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Giramondi e Atrevete!Mundo: Memoria e impegno non hanno confini

Un altro viaggio della memoria e dell'impegno. Questa volta in Colombia, paese devastato da una guerra civile lunga quasi cinquant'anni e associato, troppe volte, alla polvere bianca. Quasi due settimane, dal 26 maggio al 5 giugno, immersi nel traffico asfissiante bogotiano, tra colori vivaci, profumi inebrianti di arepas, frutta fresca venduta ad ogni angolo della strada e sguardi scaltri dei bambini che animano le strade sudicie. Le contraddizioni che emergono, palpabili alla vista, sono il segno di un paese alla mercé di interessi politici ed economici che ruotano attorno al narcotraffico, alle multinazionali e agli uomini di partito. Un conflitto armato interno silenzioso, ignorata dai principali mezzi di comunicazione occidentali che ha causato più di 6 milioni di vittime innocenti, tra desaparecidos, desplazados e falsos positivos, ancora oggi in corso.

I falsos positivos sono l'ultimo esempio di una politica di Stato, eredità della dottrina anti-comunista degli anni cinquanta e sessanta, basata sulla lotta a tutti gli oppositori e sulla paura come deterrente, introdotta dal governo di Alvaro Uribe nell'ambito del conflitto armato ancora in corso contro le Farc - le Fuerzas Armadas Rivolucionarias de Colombia. Giovani civili brutalmente ammazzati e travestiti da finti guerrilleros dai militari dell'esercito colombiano, con l'obiettivo di presentare risultati. In base al numero di guerrilleros uccisi vi era infatti un compenso in denaro, in scatti di carriera, licenze premio e riconoscimenti vari. Il vaso di pandora è stato scoperchiato dalle madri di questi giovani incolpelvoli che si sono unite in un movimento chiamato Las Madres de Soacha.

E' in questo contesto che i gruppi ATREVETE e GIRAMONDI si sono immersi. Iniziative con le associazioni locali partner della rete ALAS - America Latina Alternativa Social, la rete latinoamericana promossa da Libera International; incontri pubblici nel centro culturale Gabriél Garcia Marquez, sede temporanea della mostra Ausencias del fotografo argentino Gustavo German proprio sui desaparecidos; dibattiti con il Collettivo di avvocati per i diritti umani José Alvaro Restrepo, con la Comissiòn Interclesial Justicia y Paz e con i giornalisti impegnati nella ricerca della verità e della giustizia; momenti di condivisione e testimonianza con le madri e con le vittime degli sfollamenti forzati, causati dalla violenza dei paramilitari - le AUC - e dai guerrilleros per il controllo dei terreni in cui viene coltivata la coca.

Un viaggio pervaso da sentimenti contrastanti, commozione e amarezza ma anche gaiezza, allegria ed entusiasmo per le meravigliose realtà che nelle viscere più profonde di Bogotà stanno sperimentando nuove forme di resistenza, trasformando i quartieri più poveri in spazi di condivisione comunitari e partecipazione alternativa. Fra tutte, la Fundaciòn Tiempo de Juego che nel comune di Soacha, uno dei più poveri con il maggior numero di rifugiati della Colombia, insegna ai ragazzi ad avere sogni e passioni e ad impiegare il tempo libero attraverso attività ludiche - la danza, il teatro, la musica, i graffiti - allontanandoli così dalle pandillas - le bande - e dalla criminalità. Ma anche Casa B, spazio socioculturale che dal 2012 opera a Bèlen, un quartiere difficile di Bogotà, attraverso corsi di lingua straniera, laboratori di stencil, graffiti, sceneggiatura, fotografia, musica e la Cine-huerta, un orto comunitario biologico con cinema, coinvolgendo non solo i più giovani, ma soprattutto le persone che di quel quartiere ne rappresentano l'anima identitaria.

Un viaggio, quello per i gruppi Atrevete e Giramondi, volto a sensibilizzare i partecipanti sui temi cari a Libera come giustizia, diritti e memoria ma soprattutto volto a tessere reti transnazionali che insieme possano essere più forti nel contrasto alle mafie e ai crimini di Stato. Perché, come Tonio dell'Olio insegna, il dolore non ha colore.

 
 
 
 
 

Comunicati

  1. 21 Marzo 2017 in Liguria - Rassegna Stampa

    Ecco come la stampa locale ha raccontato la Giornata del 21 Marzo 2017 in Liguria.

  2. In riferimento alle scritte apparse sui muri del vescovado

    Siamo i primi, da sempre, a dire che il lavoro è necessario, anzi che èil primo antidoto alle mafie. Ma che sia un lavoro onesto, tutelato dai diritti, non certo quello procurato dalle organizzazioni criminali.

  3. Il Vescovo di Locri esprime vicinanza a don Luigi Ciotti e a Libera

    In merito alle scritte minacciose e ingiuriose contro don Luigi Ciotti, apparse questa mattina sui muri dell'Episcopio e in altri luoghi di Locri, la comunità diocesana attraverso il vescovo, monsignor Francesco Oliva, esprime piena e convinta solidarietà a don Luigi. Apprezza e sostiene l'impegno e la scelta fatta da Libera di tenere a Locri la manifestazione principale della Giornata della Memoria e dell'Impegno del 2017.