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Le minacce di Riina a don Luigi Ciotti: "Rispondiamo rinnovando il nostro impegno"

Davanti alle minacce di morte di Riina nei confronti di don Luigi Ciotti c'è solo una risposta da dare: stringerci attorno al nostro presidente e rinnovare il nostro impegno quotidiano contro le mafie perché si affermino legalità democratica e giustizia sociale. Un impegno concreto che da vent'anni vede Libera e il suo fondatore promuovere la confisca e l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie; difendere la memoria delle vittime innocenti delle mafie e il diritto alla verità dei loro familiari; diffondere nelle scuole e nelle università una cultura dell'antimafia ispirata ai principi della nostra Costituzione; sostenere nelle aule dei tribunali, costituendoci come parte civile, il lavoro dei magistrati impegnati perché si faccia davvero giustizia; contrastare nei territori, ogni giorno, il potere mafioso; denunciare le troppe collusioni che ancora oggi rendono forti le mafie; proporre le risposte possibili. Lo facciamo consapevoli dei nostri limiti e animati da quel senso di corresponsabilità che è il cuore del nostro impegno. Perché è sempre il noi che vince, anche davanti alle minacce di morte".


L'Ufficio di presidenza di Libera.


 
 
 
 
 

Comunicati

  1. Nasce la rete Numeri Pari | Rassegna stampa

    Nasce, dalla precedente esperienza della campagna contro la povertà del Gruppo Abele e Libera Miseria Ladra, il Movimento "Numeri Pari", una rete contro le disuguaglianze , per la giustizia sociale e la dignità. L'aggregazione di associazioni ed enti è stata presentata oggi a Roma; nel servizio del Tg3 le interviste a don Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera, e don Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA).

  2. 19 condanne e 8 assoluzioni: si chiude il processo Condor

    È nel 1999 che il p.m. Capaldo, che ha guidato l'azione della pubblica accusa assieme alla Dottoressa Tiziana Cugini, inizia ad indagare sulla morte di alcuni sudamericani di origini italiane all'interno dell'Operazione Condor, la grande alleanza tra le giunte militari del Sud America e gli Stati Uniti contro il "pericolo rosso".

  3. Sentenza Condor - Martedi 17 Gennaio 2017, Rebibbia, Roma

    Dopo quasi due anni di dibattimento, 60 udienze e con l'audizione di decine di testimoni, esperti, familiari e compagni di prigionia delle vittime, il prossimo 17 gennaio dalle ore 9,30 si terrà l'ultima udienza nell'aula bunker di Rebibbia a Roma relativa al Processo Condor. A seguire nel corso della stessa giornata sarà emessa la sentenza per il sequestro e l'omicidio di 42 giovani, tra cui 20 italiani, avvenuti in Cile, Argentina, Bolivia, Brasile e Uruguay tra il 1973 e il 1978. Gran parte di loro sono ancora oggi desaparecidos.