contro le mafie e per la legalità. Roma è al tuo fianco.

 

Roberto Bruno | sindaco di Pachino (SR)

«Se don Luigi Ciotti diventa personaggio scomodo per "cosa nostra", allora vuol dire che le sue battaglie antimafia ed il suo impegno contro la criminalità rappresentano concretamente quel messaggio di ribellione delle coscienze che attenta alle basi il sistema mafioso». È Roberto Bruno, il sindaco del comune di Pachino, in provincia di Siracusa, ad esprimere solidarietà e vicinanza al presidente di Libera. Contro don Ciotti sono state diffuse notizie di una minaccia di morte lanciata nei suoi confronti direttamente dal boss di "cosa nostra", Totò Riina, che avrebbe rivelato le intenzioni durante un colloquio con un altro boss all'interno del carcere di Opera. «Il coraggio e la passione - ha spiegato il sindaco Roberto Bruno -, che spingono don Luigi Ciotti nella sua battaglia per una cultura della legalità non potranno mai essere intaccati. Nemmeno dalle minacce di un boss. Il presidente di Libera rappresenta per tutta Italia un punto di riferimento contro la criminalità. Don Luigi ha fatto quello che avrebbero dovuto fare la politica e le istituzioni: ha gridato dai palchi delle piazze contro la mafia, lottando per il sequestro ed il riutilizzo in ambito sociale dei patrimoni confiscati alle cosche. Ma don Luigi Ciotti non è solo perché non può essere solo: in noi siciliani cresciuti portando il vessillo dell'antimafia, della legalità e della lotta all'omertà prima nelle associazioni e poi nelle istituzioni, don Luigi Ciotti potrà trovare fedeli alleati e compagni di lotta. Per questo mi sento di esprimere vicinanza, stima e affetto per uomo che ha contribuito a cambiare, in meglio, la storia d'Italia. Voglio rivolgere un invito a tutti i miei colleghi sindaci siciliani, affinché possa partire una campagna di solidarietà e, soprattutto, di collaborazione concreta di tutti gli enti pubblici siciliani con l'attività e l'impegno portati avanti da don Luigi Ciotti».

 

 

Hanno espresso inoltre la loro solidarietà:

Monsignor Cesare Nosiglia, Vescovo di Torino - Mariastella Gelmini, vicecapogruppo vicario di Forza Italia alla Camera - Ignazio Marino, sindaco di Roma - Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista - David Sassoli, Vicepresidente del Parlamento europeo - Donatella Ferranti, Presidente della commissione Giustizia della Camera - Maria Carmela Lanzetta, ministro per gli Affari regionali, Cesare Cetin - sindaco di Trieste

Comunicati

  1. V° Appuntamento dei giovani di Libera | Rassegna stampa

    Quattro giorni di formazione, lavori di gruppo, proiezioni di film e incontri con magistrati, giornalisti, familiari di vittime innocenti delle mafie per leggere e analizzare i percorsi di cambiamento in atto sui territori nazionali per acquisire nuovi strumenti nella lotta alle mafie e alla corruzione. Leggi gli articoli pubblicati dalle principali testate.

  2. Diari dai campi di Favignana | 2016

    Questo è stato il mio primo campo ed è stata un'esperienza fantastica. Il divertimento si alternava a momenti di riflessione e formazione su argomenti delicati ma che tutti dovremmo conoscere,essendo una realtà del nostro bel paese. Ho conosciuto persone meravigliose e fonte d'ispirazione.

  3. Libera contro la mafia, 250 giovani da tutta Italia

    Da domani a domenica tantissimi eventi a Marina di Cecina. Conclusioni con Luigi Ciotti sabato pomeriggio. Previsto un incontro con Gian Carlo Caselli. I saluti del Governatore Rossi, del Sindaco Lippi e del comandante del Corpo Forestale Vadalà. La Nazione 26 luglio 2016